Italia (1919-1939)
ECCEZIONALE RAPPORTO MILITARE ORIGINALE FIRMATO DA MUSSOLINI, DE BONO, BAISTROCCHI, VALLE, BADOGLIO E BONZANI CON OGGETTO "ERITREA" NEL 1934
Prezzo: venduto - cod. nr. 14771

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L'eccezionalità di questo documento si commenta da sola viste le firme autografe di Mussolini, in calce, e degli altri importanti personaggi storici intervenuti alla riunione del 7 maggio 1934, convocata dal Duce a Palazzo Venezia per esaminare le questioni relative alle operazioni in Eritrea. Nell'ordine erano stati convocati Emilio De Bono, Quadrumviro e Ministro delle Colonie, il generale Federico Baistrocchi, Sottosegretario al Ministero della Guerra, il generale Giuseppe Valle, nominato Sottosegretario per l'Aeronautica nel novembre del 1933, il generale Pietro Badoglio, Capo di Stato Maggiore Generale e il generale Alberto Bonzani, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito.

Nella seconda metà del 1933 Mussolini aveva deciso di riprendere nelle sue mani i ministeri militari: in luglio fece dimettere il generale Gazzera da Ministro della Guerra e nominò sottosegretario il generale Baistrocchi; in novembre dovettero dimettersi Balbo e Sirianni e furono nominati sottosegretari all'Aeronautica e alla Marina, il generale Valle e l'ammiraglio Cavagnari. Balbo fu nominato governatore della Libia in sostituzione di Badoglio, che aveva concluso alla fine del 1933 il suo quinquennio di governo a Tripoli. Infine, tra il marzo e l'ottobre 1934, Valle, Cavagnari e Baistrocchi furono nominati anche Capi di stato maggiore dell'Aeronautica, della Marina e dell'Esercito; Badoglio mantenne la carica di Capo di stato maggiore generale, che rimase poco influente dal punto di vista operativo. Questo documento rappresenta una eccezionale prova di come Mussolini stesse già preparando attivamente l'azione militare contro l'Etiopia dell'anno successivo con le decisioni prese in questa riunione del 7 maggio 1934: le forze metropolitane in Eritrea portate all'entità di un Corpo d'Armata su tre divisioni, l'invio dalla Libia in Eritrea di due battaglioni eritrei e l'aumento della forza aerea da 75 a 100 aparecchi da bombardamento.
Gli atti di ostilità che portarono al conflitto furono gli incidenti di Gondar e di Ual Ual. Il 4 novembre 1934 il consolato italiano di Gondar fu attaccato da gruppi armati etiopici che causarono la morte di numerosi ascari eritrei e il 5 dicembre 1934 la postazione italiana di Ual Ual, presidiata da 200 militari, venne sottoposta all'attacco di 1.500 soldati abissini che causò 80 vittime tra i difensori italiani. Quest'ultimo episodio divenne il casus belli.
Mussolini chiese delle scuse ufficiali e il pagamento di un'indennità per le famiglie degli uccisi da parte del governo etiope, conformemente a quanto stabilito nell'accordo del 1928. Il negus Selassie, avendone la possibilità in virtù del medesimo trattato, decise invece di rimettersi, tra le riserve italiane, alla Società delle nazioni (2 gennaio). Ciò provocò la cosiddetta crisi abissina all'interno della Società delle Nazioni, che, per far luce sulla vicenda, si impegnò in un arbitrato tra le parti, temporeggiando. Tuttavia, i rapporti italo-etiopi erano irrimediabilmente compromessi e entrambi gli stati iniziarono a mobilitare le proprie truppe in previsione di un prossimo conflitto.
Il 2 ottobre 1935 Mussolini annunciò la dichiarazione di guerra all'Etiopia dal balcone di palazzo Venezia: nel proclama il capo del fascismo, rispolverando i temi della "vittoria mutilata", ricordò ai popoli di Gran Bretagna e Francia i sacrifici -non adeguatamente ricompensati- sopportati dagli italiani durante la Grande Guerra. Il 3 ottobre 100.000 soldati italiani ed un considerevole numero di Áscari, sotto il comando del maresciallo Emilio De Bono iniziarono ad avanzare dalle loro basi in Eritrea.


 
 

 11-12-2009