Italia R.S.I.
RARISSIMO E INTROVABILE DISTINTIVO ORIGINALE DEL 1° BATTAGLIONE DI COMBATTIMENTO VOLONTARI ITALIANI "ETTORE MUTI" DI FIRENZE 
Prezzo: venduto - cod. nr. 17038
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Questo straordinario distintivo, unico nella scelta iconografica dei suoi autori, è considerato nel mondo collezionistico il più raro tra quelli della Repubblica Sociale Italiana. Questo esemplare faceva parte di una delle più importanti collezioni di cimeli del periodo, andata recentemente dispersa, e gli esperti più accreditati stimano in numero di due o al massimo tre gli esemplari originali conosciuti. Uno di questi è quello fotografato a pagina 32 del 1° volume di Fausto Sparacino "Distintivi e Medaglie della R.S.I.". L'esemplare riprodotto presenta tutte le caratteristiche originali del distintivo: metallo dorato e la scritta completa sul cartiglio.
Questo distintivo è stato quasi certamente "alterato" dal suo originale possessore per salvarlo dalla distruzione alla quale furono ,a ragione, destinati quasi tutti gli altri. Alla scritta sul nastro inferiore sono ste infatti cancellate le prime e le ultime parole "1°BTG." e "E. MUTI" così da trasformarla in un'anonima "VOLONTARI ITALIANI" che poteva ben adattarsi, per chi non avesse mai visto il distintivo, ad un qualsiasi reparto di volontari del periodo fascista. Probabilmente, durante questa operazione, si è resa necessaria anche l'ablazione della doratura che altrimenti avrebbe reso evidente l'intervento effettuato. Tutto ciò è estremamente plausibile pensando ai compiti antipartigiani svolti dagli uomini di questo battaglione a Firenze, dove era stato costituito, e nelle zone limitrofe della Toscana.
Il distintivo era dotato di un spillo orizzontale posteriore, qui ancora presente anche se privo del gancio di chiusura. Tutti questi particolari non ne inficiano minimamente il grande valore storico-collezionistico derivante dalla sua estrema rarità.

Il 1° Battaglione di Combattimento Volontari Italiani "Ettore Muti"
( che non va confuso con la "Legione Ettore Muti" sorta a Milano ) si costitui' presso la ex sede della GIL di Piazza Beccaria a Firenze il 14 settembre 1943, con elementi volontari provenienti dai bersaglieri, ed assunse subito una precisa fisionomia. I volontari, suddivisi in due compagnie, furono dapprima adibiti al recupero di armi, materiali, automezzi dell'esercito regio abbandonati nella citta' e dintorni.
Nell'ottobre 1943 il battaglione, unitamente a reparti di carabinieri e della milizia partecipo' ad operazioni di grande polizia che proseguirono anche nei mesi di novembre e dicembre specialmente su monte Morello. Qui erano acquartierati gli uomini di due comandanti partigiani: Giulio Bruschi e Lanciotto Ballerini. Originario di Campi Bisenzio e di indole istintiva Ballerini non tardò ad avere contrasti con Bruschi così che venne decisa la rilocazione di uno dei due gruppi e i "Lupi Neri" di Ballerini scelsero di unirsi a combattenti del Partito d'Azione nella zona fra Pistoia e Lucca. Partirono dal Vecciolino su Monte Morello il 26 dicembre 1943 e la voce della loro presenza sui monti della Calvana, nel piccolo borgo medievale di Valibona, si sparse rapidamente. Inoltre una delle due squadre in cui era diviso il gruppo, guidata dal russo Vladimir, ebbe uno scontro a fuoco con alcuni fascisti in località Cornocchio e a Prato e Firenze si iniziò a parlare di un gruppo di comunisti guidati da un sovietico. Un reparto del Battaglione Muti (comandato da Duilio Sanesi), un folto gruppo di camicie nere e i carabinieri di Calenzano salirono a Valibona la notte fra il 2 e il 3 gennaio: il gruppo di Lanciotto Ballerini venne attaccato da circa 150 uomini. Dopo tre ore di battaglia e aver subito importanti perdite ( il capomanipolo Pietro Incalza viene ucciso, mentre il capo spedizione Duilio Sanesi, nove legionari e un carabiniere moriranno successivamente per le ferite riportate) Lanciotto Ballerini viene colpito alla testa e muore sul colpo. Dei 17 Lupi Neri cadono, oltre a Lanciotto, Vladimir Andrej e Luigi Giuseppe Ventroni. Alcuni vengono catturati e tradotti nelle carceri di Firenze mentre pochi riescono a rompere l'assedio e darsi alla fuga. Questa azione condotta dal Battaglione Muti è ricordata, da una parte e dall'altra, come la "Battaglia di Valibona".
Nella primavera seguente gli scontri si fecero piu' frequenti. A Casette di Chiara nell'aprile caddero il comandante della 2° compagnia, capitano Pierluigi Calamai, e un soldato. Nel maggio a Calenzano rimasero uccisi due sottufficiali e due soldati.
Nell'agosto il battaglione lascio' Firenze e raggiunse Bologna dove passo' alle dipendenze del 202° comando militare regionale. Anche in Emilia adempi' a numerosi servizi di pattugliamento e di guardia.
A meta' settembre il battaglione venne trasferito a Schio. Successivamente, mentre il comando e una compagnia vennero dislocati a Verona, l'altra prese stanza a Garda. Nell'aprile del 1945, infine, il battaglione si riuni' a Verona dove si sciolse il giorno 28. Comandante del battaglione era il capitano Giuseppe Bindi mentre comandante della 2° compagnia erano il capitano Ferdinando Bastianini, aiutante maggiore del battaglione, dall'inizio e subito dopo il capitano Calamai ( caduto il 14 aprile 1944 ) e quindi il capitano Sterlini.
I bersaglieri del "Battaglione Muti" mentre ricevono alcuni doni offerti dalla popolazione civile
Il distintivo riprodotto a pagina 32 del volume 1° "Distintivi e Medaglie della R.S.I." di Fausto Sparacino