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Bellissimo berretto rigido modello 1938, garantito originale al 100%, appartenuto ad un Seniore Medico ( Maggiore ) della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.
Realizzato in tessuto di lana gabardine grigio-verde, è caratterizzato dalla soprafascia con due galloni dorati divisi dal colore amaranto come previsto dal regolamento 1938.
Il fregio è quello adottato nel 1935 e rimasto in vigore fino al 1938, in ricamo d'oro sottopannato in grigioverde.
Il soggolo è in cuoio verniciato di nero con due passanti e bottoni da uniforme dorati, portanti a rilievo il trofeo della Specialità. La visiera è realizzata in fibra vulcanizzata nera con la parte inferiore di colore verde.
La fodera è realizzata in "satin" ( cotone lucido simile alla seta ) color ocra sulla quale è stampato il marchio della sartoria che l'ha confezionato: "Berrettificio Piedimonte 1927 " Roma - Via del Tritone 62. L'interno è protetto da una fascia para sudore in "marocchino" sottile marrone.
Il berretto e' in eccezionali condizioni di conservazione con i fregi intatti. La taglia è media.
La divisa degli appartenenti al Servizio sanitario era grigioverde con profilature amaranto. Il fregio del copricapo subì vari cambiamenti. In un primo tempo era costituito dal fascio con tondino che conteneva una croce ricamata in rosso; nel 1935 si trasformò in due bastoni di Esculapio con sovrapposto il tondino con la croce rossa, il tutto sormontato dal fascio con la stella, come in questo caso. Nel 1938 si ebbe l'ultima modifica che prevedeva il simbolo del 1934 ma circondato da un serto d'alloro dorato.
Per garantire al personale un'adeguata assistenza sanitaria gratuita, fu costituito in seno alla MVSN un Servizio sanitario che doveva provvedere all'assistenza igienico sociale e del lavoro promuovendo lo sviluppo di speciali istituzioni assistenziali.
Furono create due colonie nelle quali i legionari affluirono a migliaia, una elioterapica a Pescara, e una montana a Trafoi, sullo Stelvio, oggi occupata dalla Polizia di Stato. Il servizio veniva svolto dal personale sanitario ( ufficiali e truppa ) e da professionisti consulenti, e fu integrato con il concorso delle autorità sanitarie civili, nonchè con la cooperazione delle associazioni di soccorso.
Gli ufficiali medici della Milizia si dividevano in tre ruoli: i quadri ( che provvedevano al servizio sanitario nei reparti delle legioni ), la riserva ( che si occupava dell'assistenza a domicilio dei malati - non in s.p.e. - e dei loro familiari ) e quelli in congedo. Furono poi anche previste delle convenzioni con specialisti professionisti che prestavano la loro opera gratuitamente.
( Notizie storiche tratte dall'articolo apparso sulla rivista "Uniformi e Armi" nr. 122 del giugno 2001 )
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