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| Rarissima foto d'epoca che ritrae un Allievo Ufficiale della GNR con sul petto il nastrino delle "Azioni contro i ribelli" |
Questo rarissimo nastrino veniva attribuito per la partecipazione alle azioni e rastrellamenti anti-partigiani.
Era realizzato con nastro verde smeraldo a cui è stato applicato un teschietto argentato con saldato sul retro un filo metallico che serviva per fissarlo al nastrino stesso.
Solo pochissimi di questi distintivi originali sono sopravvissuti al 25 aprile 1945 perchè potevano causare al possessore l'immediata condanna alla fucilazione da parte dei famosi Tribunali del Popolo partigiani del C.V.L. e C.L.N.
Si trattava di distintivi che utilizzavano nastrini di recupero, caricati con teschi con il pugnale fra i denti e uno con le tibie incrociate coniati appositamente per questo utilizzo, perchè sono di disegno inconsueto (utilizzato solo durante la R.S.I.). I nastrini erano in genere quelli verdi ricavati da una decorazione abolita durante la R.S.I.
( l'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro) o neri per la Croce degli Arditi. Tutti i pochi ritrovati fino ad oggi recano, nella parte posteriore, saldato un piccolo pezzo di filo metallico, piegato ad "U" per il fissaggio alla stoffa.
Le Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana e quelle tedesche organizzavano spesso delle operazioni contro le formazioni partigiane, definite di "grande polizia" e basate sui cosiddetti "rastrellamenti".
Si trattava di concentramenti di forze di varia natura atte alla riconquista ed alla "bonifica" dei territori occupati dalla guerriglia.
Per i rastrellamenti vennero impiegate: le Brigate Nere, la Guardia Nazionale Repubblicana, la Decima Mas, i legionari della Divisione SS italiana, i R.A.P. ( Raggruppamenti Anti Partigiani ), i Paracadutisti, i Cacciatori degli Appennini, i Moschettieri delle Alpi, i marò della Divisione San Marco, gli arditi della Legione Autonoma Ettore Muti, gli uomini del R.A.U. ( Raggruppamento Arditi Ufficiali ) e anche gli ex avieri inquadrati nei Battaglioni Antiparacadutisti.
A differenza dei Comandi tedeschi, quelli italiani non prevedevano la concessione di un particolare distintivo per i partecipanti alla lotta antipartigiana. A ciò fu rimediato con il "Bollettino di note e informazioni delle truppe italiane" N.2 del 20.12.44 XXIII che, a pagina sette, istituiva un fregio da braccio, del tutto simile a quello degli Arditi, caratterizzato dalla scritta "ITALIA" sulla guardia del gladio. Solo con il ritrovamento di alcune fotografie che illustravano soldati della R.S.I. con un nastrino con teschio sul petto, si è potuto appurare al di sopra di ogni dubbio l'effettivo uso di questi nastrini comparsi solo nell'ultimo periodo bellico.
( Notizie storiche e foto tratte da un articolo di Alessandro Raspagni, pubblicato sul numero 61 della rivista "Uniformi e Armi" ).