Altri Paesi ( Russia Zarista )
BELLISSIMO PORTASIGARETTE IN ARGENTO PUNZONATO DEL PERIODO ZARISTA CON L'IMMAGINE A SBALZO DI ALEXANDR NEVSKIJ IN BATTAGLIA
Prezzo: venduto - cod. nr. 17925
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Il punzone d’argento “84” (ad indicare la produzione di un argentiere di Mosca e il titolo dell'argento 875/1000) e il punzone dell’orefice ”N.O” in lettere cirilliche che stanno per “P.O” ad indicare Pavel Ovchinnikov
Il pulsante di apertura costituito da uno zaffiro ovale

Fantastico pezzo di argenteria russa di inzio '900, in epoca zarista, realizzato da uno dei più famosi argentieri di Mosca, come ci indicano i due punzoni all'interno, con il marchio "Kokoschnik" in uso dal 1908 e raffigurante un profilo di donna rivolto a destra, preceduto da una piccola lettera greca "delta" e seguito dal numero "84" ad inficare la purezza dell'argento in "zolotniki" (corrispondente a 875/1000 ). La lettera "delta" indica la città dell'argentiere cioè Mosca. Nel 1896 lo Czar Nicola II emise un editto che riformava il vecchio criterio di classificazione dei fabbricanti di manufatti in argento, introducendo i nuovi marchi di qualità "Kokoshnik" che vennero utilizzati solo a partire dal 1899. Questi erano costituiti da un ovale inciso  con un numero da 84 a 94 seguito da un profilo di donna rivolto a sinistra e dalle iniziali del fabbricante. Dal 1908 l'ovale divenne a rilievo, invertendo la posizione dei componenti e aggiungendo una piccola lettera greca ad identificare la città di produzione.
Il punzone vicino è invece quello del fabbricante che, in questo caso, risulta essere "N.O." in lettere cirilliche cioè "P.O." in lettere latine ad indicare il prestigioso argentiere
Pavel Ovchinnikov.
Pavel Ovchinnikov fu, dopo Faberge, il piu' noto e importante orefice e argentiere russo, tanto che anche il grandissimo Cartier si riforniva spesso da lui di pietre dure. Il suo laboratorio, fondato nel 1853, arrivo' nel 1881 a contare ben 300 dipendenti. Per tutta la durata del regime zarista, fu fornitore ufficiale di corte ed uno dei preferiti della famiglia imperiale.
Sul coperchio del portasigarette è raffigurato l'eroe nazionale russo Alexander Nevskij mentre combatte contro i cavalieri teutonici per difendere i confini occidentali della Russia. E' stato lavorato a sbalzo con una tecnica particolare che prevede la lavorazione a caldo dell'argento che, con appositi strumenti, consente di creare questi eccezionali disegni. Sul retro, con lo stesso sistema, sono stati ricavati dei fantastici disegni ( che sembrano raffigurare un grande larice innevato ) che ben si adattano al disegno principale.
L'interno è presenta una doratura eccezionale, di altissima qualità. Il portasigarette misura 115 x 80 mm e pesa 250 grammi. Il bottone di chiusura è costituito da un piccolo zaffiro ovale.

Alexander Nevskij era nato il 30 maggio 1220 a Pereslavl'-Zalesskij e fu principe di Novgorod e di Vladimir dal 1252 fino alla sua morte avvenuta il 14 novembre 1263 a Gorodec.
Fu incaricato dagli altri boiardi russi di difendere le terre del nord-ovest russo dagli svedesi e dai tedeschi del Baltico. Il 15 luglio 1240 attaccò e sconfisse l'esercito svedese appena sbarcato alla confluenza dei fiumi Neva e Izora. La vittoria russa nella Battaglia della Neva bloccò sul nascere il tentativo svedese di invasione, della Russia. Come risultato della battaglia il giovane Aleksandr ricevette il soprannome, appunto, di Nevskij, relativo, cioè, alla Neva. Questa vittoria rafforzò la sua influenza politica ma, allo stesso tempo, peggiorò i suoi rapporti con i boiardi. Poco dopo Aleksandr dovette lasciare Velikij Novgorod in seguito ai contrasti sempre crescenti. Con la minaccia di invasione da parte dei Cavalieri dell'Ordine Teutonico però, le autorità di Novgorod furono costrette a richiamarlo; ritornato dal suo "esilio" nella primavera del 1241, raccolse in breve tempo un esercito e ricacciò gli invasori indietro. Nella battaglia decisiva Aleksandr ed i suoi soldati resistettero alla cavalleria teutonica, guidata dal Maestro dell'Ordine Hermann, fratello di Albert di Buxoeveden, il cristianizzatore della Livonia. Nevskij fronteggiò il nemico sul ghiaccio che copre il Lago dei Ciudi (o Lago Peipus) durante la Battaglia del lago ghiacciato il 5 aprile 1242, una tappa importante nella storia del medioevo russo. I fanti russi accerchiarono e sconfissero un esercito di cavalieri teutonici montati a cavallo affiancati dalla cavalleria danese e livone alleata. Dopo l'invasione teutonica Nevskij continuò a rafforzare la Russia del nord-ovest inviando delegati in Norvegia per firmare il primo trattato di pace tra Norvegia ed la Russia nel 1251. Successivamente guidò un suo esercito in Finlandia e sbaragliò gli svedesi che stavano tentando un blocco del Mar Baltico contro i russi, nel 1256. Nevskij seppe anche dimostrare di essere un cauto e lungimirante politico. Respinse i tentativi della Curia Papale di causare una guerra aperta tra la Russia e l'Orda d'Oro, dimostrando di aver pienamente compreso l'inutilità di una guerra contro i tartari, almeno in quel momento. È possibile che la sua scelta di accettare il vassallaggio russo all'Orda sia stato determinato dal desiderio di salvaguardare, per quanto possibile, la propria condizione e di sfruttare l'amicizia con i mongoli nel caso qualcuno tentasse di rovesciare la sua posizione. Nevskij tentò di rafforzare la propria posizione di principe a spese dei boiardi e allo stesso tempo represse qualsiasi moto anti-feudale nello Stato. Morì di ritorno dalla capitale dell'Orda, nella città di Gorodec.
( Notizie storiche tratte dal sito Wikipedia ).

 

 3-3-2013