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| La Colonia Novarese di Rimini (Colonia Marina della Federazione Fascista di Novara) costruita negli anni 1933-34 su progetto di Giuseppe Peverelli. Aveva la forma di un'aquila romana stilizzata ad ali spiegate. |
La prima Colonia estiva in Italia sorse per iniziativa dell'Ospedale di Lucca nel 1822, che istituì a Viareggio una colonia per i bambini di strada. Verso la metà dell'Ottocento gli ospizi marini erano già più di cinquanta, dislocati tra la Toscana, l'Emilia e la Romagna. Durante la prima guerra mondiale la Croce Rossa intensificò l'interesse per queste iniziative e nel 1928 le colonie vennero affidate all'Opera Nazionale per la Maternità ed Infanzia. Ma fu durante il Fascismo che le colonie estive assunsero un ruolo basilare del progetto di risanamento della razza italica e di indottrinamento della gioventù.
Alla colonia estiva spettava il compito di contribuire alla sanità fisica e morale dei giovani italiani. A partire dagli anni Venti, perciò, il già diffuso modello della colonia per bambini poveri subì notevoli mutamenti che contribuirono ad aumentarne la popolarità.
Su committenza del P.N.F., delle Federazioni dei Fasci locali o di grandi industrie, vengono costruite in breve tempo enormi strutture che cambiano le sorti delle località marine e montane in cui vengono localizzate. La grande colonia è un edificio in grado di offrire ospitalità anche a mille e più bambini. Qui hanno luogo le adunate di giovani balilla e di piccole italiane che, in soggiorni periodici, svolgono attività fisica, giochi, si sottopongono a quotidiani bagni di sole e, naturalmente, di disciplina.
Sin dall'epoca dei primi ospizi il momento dei pasti aveva sempre goduto di particolare importanza. Non tutti i bambini ospitati dalle colonie avevano, infatti, la possibilità di nutrirsi sufficientemente, in quanto provenienti da famiglie molto povere. Fornire un buon pasto rimaneva il primo modo per assicurarsi che la razza rimanesse sana e forte. La carne era servita, in genere, due o tre volte a settimana. La ginnastica era un altro importante momento della vita quotidiana insieme al gioco.
Il moto contribuiva ad irrobustire i bambini e a far sì che essi si abituassero alla disciplina morale e fisica, nell'ambito di una generale pedagogia del rigore.
I piccoli ospiti delle colonie venivano fornito di tutto ciò che poteva servire loro durante la permanenza nella colonia: dall'abbigliamento aigli oggetti per l'igiene e per lo studio. Tra questi ultimi anche le penne con il pennino da usare immergendolo nel calamaio. Questo bellissimo esemplare in alluminio, distribuito dalla Colonia Marina "Antonio Turati", è giunto intatto fino ai nostri giorni completo della sua scatola originale e costituisce oggi una rara testimonianza di quel periodo felice per una moltitudine di giovanissimi italiani dell'epoca.
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