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| La Casa Madre originale della Legione Mutilati, progettata dall'Architetto Piacentini nel 1926 a Roma |
Rarissimo e ormai quasi introvabile pugnale per la Legione Mutilati e Invalidi della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale ( modello di colore argento per ufficiali ) realizzato in zama ramata e quindi argentata. La lama, marcata "Frosolone", e' a un filo e due terzi circa, a sezione di losanga con fili leggermente divergenti che le danno all'ultimo terzo una larghezza superiore a quella del tallone. Il manico e' fuso in un solo pezzo, a forma di testa di leone con i rami di guardia a testa d'aquila; al centro della crocera e' posto su entrambi i lati, uno scudetto racchiudente da un lato un fascio littorio, dall'altro il fregio dei Mutilati con le tre baionette intrecciate alla corona di filo spinato. Il fodero con cappa appuntita al centro, porta un attacco di ordinanza per il fissaggio al cinturone ( vedi volume "Pugnali e coltelli italiani" di Cesare Calamandrei, pag. 202 ).
Il pugnale, adottato nel 1932 in occasione dell'Adunata delle Legioni Mutilati durante le manifestazioni per il decennale della Marcia su Roma, e regolamentato nel 1935, è in ottime condizioni di conservazione. Ha tuttavia un aspetto "vissuto" essendo stato sicuramente portato a lungo.
Il marchio "FROSOLONE", inciso profondamente nella lama e con caratteri inconfondibili negli originali come questo, fa riferimento ad una località del Molise nota per la produzione di coltelli: Frosolone appunto. Da ricerche effettuate da Silvio Prezioso, presso alcuni artigiani e anziani frosolonesi, pare che tale pugnale sia stato ideato e costruito da Peppe Lanza: un noto artigiano frosolonese degli anni '30 che lavorava i coltelli con una mano sola essendo invalido.
L'Associazione Nazionale Mutilati nacque a Milano nell'aprile del '17 quando un gruppo di degenti nelle cliniche intuivano e discutevano il problema del domani dei reduci minorati di guerra e delle famiglie dei Caduti nel suo duplice aspetto di problema materiale e spirituale. Un Comitato provvisorio gettava le basi del Sodalizio, compilava lo Statuto e il 24 agosto dello stesso anno, con Decreto di S. E. il Prefetto di Milano, l'Associazione era riconosciuta come Ente giuridico mentre si iniziava, da parte dei dirigenti, l'opera di organizzazione e di propaganda nei depositi reggimentali e negli ospedali.
Il 4 novembre'18, il Comitato Centrale nell'annunciare al Paese la Vittoria e l'avvenuta unificazione della Patria italiana traccia le linee del proprio programma:
«La Nazione Italiana deve rinnovarsi e in primo luogo deve creare nei suoi figli la nuova coscienza civile; è necessario che ogni cittadino acquisti la coscienza di essere un fattore attivo del progresso nazionale e la coscienza dei diritti che gli spettano e dei doveri che gli incombono».
« I mutilati e gli invalidi hanno saputo essere nell' Italia nostra aristocrazia del sacrificio e aristocrazia della virtù, esempio ammirabile a tutte le Nazioni ».
« Rinnovarsi deve anche la vita politica delle Nazioni. Per noi tutti i vecchi partiti sono morti; lo Stato quale lo concepivano i nostri padri è trapassato. Non è questione di riformare questo o quello Istituto; si tratta di mutare la sostanza, come è mutato l'animo del cittadino deve mutare il costume politico. I difensori e costruttori della Patria hanno acquistato col sangue e col patimento il diritto di essere i fattori della sua riorganizzazione secondo gli ideali della guerra »
( Brano tratto dal sito "Cronologia" )
Nel 1930 i mutilati e invalidi di guerra entrano a pieno titolo nella Milizia nazionale con la creazione della Milizia dei Volontari Mutilati chiamata “X Legione” con presidente Carlo Delcroix. Nel 1939 viene creato un battaglione di mutilati volontari per l’Africa Orientale i cui combattenti e reduci vengono dotati di speciali privilegi pensionistici e di collocamento. Nello stesso periodo inizia la creazione delle “Case dei Mutilati” in tutta Italia, in genere sedi delle sezioni e dotate di ambulatori di cura e di sale di riunioni, talvolta trasformate, in seguito, in case di riposo per mutilati.