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Il Colonnello Comandante è il grado più alto e probabilmente il più raro nel materiale collezionistico dei Carabinieri Reali. Questa uniforme ne rappresenta un esempio eccezionale considerando che se ne conosce la provenienza e il nome del suo originario possessore. Apparteneva infatti al Colonnello Comandante della Legione dei Carabinieri Reali di Roma, il cui nome è ancora visibile nell'etichetta apposta dalla sartoria all'interno della giacca, che la indossò a metà degli anni '30.
Proprio in questo periodo infatti l'uniforme dei Carabinieri Reali assunse quelle caratteristiche che si sono tramandate quasi immutate fino ad oggi nella "grande unfiforme speciale" e che si ritrovano in questo esemplare:
la giacca in panno castorino nero con profili, ornamenti e fodere in panno rosso/scarlatto è a doppio petto, con due file di nove bottoni ciascuna, lisci e in metallo argentato. Termina all'altezza della vita con una filettatura in panno scarlatto.
E' caratterizzata posteriormente da due lunghe code ( o falde ) arricchite da quattro granate fiammeggianti ricamate in canuttiglia argentata all'interno delle quali, su fondo bianco, è ricamato il monogramma reale. Le falde posteriori sono in due parti ciascuna, bordate di una striscia di panno scarlatto. Nella parte superiore, all'altezza della vita, hanno due finte tasche guarnite di tre bottoni grandi, lisci in metallo argentato. Sul bavero, diritto e alto circa 5 centimetri, sono ricamati due alamari per parte, in canuttiglia argentata, a catenella con asola formata di palma, branca e nappa. Tra i due alamari sono collocate le stellette metalliche zigrinate, con gambo a vite e bordo nero ( qui scolorito dal tempo ), così da contrastare sul chiaro del ricamo. Le manopole , a punta dal 1871 e filettate di rosso, presentano ciascuna due alamari, sagomati in modo da seguire la form ad angolo del profilo. Sulla cucitura esterna sono fissati tre piccoli bottoni, sempre lisci e in metallo argentato.
Sulle spalle vi sono un foro per il passaggio del gambo filettato delle spalline e un passante in cuoio ricoperto di panno. Le spalline a lastra metallica e con frangia, riportano i distintivi di grado, rappresentati da una serie di righe in rilievo poste sulla parte a scudo, ad angoli per gli ufficiali superiori. La parte più stretta della spallina, verso il colletto, presenta invece 11 squame a tre festoni, tipici delle armi a cavallo.
Dalla spalla destra scendono le cordelline costituite da una treccia in argento brillante, con le due estremità che terminano con un cordone semplice e sono guarnite da puntali metallici in oro per ufficiali superiori. Altri due cordoni semplici formano due occhielli. Trecce e cordoni partono da una linguetta in pelle che viene bloccata alla spallina.
I pantaloni sono quelli lunghi per questa uniforme , in panno nero, con doppie bande laterali in panno scarlatto larghe 30 mm e distanti 6 tra loro, applicate lungo le cuciture laterali. Hanno una lunghezza tale da coprire il collo del piede e con un sottopiede in cuoio nero con bottoni gemelli e fibbiette. Le tasche anteriori, a taglio verticale, seguono il profilo delle bande laterali, mentre le due posteriori, chiuse da un bottone, sono tagliate in modo che la loro bocca riesca interamente coperta dalla giubba.
Aldilà della pregevole fattura di giacca e pantaloni di grande qualità, è la presenza di una bandoliera in argento di eccezionale fattura, che potrà essere fornita insieme con l'uniforme, che rende l'insieme eccezionale. Bandoliera e cordelline possono infatti essere vendute separatamente.
( Informazioni storico collezionistiche tratte dall'articolo di Albano Liberale e Giovanni Rizzatti, pubblicato sul numero 170 della rivista "Uniformi & Armi" del giugno 2010 )