Germania (1919-1945)
BELLISSIMO CARTONCINO D'EPOCA CON DUE GRANDI FOTO CON HITLER E TUTTI I PRINCIPALI PERSONAGGI DEL MOMENTO ALLE REGATE DELLE OLIMPIADI DI BERLINO DEL 1936
Prezzo: Euro 160,00 - cod. nr. 16735
In order to translate from Italian, please, choose your preferred language from the Google Translator Menu at the bottom.
L'armo degli "scarronzoni" livornesi giunto 2° nella gara finale delle Olimpiadi di Berlino del 1936, alla quale ha assistito Hitler con tutti i  maggiori personaggi militari e politici del Terzo Reich
L'ordine d'arrivo della gara
Il fotofinish della gara con gli USA in alto, seguiti da Italia al centro e Germania in basso

Due foto di grande interesse storico-collezionistico che immortalano un momento delle regate olimpiche svoltesi sul lago di Grunau, vicino a Berlino, dall'11 al 14 agosto 1936. L'appassionato proprietario delle due foto d'epoca ha pensato bene di incollarle sulle due facce di un robusto cartoncino, copiando di suo pugno a matita, sotto ciascuna di esse, la didascalia che le accompagnava.
Sotto la prima, universalmente più importante, si legge "Admiral Raeder, Dr. Goebbels, Dr. Frick, der Fuehrer, Papen, Blomberg, Goering sul campo di regata di Grunau". Si tratta quindi di un raro scatto che ritrae schierati i personaggi più importanti della Germania nazista di quel periodo, considerando che tra Gobbels e Frick, in basso, è ben riconoscibile il profilo di Himmler che probabilmente in quel momento non meritava la prima fila. Hitler è ripreso sorridente con il braccio alzato nel saluto e pure sorridenti sono gli altri personaggi che applaudono.
La seconda foto ci mostra il motivo degli applausi, sicuramente riservati all'arrivo della regata più importante, quella dell'otto con timoniere che per noi italiani è la più importante delle due in quanto fotografa la conquista della medaglia d'argento da parte dell'armo azzurro composto dai famosi "Scarronzoni" livornesi.
La soddisfazione del Fuehrer era quindi riservata al rush finale dell'armo tedesco, giunto però solo terzo dietro americani e italiani.
In finale erano arrivati i sei equipaggi più forti: USA, Italia, Germania, Gran Bretagna, Ungheria e Svizzera.
Così la gara venne descritta dalla stampa tedesca: "Alla partenza balzarono in testa gli armi di Germania e Svizzera, con gli USA ultimi. Presto gli svizzeri furono terzi superati dagli italiani che , ai 1000 metri, passarono al comando con i tedeschi molto vicini. L'eccitazione degli spettatori era al massimo: da entrambi i lati del campo di regata si levava l'urlo "Germania, Germania". Ai 1400 metri ancora in testa l'Italia, seguita dalla Germania e dall'Inghilterra ma dalle posizioni arretrate avanzavano gli americani con uno sprint irresistibile. Con le loro palate spostavano una enorme massa d'aqua e, ai 1800 metri erano in testa davanti agli italiani e ai giovani tedeschi. La lotta finale fu violentissima e i tre equipaggi erano raccolti in non più di cinque metri. Una gara fantastica con un arrivo da infarto. Alla fine il bronzo dei nostri "Vichinghi" aveva il colore dell'oro. La loro fatica non fu vana essendo arrivati vicinissimi al sogno di ogni canottiere: vincere l'oro olimpico nell'otto!".

Il nostro equipaggio era formato da otto vogatori livornesi della U.C. Livorno, passati alla storia, già nel 1932 alle Olimpiadi di Los Angeles, con il soprannome di "Scarronzoni", affibbiato loro dopo la prima regata a cui parteciparono sul lago di Massaciuccoli per i campionati toscani del 1928: i movimenti della ciurma (in gran parte abituata al canottaggio sui gozzi a sedile fisso) erano sgraziati e non eleganti. La barca scarrocciava, appunto, come si dice in termine marinaresco. Chi li vide remare li chiamò "Scarronzoni". Il nome è poi rimasto a tutti gli equipaggi che l'Unione, negli anni, ha presentato fino al 1948. In realtà il loro allenatore, il ragionier Mario Ghiozzi, a partire dal 1933, impose ed attuò per primo in Italia il metodo naturale "Fairbairn", seguendo il quale gli Scarronzoni, in contrasto con il loro nome di origine, divennero da allora in poi nominati come modello di compostezza e di stile. Nel 1936, a seguito dei successi conseguiti, Mario Ghiozzi venne eletto commissario unico del nuovo direttivo nazionale della Regia Federazione Italiana di Canottaggio, carica tramutata (nella dizione), dopo la guerra, in quella di commissario tecnico (CT), e conservata fino a circa metà degli anni cinquanta. In qualità di CT azzurro accompagnò l'otto degli Scarronzoni alle Olimpiadi di Berlino dove, non essendo iscritto al PNF ottenne, in detta occasione, una particolare dispensa per potere indossare la divisa della nazionale. Purtroppo pochi anni più tardi venne la guerra e i livornesi dovettero lasciare le loro case per i massicci bombardamenti; solo questi dispersero l'armo degli Scarronzoni ed il loro maestro.

La prima delle due foto, di dimensioni 235 x 170 mm, scattata durante le fasi finali della regata
La seconda foto scattata probabilmente ai 200 metri finali della regata, quando l'armo tedesco era ancora in lotta per la vittoria suscitando l'entusiasmo del Fuehrer e dei suoi vicini
 

23-4-2012