Italia fino al 1871
SIGILLO ORIGINALE PER CERALACCA APPARTENUTO AL VICE CONSOLATO DI MOGODUR ( MAROCCO ) DEL REGNO DELLE DUE SICILIE DI FERDINANDO II
Prezzo: venduto - cod. nr. 15645
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Le caratteristiche del sigillo ricavate dall'inchiostrazione con un tampone

Bellissimo e rarissimo sigillo per ceralacca in ottone che faceva parte della dotazione di ufficio del Vice Consolato di Mogodur ( Marocco ), oggi Essaoura, del Regno delle Due Sicilie all'epoca di Ferdinando II (Palermo, 12 gennaio 1810 – Caserta, 22 maggio 1859).
Il sigillo è ancora dotato del suo "manico" in legno naturale e porta inciso sulla parte superiore il nome "CATANNO" che, con ogni probabilità, è quello dell'incisore che ha realizzato il sigillo.

Il sultano del Marocco, Moulay Abderrahmane, era salito al potere nel 1822 succedendo a Moulay Slimane che aveva portato il Marocco ad un isolazionismo esasperato. Contrariamente a questi iniziò subito ad uscire dall'isolamento aprendo rapporti commerciali con il Portogallo (1923), l'Inghilterra (1924), la Sardegna e la Francia nel 1925.
I rapporti con il Regno delle Due Sicilie, creato nel 1817 da Ferdinando I di Borbone, non potevano essere all'epoca idilliaci dato che la questione araba e della pirateria fu da sempre una vera emergenza nazionale. La principale via commerciale, il mare, era insicura  e le popolazioni rivierasche erano preda dei barbareschi. L’unica possibile risposta fu quella di organizzarsi per dare una dura ed efficace risposta militare. Carlo di Borbone iniziò l’armamento e l’organizzazione di una marina da guerra regnicola, rese efficiente e rapido l’avvistamento costiero e la trasmissione degli ordini tramite un sistema articolatissimo di segnalazioni ottiche. La marina mercantile, nei primi anni di regno, fu autorizzata ad armarsi ed, al naviglio migliore, furono concesse patenti di “Corsa” per attaccare, predare e catturare gli infedeli mussulmani.
Le ultime azioni contro le reggenze barbaresche furono condotte nel 1833 e nel 1834.
Il 23 marzo 1833, fu decisa un’ azione navale congiunta Sardo-Napoletana, contro il Bey di Tunisi, per riparare ad una offesa arrecata alla bandiera Sarda.

Una divisione napoletana, comandata dal Capitano di fregata Marino Caracciolo di Torchiarolo, composta dalla fregata Regina Isabella, dalla corvetta Cristina e dai brigantini Principe Carlo e Zefiro lasciò Napoli il 28 marzo e dopo una sosta a Palermo, si unì, nelle acque di Tunisi, il successivo 10 maggio, alla squadra sarda comandata dal contrammiraglio Giorgio de Viry.L’azione si concluse felicemente con la resa del Bey che tributò gli onori dovuti alla bandiera sarda.

Il successivo 17 novembre il Capitano Marino Caracciolo ritornò a Tunisi, quale plenipotenziario del Re delle Due Sicilie, ottenendo un trattato di libero commercio secondo il quale la bandiera napoletana era considerata “nazione favorita”.

L'ultimo episodio che vide contrapposti gli interessi napoletani a quelli del sultano del Marocco fu quello del 1834. Note del servizio segreto napoletano informavano che il sultano stava armando alcune unità corsare per intercettare i traffici marittimi. Del resto il Marocco continuava ad insidiare più o meno apertamente la libertà di commercio delle Due Sicilie. Il 13 maggio 1834 una divisione napoletana, sotto il comando del Retro Ammiraglio Staiti e formata dalla fregata regina Isabella, dalla corvetta Cristina e dalla goletta Lampo, partì da Napoli per effettuare una dimostrazione preventiva di forza militare innanzi le coste marocchine.

Giunti a Gibilterra il Retro Ammiraglio Statiti informò il console napoletano presso la corte del sultano che il governo delle Due Sicilie non accettava le esose condizioni del Marocco e proponeva un nuovo trattato commerciale da stipularsi immediatamente. Nel contempo la fregata regina Isabella raggiunse le coste del Marocco, si portò all’altezza di Selè, ed iniziò manovre navali con brandeggio dell’artiglieria. Il Sultano accettò le proposte del governo delle Due Sicilie stipulando un trattato di libero commercio il 25 giugno del 1834.
E' probabile che questo sigillo, legato al vice-consolato di Mogadur, una città marocchina di secondaria importanza commerciale, sia stato predisposto dopo questa data e utilizzato fino al 1859, anno della morte di Ferdinando II.

 
A sinistra lo stemma del Regno delle Due Sicilie utilizzato negli atti pubblici e, a destra, Ferdinando II nel 1855
 

 31-12-2010