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SS-Obersturmführer Graf Pio Filippani-Ronconi del
1. Sturmbrigade der Italienischen Freiwilligen Legion
e in seguito SS-Sturmbrigade Italia |
Nei giorni che seguirono il 25 aprile 1945 bastava un sospetto per mettere al muro un uomo con l'accusa di aver fatto parte delle Forze Armate repubblicane. Chi veniva trovato in possesso di uniformi o di oggetti con simboli fascisti era destinato a passare seri guai. Per questo motivo i cimeli appartenenti a quel periodo sono estremamente rari. Il materiale stampato, coniato e confezionato per i volontari delle SS Italiane lo è ancora di più perchè, oltre ad aver militato per la R.S.I., i legionari dovevano pagare anche per le responsabilità delle SS germaniche.
Tra i tanti cimeli delle SS Italiane, il fregio da mostrina con le tre frecce rappresenta sicuramente uno dei più rari e ricercati.La composizione comprende tre dardi incrociati, uniti al centro da un giogo ( che ricorda il distintivo dei Falangisti della guerra di Spagna ) o da un arco su cui è incisa la scritta "ITALIA". Sullo sfondo un anello ( forse una fune ) racchiuide l'insieme.
La produzione degli attributi metallici della Legione SS Italiana venne commissionata allo Stabilimento F.M. Lorioli Fratelli di Milano che realizzò allo scopo un apposito campionario. Su alcuni di questi cartoncini ritrovati, sono riportati i timbri e le firme di approvazione delle autorità germaniche competenti, come illustrato alle pagine 52 e 53 del numero 58 di gennaio 1956 della rivista "Uniformi & Armi".
Vennero tutti realizzati, come questo esemplare, in zama argentata. Il distintivo d'onore, costituito dal simbolo delle tre frecce ( come nel caso di altre divisioni di SS formate da volontari non tedeschi ), venne autorizzato dal Generale Wolff, come ulteriore riconoscimento dopo quello concesso da Himmler il 3 mggio 1944, di poter indossare le mostrine nere per il coraggio dimostrato dai legionari sul fronte di Anzio-Nettuno.