Germania (1919-1945)
RARA CARTOLINA "DUE POPOLI UNA VITTORIA" SPEDITA NEL 1943 DA STAMPALIA NEL DODECANNESO ( GRECIA )
Prezzo: Euro 100,00 - cod. nr. 17581
Esemplare viaggiato in ottime condizioni di una cartolina, del P.N.F. di Pavia, realizzata per esaltare l’alleanza italotedesca: due soldati sono pronti al combattimento con sullo sfondo una parte della cartina europea con evidenziata l'Inghilterra e un una parte del territorio africano; sotto troviamo la scritta "DUE POPOLI UNA VITTORIA - ZWEI VOLKER, EIN SIEG".
Quello che rende estremamente interessante, sotto il profilo collezionistico, questa cartolina è il fatto che sia stata spedita l'8 maggio 1943 con Posta Militare 550, da un mitragliere della 4° Compagnia Mitraglieri del 10° Reggimento Fanteria della Divisione "Regina" impegnata nelle isole greche del Dodecanneso. La Posta Militare 550 era infatti assegnata al Comando Superiore FF.AA. dell'Egeo (inizio attività il 25.6.1940 a Rodi e termine il 9.9.1943). In particolare lo studio del numero della posta da campo 550, effettuato da Giuseppe Marchese nel suo volume "La posta militare italiana 1939-1945", ci permette di scoprire che i militari della Compagnia Mitraglieri del 10° Reggimento erano di stanza nell'isola di Stampalia, la più occidentale del Dodecanneso.
Il comando dell'isola di Stampalia, considerata di prevalente interesse per la Regia Marina, sera affidato al capitano di corvetta Bruno Margarucci Riccini. L' isola di Stampalia, povera e scarsamente abitata, ha una lunghezza di circa 18 chilometri e la sua forma irregolare è costituita da due nuclei montuosi con un istmo che nel punto più stretto è largo solamente 95 metri.
I monti più alti sono Monte Vardia alto 482 metri e Monte Castellana alto 366 metri. Sul Monte Castellana vi era la postazione di vedetta con relativo telegrafo e segnaletica convenzionale della Marina. Vicino al posto di vedetta vi era una batteria di cannoni, detta San Marco, comandata da un ufficiale del Regio Esercito con una forza di venti uomini. Sulla costa di levante gli ancoraggi più frequenti erano Skala e Livadia che sono più vicini al piccolo centro di Stampalia ed al porto di Maltezana. Alla difesa armata era destinata la 4° compagnia del 10° Fanteria ( Divisione Regina) al comando del Capitano di Fanteria Donadio che armava le mitragliere lungo il percorso costiero, con una forza totale di circa trecento uomini. La notizia dell' armistizio arrivò a Stampalia, come nelle altre località  dell' Egeo, dal giornale radio della Marina delle ore 20 dell' 8 Settembre 1943.
Il Comandante Margarucci riunì subito ufficiali e sottufficiali per illustrare la situazione e raccomandare loro la massima sorveglianza sul personale ( circa 800 marinai e soldati ) specificando che tutto doveva continuare come fino a poche ore prima, in attesa di ordini dai comandi superiori. Il morale dei marinai era basso, ed era comune a tutte le guarnigioni dell' Egeo, ma forse più sentito a Stampalia che altrove per la scarsità  delle risorse dell' isola, povera e scarsamente abitata, e per a lunga permanenza in Egeo senza possibilità  di avvicendamento o di licenze. Lo sconforto era aggravato dalla rarefazione delle comunicazioni postali di cui questa cartolina è un raro esempio.

Dopo la notizia dell'armistizio nell'isola non ci furono attività di rilievo fino a quando non giunsero da Lero il 15 settembre gli ufficiali britannici Earl Jellicoe e Wolfson per visionare le difese dell'isola e studiare come migliorarle. Promisero l'invio di unità di rinforzo dopodiché ritornarono da dove erano venuti. Nella notte tra il 17 e il 18 settembre un gruppo di cacciatorpediniere britanniche intercettò un convoglio tedesco in mare, e una motozattera cercò di riparare in una baia di Stampalia. Una volta avvistata venne dato ordine di prendere prigioniero l'equipaggio, cosa che avvenne senza alcun combattimento anche perché tra i tedeschi vi erano morti e feriti. Nonostante che l'episodio non avesse comportato nessun pericolo per gli italiani, le notizie giunte agli alti comandi indicavano che nell'isola era avvenuto un piccolo sbarco di forze tedesche. Furono dunque inviati da Lero due motoscafi armati per avere notizie più certe. Durante il viaggio le due imbarcazioni vennero attaccate da aerei tedeschi, e nonostante che ne venisse abbattuto uno, i motoscafi riuscirono ad arrivare a Stampalia con gravi danni, e vennero definitivamente affondati da altri aerei il giorno successivo.
Il capitano di corvetta Vittorio Daviso di Charvensod, uno dei due comandanti dei motoscafi, entrambi sopravvissuti, ricevette l'ordine di assumere il governo dell'isola il 23 Settembre. Margarucci fu trasferito a Lero per ricoprire incarichi di collegamento tra il comando italiano e quello britannico. Tra il 20 e il 23 di settembre giunsero i rinforzi promessi: un centinaio di "commandos" inglesi dotati di una stazione radio campale. Furono apportate modifiche alle difese e il 7 ottobre accadde un fatto simile a quello del 17-18 settembre: una motozattera tedesca, sempre per cercare di fuggire dai cacciatorpediniere inglesi, si rifugiò nell'isola e il suo equipaggio venne preso prigioniero. Lo stesso giorno due naufraghi greci al servizio dei tedeschi vennero catturati selle spiagge e rivelarono particolari importanti circa i progetti della Wehrmacht di invadere Stampalia. Forte di queste informazioni, il comandante Vittorio Daviso riunì gli ufficiali e diede istruzioni sulla battaglia, specificando che se le comunicazioni si fossero interrotte avrebbero potuto decidere liberamente il da farsi. Alla vigilia dello sbarco nemico i commandos inglesi rimasti erano solo una quindicina.
La mattina del 22 ottobre aerei della Luftwaffe bombardarono l'isola con una reazione contraerea quasi nulla, seguiti da un lancio di Fallschirmjäger a Maltezana in contemporanea ad uno sbarco di uomini nella costa ovest. A mezzogiorno le forze tedesche erano padrone dell'isola. Come accadde in altri possedimenti italiani, i difensori vennero catturati e inviati in campi di prigionia, prima in Grecia e poi in Ucraina. Non sappiamo se il mittente di questa cartolina, il mitragliere Tommaso Timpano, che l'aveva indirizzata pochi mesi prima alla sorella in provincia di Catanzaro, sia riuscito a sopravvivere all'attacco tedesco ed eventualmente alla successiva prigionia. Ci ha comunque lasciato una rara testimonianza storica dell'occupazione italiana di Stampalia nel 1943.
 
 

 

   
   

 26-11-2012