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| La bozza originale |
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| La bozza sconosciuta |
Questi due cartoncini costituiscono un reperto di eccezionale rarità per tutti i collezionisti del periodo dell'Africa Orientale Italiana e riaprono la storia di un'attribuzione che sembrava certa.
Rappresentano infatti altrettante copie della bozza originale, in due versioni, dello stemma Imperiale dell'A.O.I. pubblicato a pagina 435 del 2° volume "Storia fotografica della Polizia 1848-1962" di Giuseppe Quilichini e pubblicato da Italia Editrice New nel 2005 e attribuito dall'autore al disegnatore tecnico Di Bartolomeo. Scrive, infatti, Quilichini nella didascalia "Una rarità assoluta: la bozza originale dello stemma imperiale dell'A.O.I. eseguito dai cartografi e disegnatori del Ministero dell'Africa Italiana alla fine del 1939. A causa dello scoppio della guerra in Europa lo stemma non fu mi adottato restando accantonato in qualche cassetto di un funzionario ministeriale. E' dipinto ad acquerello su carta intestata del Servizio Cartografico del Ministero unitamente ad altri bozzetti di fregi relativi ai Governi delle Regioni dell'Africa Italiana. Il bozzetto è firmato dal disegnatore tecnico dig. Di Bartolomeo. Questi rari documenti sono ora di proprietà di un collezionista privato."
In realtà sul retro di questo cartoncino è presente una piccola iscrizione, probabilmente autografa, che recita "Armando Roversi Ala dis. 1937-XV Roma - Via dei Funari 24" su due righe. Semberebbe quindi che questo bozzetto sia stato in realtà disegnato da Armando Roversi Ala, che fu un famoso incisore, illustratore pittore e blasonista del primo '900 creatore del logo del Politecnico di Torino e dello stemma del comune di Terracina, oltre di altri innumerevoli lavori tra i quali anche bellissimi mazzi di carte all'italiana da lui firmati sul retro. Senza mettere in discussione l'originalità della bozza citata nel libro, sembrerebbe ragionevole supporre che, per l'eccezionalità del tratto, in realtà il bozzetto sia stato disegnato da Roversi Ala e non da un semplice disegnatore tecnico che probabilmente vi ha solo apposto la sua firma.
Questi esemplari su cartoncino facevano probabilmente parte di un piccolissimo lotto di copie realizzate partendo da una litografia tratteggiata e successivamente colorata ad acquerello per le parti più importanti, nelle due versioni, delle qualli la seconda, più leggera nel tratto e nei colori, è praticamente sconosciuta.
E' molto probabile, quindi, che questi cartoncini siano stati distribuiti come copie fedelissime del bozzetto originale ai funzionari del Ministero che avrebbero dovuto concedere la loro approvazione.
Nello scudo centrale, partendo dall'alto a sinistra, sono rappresentati nell'ordine gli stemmi appositamente creati per le seguenti regioni: Governo dell'Eritrea, Governo dell'Amara, Governo della Somalia e Governo dei Galla e Sidama. In alto e in basso dello stemma Savoia sono rappresentati gli stemmi del Governo dello Scioà e del Governo dell'Harar. Anche per questi singoli stemmi esistono le copie originali realizzate ad acquarello e firmate dagli autori compresa un'altra versione sconosciuta dello Stemma Imperiale.
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