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| Cartolina coloniale della Divisione CC.NN. "Tevere" |
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| Il Generale di Divisione Enrico Boscardi, Comandante della Divisione CC.NN. "Tevere" |
Medaglia commemorativa della 6° Divisione CC.NN. "Tevere", realizzata in bronzo su disegno dello scultore De Marchis che l'ha firmata sul dritto e che raffigura il genio fluviale del Tevere sdraiato che si appoggia ad un'anfora che versa acqua sulla carta geografica dell'Etiopia impugnando nella mano sinistra un Fascio Littorio. Sul retro un obelisco centrale con inciso il nome "Mussolini" e sullo sfondo il colosseo. In basso sei pugnali levati con sulla lama inciso il nome delle unità combattenti del Fascismo. In alto il motto della divisione "Molti nemici, molto onore".
La 6a Divisione Camicie Nere “Tevere”, il cui motto è "Molti nemici, molto onore", composta di italiani residenti, mutilati, combattenti, volontari di guerra, arditi e studenti universitari, viene costituita il 7 agosto 1935.
Il 13 dicembre la Divisione viene passata in rivista da S.M. il Re. Il 14 dicembre da Napoli, sul piroscafo "Sardegna", inizia il suo trasferimento in A.O. sbarcando a Mogadiscio il 29 Dicembre 1935.
A partire dai primi giorni del mese di gennaio, si concentra nel campo trincerato di Mogadiscio e comincia il ciclo delle esercitazioni e dell’addestramento malgrado il clima torrido. L'impiego che ebbe questa Divisione non fu di carattere organico, ma servì per la costituzione di diverse Colonne autotrasportate da utilizzare nel settore del fronte somalo. Il fronte Sud rimane in periodo di stasi, ad eccezione dell'avanzata lungo il Giuba e sul Canale Doria, fino all'aprile 1936, epoca in cui si inizia la grande azione offensiva verso Harrar.
Il 16 aprile il Luogotenente Generale Vernè riceve il comando di una colonna indigena autotrasportata con la quale prende parte a tutta l'offensiva dell'Ogaden, occupando Harrar l'8 maggio 1936 .
Le altre Colonne che partecipano alla battaglia dell’Ogaden (14-30 aprile 1936) furono: la Colonna centrale al comando del Generale Frusci, di cui faceva parte la 221° Legione CC.NN. degli italiani all’estero (al comando del Console Parini) lungo la direttrice Gorrahei-Gabredarre-Sassabaneh-Dagabur (Km.213); Il giorno 24 la colonna Frusci combatte accanitamente per tutta la giornata conquistando le prime posizioni nemiche di Hamanlei e la 221° Legione, ha il battesimo de fuoco.
La Colonna di destra al comando del Luogotenente Generale Agostini, di cui facevano parte la Coorte di Milizia Forestale e il Battaglione Universitario “Curtatone e Montanara” avanza lungo la direttrice Gherlogubi-Afdub-Uarder-Ado-Curati-Bullalè-Dagabur (Km. 260). Il 24 la colonna Agostini, alle 10,30 occupa Gunu Gadu strenuamente difesa dal nemico che resiste fino all'annientamento. I1 5 giugno la 219° Legione disloca le compagnie nei vari presidi e pone il Comando a Moggio. Il 24 la 219° conquista Meda col suo battaglione misto e il 26 la Legione viene dislocata a protezione della ferrovia Addis Abeba - Gibuti e stabilisce il Comando Legione nella Capitale. Nella conquista di Meda tutti i legionari feriti sono rimasti in linea. Il 6 luglio ha luogo il grande attacco dei ribelli alla ferrovia che resta tagliata; la linea telefonica è interrotta e un treno è deviato ed assediato. Le CC.NN. della 219° e 220° Legione si battono per due giorni, ininiterrottamente e sanguinosamente resistono e finalmente battono e respingono gli assalitori.
Cadono 54 uomini e il Console Galbiati è ferito gravemente. La Legione si guadagna una bella medaglia di bronzo al V.M. Due ufficiali, uno caduto e l'altro gravemente ferito e rimasto cieco, avranno la medaglia d'oro. ( Notizie storiche tratte dal sito "Regio Esercito" ).
Il Generale di Divisione Enrico Boscardi, dopo la fine della seconda guerra mondiale è divenuto un apprezzato storico militare, tra i fondatori dell'”Associazione nazionale Combattenti della Guerra di Liberazione inquadrati nei Reparti regolari delle Forze Armate”, nata intorno al 1965 per ricordare i militari “regolari” del Regio Esercito, della Marina e dell’Aeronautica che dal 1943 al 1945 parteciparono alla Campagna d’Italia combattendo al fianco delle forze delle Nazioni Unite, e direttore del “Centro Studi e Ricerche storiche sulla Guerra di liberazione”.