Germania fino al 1918
BELLISSIMO "STAHLHELM" ( ELMO TEDESCO ) "M.18" TRANSIZIONALE BIDECAL COMPLETO DI ACCESSORI ORIGINALI
Prezzo: venduto - cod. nr. 14995
In order to translate from Italian, please, choose your preferred language from the Google Translator Menu at the bottom.

Cliccare sulle immagini per ingrandirle

Click on the images to enlarge them

Splendido "Stahlhelm" ( elmo d'acciao tedesco ) modello "1918 transizionale bidecal" in eccezionali condizioni di conservazione. L'elmetto, garantito originale al 100% come facilmente intuibile dalle foto, e' completo in tutte le sue parti interne che lo caratterizzano e presenta ancora circa il 95% della sua vernice verde originale.
Il guscio, realizzato in acciao al nickel-cromo dello spessore di 1 mm, ha i bordi ribattuti verso l'interno. Lateralmente sono presenti due prese d'aria protette da due bulloncini sporgenti, che fungevano anche da punti di aggancio della "Stirnpanzer" ( corazzetta protettiva frontale ) nei modelli utilizzati durante la prima guerra mondiale. Sotto alle due prese d'aria sono presenti le due decal adottate nel 1934 con l'ascesa al potere del partito Nazionalsocialista. Il 14 marzo 1933 il Reichspresident decretò che le precedenti insegne regionali dovevano essere sostituite da un nuovo scudo con i colori del Reich ( nero/bianco/rosso ), posizionato sul lato sinistro dell'elmetto. Circa un anno più tardi, il 17 febbraio 1934, un nuovo decreto stabilì che lo scudo doveva essere spostato sul lato destro e al suo posto applicata una aquila argentata in campo nero con la svastica tra gli artigli. Questo elmetto presenta, praticamente intatte, le due decal originali previste dal regolamento del 5 aprile 1944 che ne prevedeva l'applicazione a circa 3 mm sotto le due prese d'aria. Le dimensioni dello scudetto con l'aquila e dell'insegna nazionale sono di 40 x 33 mm. 

Sull'interno della falda anteriore di sinistra è impresso un marchio, purtroppo illegibile, che indica probabilmente il fabbricante che lo ha prodotto. Al centro della cupola è presente un timbro ovale ad inchiostro, conosciuto nel mondo collezionistico anglosassone come "dome stamp". La presenza di questi timbri si rileva solo in una piccola parte degli elmetti in circolazione, il chè accresce ulteriormente il valore collezionistico di questo esemplare. Il Reichskriegsministerium ( Ministero della Guerra ) aveva ideato un metodo per verificare la qualità dei nuovi elmi prodotti dalle industrie o di quelli ricondizionati e assegnati alle truppe. Un ispettore aveva il compito di controllare un campione di ogni lotto di elmetti pronti per la consegna alle forze armate, secondo un sistema che prevedeva la costituzione di lotti simili da 101 pezzi tra i quali ne veniva scelto uno per l'esame, superato il quale a tutti gli elmetti del lotto veniva applicato un timbro di accettazione ad inchiostro indelebile ( Abnahmestempel ). Si ritiene oggi che non più del 25% di tutti gli elmetti utilizzati dalle truppe tedesche fino al 1945, avessero superato questa ispezione. Furono utilizzati molti tipi di timbri tra i quali quello applicato a questo elmetto che riporta al centro l'anno di fabbricazione o di ricondizionamento come in questo caso ( dovrebbe trattarsi del 1937 ) e più sopra il numero romano "IV" che potrebbe indicareil numero dell'ispettore o forse quello di uno specifico lotto. In alto si legge la parola "Abgenommen" e sotto l'anno la parola "Beschaffungsamt" che stanno ad indicare che l'elmetto è stato accettato dall'Ufficio Approvvigionamento dell'Esercito o della Marina, come indicato più sotto.

L'interno è costituito dal "Sistema 31" introdotto appunto nel 1931 sugli elmetti M18 ricondizionati che già ospitavano il "Sistema 18" con il soggolo attaccato direttamente alla banda metallica. In questo caso il sistema consiste di una banda esterna in alluminio di circa 3,5 mm di altezza, con due anelli ruotanti per l'aggancio del soggolo, e di una banda interna di acciao della stessa altezza, con dei fori nella parte inferiore che consentono il passaggio dei rivetti di fissaggio della fascia di feltro e della cuffia di pelle. A questa banda sono applicate, mediante cinque rivetti in rame, altrettante lamine a molla che ne consentono l'incastro a pressione con la banda esterna di alluminio e ne assicurano il mantenimento della posizione. Su questa banda è impresso il numero "57" ad indicare la taglia interna dell'elmo. Entrambe le bande metalliche sono state trattate con un metodo antiruggine.
La cuffia interna è realizzata con pelle di pecora granulata, tagliata in otto lembi ciascuno dei quali è dotato di cinque fori per una miglior traspirazione. In cima ad ogni lembo c'è un foro, rinforzato da un anello di pelle interno, per il passaggio del cordino di chiusura ( in questo caso mancante ). La cuffia è attaccata alla parte inferiore della banda di acciaio mediante rivetti di alluminio in modo che il feltro di protezione copra circa due terzi della banda.
Il soggolo è costituito da un cinturino in due pezzi di cuoio scuro, colorato di nero esternamente, utilizzato con il nuovo "Sistema 31". La fibbia, collocata in cima alla parte più lunga di circa 42 cm., è realizzata in alluminio così come i due anelli a forma di "D", collocati ai due lati opposti, ai quali sono fissate le due parti del cinturino. All'inizio del 1934 molti elmetti utilizzati durante la prima guerra mondiale vennero ricondizionati per essere usati dalla nuova Wehrmacht. Gli elmetti furono recuperati dal surplus nei magazzini oppure da quelli in uso nell'esercito di Weimer. Il processo di ricondizionamento partiva necessariamente dalla ripitturazione interna ed esterna del guscio per dargli la colorazione "feldgrau" ( grigioverde ) richiesta. Questa operazione veniva quasi sempre effettuata a mano.  Gli elmetti preferiti erano il modello M18 e quello austriaco perchè erano quelli che meglio si adattavano all'applicazione del "Sistema 31" all'interno. Gli elmetti così configurati vennero distribuiti a partire dal 1934 fino al 1940 ma molti elmetti rimasero in servizio presso le truppe di riserva fino al 1943 e oltre.

Gli elmi tedeschi M16, M17 e M18 sono' il frutto degli studi congiunti di un tecnico tedesco, il professor Friedrich Schwerde dell'Istituto di Hannover, e di un chirurgo distaccato al XVIII corpo d'armata, il professor August Bier. Quest'ultimo era specializzato nell'estrazione delle piccole schegge di acciaio dal cervello dei soldati, attuata per mezzo di una potente elettrocalamita. Tuttavia, le lesioni prodotte al cervello provocavano quasi sempre la morte del paziente. Consapevole di cio' Bier suggerì l'avviamento di un programma di studio per la realizzazione di un copricapo protettivo in acciaio. L'aspetto tecnico della questione venne affrontato dal professor Schwerde che, in considerazione del fatto che l'80% delle ferite era provocato dalle schegge e solo il 20% da colpi diretti d'arma da fuoco, stabili' che l'elmetto doveva coprire la maggior superficie possibile della testa a discapito dello spessore del metallo.
Il nuovo elmetto venne prodotto in sei taglie con calotta in acciaio al nickel-cromo dello spessore di circa 1 mm e peso approssimativo di 1 kg. Lateralmente sono presenti due prese d'aria protette da due bulloncini sporgenti, che fungono anche da punti di aggancio della "Stirnpanzer" ( corazzetta protettiva frontale ).
Quasi tutti gli storici sono concordi nell'affermare che il primo contingente di 30.000 elmetti venne distribuito verso la fine di gennaio 1916 alle unita' che si preparavano a prendere d'assalto Verdun, dopo un breve periodo di prova condotto tra i mesi di novembre e dicembre 1915, quando venne distribuito ad alcune unita' d'assalto.
Durante le parate, o in occasioni particolari, sulla presa d'aria di sinistra, potevano essere applicate tre foglie di quercia in estate, oppure un rametto di pino in inverno.
( Informazioni tecniche e storiche tratte dai libri "Elmetti" di Paolo Marzetti, "The History of the German Steel Helmet 1916-1945" di Ludwig Baer e dal'articolo apparso sul numero 11 di "Uniformi & Armi")

 
 
 

 5-4-2010