Germania (1919-1945)
VASSOIO E SEI BICCHIERINI DA "SCHNAPS" REALIZZATI CON L'OTTONE DEI BOSSOLI DA UN SOLDATO DELLA 5.GEBIRGSDIVISION IN RUSSIA DURANTE L'INVERNO 1942-43
Prezzo: Euro 250,00 - cod. nr. 15629
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L'emblema della 5.Gebirgsjaeger-Division
Il General der Gebirgstruppen Julius "Papa" Ringel,
primo comandante della 5.Gebirgs Division

Bellissimo esempio di "Trench Art" ( arte di trincea ), come erano indicati questi manufatti durante la prima guerra mondiale, realizzato però in Russia durante l'inverno 1942-43 da un Gebirgsjaeger in forza alla 5.Gebirgsdivision.
Il set così creato dal fantasioso soldato era sicuramente destinato a distribuire ai suoi camerati la "schnaps" ( grappa ) delle montagne tirolesi o, in caso di mancanza, la vodka russa. Vassoio e bicchierini sono stati ricavati dai bossoli di armi in dotazione alla divisione: i bicchierini dal cannoncino Flak 38 da 2 cm. e il vassoio da un proiettile per cannone di artiglieria.
Sul fondo del vassoio l'artista di trincea ha disegnato a colpi di punteruolo, due edelweiss ( stelle alpine ) stilizzate negli angoli alti e al centro l'emblema della 5.Gebirgsdivision. In basso la scritta "RUSSLAND 1942-43". I bossoli sono stati svasati sull'imboccatura e, appena sotto, decorati con un disegno a punti a formare una fascia circolare.
Nell'inverno tra il 1942 e il 1943, la 5.Gebirgsdivision si trovava schierata con la 18.Armee, lungo il Volkhov durante l'assedio a Leningrado respingendo i tentativi della 2° Armata russa di rompere l'accerchiamento.

La 5.Gebirgs Division ( 5. Divisione da montagna ) nasce in Tirolo e nella regione di Salisburgo (Zell am See) nell’ottobre 1940 sotto il comando del Generalmajor Julius "Papa" Ringel. I suoi componenti sono prevalentemente giovani coscritti di nazionalità austriaca o bavaresi, allenati e motivati. L'addestramento è più lungo e faticoso di quello delle divisioni di fanteria, svolto prevalentemente su terreni di montagna con particolare attenzione all'uso di tutte le armi in dotazione al battaglione. Particolare attenzione viene posta all'addestramento dei giovani ufficiali e sottufficiali.
Ai coscritti si aggiungono i "veterani" del 100. Gebirgs-Regiment dalla 1.Gebirgs Division e del l'Infanterie-Regiments 85 dalla 10.Infanterie Division che fornisce anche il reggimento di artiglieria.
La divisione rimane inizialmente inattiva in Germania, proseguendo l'addestramento, prima di essere utilizzata nella campagna di Grecia. Nel febbraio del 1941 la divisione viene trasferita a Craiova in Romania e all'inizio di marzo attraversa il Danubio entrando in Bulgaria per attestarsi al confine con la Grecia.
Entra in battaglia il 6 aprile con il compito di attaccare la linea di difesa montana "Metaxas". Sfondate le linee greche, dopo una battaglia di quattro giorni, marcia verso il sud senza trovare resistenza.
Destinata a partecipare all'invasione di Creta, dove si erano rifugiate le truppe inglesi in fuga dalla Grecia, con il suo 100. Gebirgs-Regiment perde il 3° battaglione che era stato imbarcato su una nave da sbarco affondata dalla flotta inglese. Il resto del reggimento viene aviotarsportato con gli Junker Ju 52 e impegnato nei combattimenti nell'area occidentale dell'isola appoggiando i paracadutisti nella battaglia di Maleme.

Lascia Creta e la Grecia nel dicembre del 1941 per un periodo di riposo e ricostituziuone nel saliburghese. Nel febbraio 1942 torna in battaglia sul fronte orientale nel'area ad ovest di Leningrado, aggregata all'Heeresgruppe Nord. Nel novembre 1943, in cambio con la 16. Panzer-Division inviata sul fronte orientale, la divisione viene trasferita in Italia e schierata sulla Linea Gustav, tra Monte Mare e Cima Abate. La divisione partecipa alle tre battaglie di Cassino tra il gennaio ed maggio 1944. Il comando viene assunto il 10 febbraio 1944 dal Generalleutnant Max Schrank che lo terrà fino al 18 gennaio 1945 quando passerà al Generalmajor Hans Steets.
Le sue unità subiscono perdite nell’area di Pontecorvo, Cassino, Atina, Belmonte Castello, Balsorano, Vallerotonda,Priverno, Sant’Elia Fiumerapido, sul Monte Cifalco, Colle San Marco. L’offensiva del 12 maggio la vede ancora su queste posizioni. La ritirata la porta sul Melfa, poi verso Sora.
Una parte delle sue truppe entrano in Abruzzo in Val Roveto e hanno perdite a Capistrello, altre dalle Mainarde raggiungono i Monti della Meta, superano il Passo di Opi e convergono verso la Piana del Fucino. I movimenti successivi vedono le sue truppe difendere un ampio fronte di impervie montagne verso i Monti della Laga e i Sibillini. Nelle settimane successive i suoi movimenti proseguono attraverso l’Appennino umbro, toccando Visso, Camerino, Fabriano, Norcia, Urbino. Le operazioni antipartigiane condotte in Appennino sono state assai numerose. In alcuni casi le sue truppe passano per le armi civili e ostaggi. È il caso di Capistrello e di Camerino nel giugno 1944.
Ritirata dal fronte nel settembre 1944, la divisione, che ha subito pesanti perdite, viene trasferita in Piemonte, dove assume il controllo di un settore di fronte compreso tra il Passo della Maddalena e il Monginevro. Solo il Gebirgsjäger-Regiment 100 con truppe di supporto rimane sulle posizioni appenniniche a ovest di Rimini e partecipa all’aspra battaglia diGemmano. Nell’inverno il settore divisionale sul fronte alpino comprende il Monginevro, il Moncenisio ed il Piccolo San Bernardo. Alla difesa di queste posizioni partecipano anche i paracadutisti italiani della "Folgore" che si mettono in particolare evidenza durante gli ultimi combattimenti sul plateau del Monte Cenisio contro la 27e Division d'Infanterie Alpine francese. Alla Liberazione viene disarmata a Piverone nel Canavese.

 
 

25-12-2010