Italia (1919-1939)
RARISSIMO BREVETTO ORIGINALE "ALTA VELOCITA'" DELLA REGIA AERONAUTICA PRIMO TIPO
Prezzo: venduto - cod. nr. 22597
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Il Macchi MC 72 che concquisto' il primato di velocita' nel 1934 con 709,202 Km/h pilotato dal Sergente Maggiore Francesco Agello

Questo bellissimo e rarissimo esemplare del brevetto originale della Regia Aeronautica riservato ai piloti che lo avevano conseguito alla "Scuola Alta Velocita'" di Desenzano nei quattro "Corsi Velocisti" effettuatisi dal 1928 al 1936 o avevano comunque superato i 600 Km/h in volo rizzontale, può essere a ragione considerato un vero e proprio gioiello, tale è la perfezione dei suoi particolari.

Questa prima versione del brevetto venne  appuntata al petto dei primi piloti che avevano superato le prove previste dal "Corso Velocisti", indicativamente nei primissimi anni Trenta. Questo esemplare è stato sicuramente indossato, come dimostra l'eccezionale patina di cui è dotato, cosa che ne accresce senza dubbio il valore storico e collezionistico. Si tratta di una delle migliori realizzazioni dell'epoca, un perfetto connubio di grafica e lavorazione che ha reso tali rarissimi distintivi tra i più ambiti dai più importanti collezionisti del settore.

Il distintivo da petto e' costituito da due pezzi distinti: un'aquila in metallo stampato dorata e rivolta a destra, caricata al centro da una "V" rossa, più lunga e meno "tozza" di quella che apparirà sui distintivi dell'ultimo periodo  e la corona reale saldata su una piccola staffa ad "U" che fuoriesce dal corpo dell'aquila. Smalto rosso della "V" e doratura sono ancora perfetti.
L'aquila coronata è quella prevista dal Regolamento sull'Uniforme OD-4 del 1930 che confermò l’orientamento a destra dell’aquila (verso la bottonatura della giubba), e specificò che fosse in metallo. Sul retro non vi sono marchi di alcun genere anche se la qualità del distintivo e l'altissima definizione dei particolari lasciano intendere che il fabbricante fosse il famoso "Stefano Johnson" di Milano che nello stesso periodo aveva prodotto anche i brevetti di primo tipo per gli Atlantici.  Lo spillo di sicurezza del tipo semplice "da balia" particolarmente adatto ad un distintivo  di questa leggerezza.
Il brevetto è accompagnato dalla nostra Garanzia di Autenticità, valevole senza limitazioni di tempo anche nei confronti di eventuali terzi futuri acquirenti.   
 

Dopo la sconfitta dell'Italia, nella sfortunata "Coppa Schneider"del 1927 a Venezia, vinta dagli Inglesi, affiora l'idea, di formare un centro per la preparazione dei piloti da impiegare nell'alta velocità.
Nasce, nel 1928, il Reparto Alta Velocità, dalla volontà dell'allora Sottosegretario dell'Aeronautica, Italo Balbo (1896-1940) e del ten. col. Mario Bernasconi, (1892-1972); quest'ultimo, personaggio chiave del Reparto, è un ingegnere pilota, pragmatico, con una notevole destrezza organizzativa.
Il programma è fissato su due direttrici: il collaudo e la messa a punto degli idrovolanti, esclusivamente concepiti per gare di velocità a livello internazionale nonché l'addestramento dei piloti. Lo specchio d'acqua, nella parte meridionale del Lago di Garda, davanti a Desenzano è scelto dal comandante Bernasconi, per la particolare posizione tranquilla, scarsamente trafficata da natanti e soprattutto ben fornita di collegamenti stradali e ferroviari, molto vicini al centro.
Nel mese di Aprile del 1928, il comandante Bernasconi, pilotando un M 52, apre ufficialmente Primo Corso Velocisti, al quale partecipano il cap. Giuseppe Motta, il cap. Alberto Canaveri, il ten. Giovanni Monti, il ten. Remo Cadringher, il ten. Giuseppe Maggi, il mar.llo Tommaso Dal Molin, ed il serg. magg. Francesco Agello.
L'addestramento che viene impartito ai piloti ha un intenso programma fissato dal comandante Bernasconi e si basa essenzialmente su voli da effettuarsi con idrovolanti M 39, M 52, M 52 R, i migliori prodotti dall'industria italiana. L'allievo, per fregiarsi con il distintivo di pilota Velocista (un'aquila con la lettera V rossa al centro) doveva superare tante prove sia fisiche che di volo tra cui due davvero molto impegnative ed obbligatorie che decretavano il superamento del corso stesso: la prima consisteva nel superare e mantenere i 500 Km/h volando su un circuito con piloni molto simile a quello previsto dal regolamento dello Schneider Tropy. La seconda prova obbligatoria, di estrema difficoltà consisteva nell’effettuazione della virata denominata "Desenzano", manovra che a tutt’oggi con il nome di "Schneider" rimane una delle figure fondamentali oltre che spettacolare delle acrobazie aeree moderne.  Nascono dall'esigenza di invertire la direzione di volo, attorno ai piloni del circuito, pur mantenendo la stessa velocità di circa 500 Km/h; l'aereo, infatti, vira con un assetto inclinato di 90 gradi, rimanendo sospeso dalla portanza alare prodotta dalla forza centrifuga.

Nel 1931 dopo l'ultima edizione della Coppa Schneider, il Ministero dell'Aeronautica Italiana decide di modificare la Scuola Alta Velocità e trasformarla in Reparto Sperimentale Alta Velocità. Al comando il col. Bernasconi con l'incarico di mirare direttamente ed esclusivamente al primato di velocità in tempi alquanto ristretti. Il Ministero infatti non dimostra più molto interesse a questo reparto speciale, anche per i diversi incidenti mortali avvenuti negli ultimi tempi e lascia continuare l'attività solo per una ragione di prestigio internazionale: strappare il primato agli inglesi.
La lotta per la conquista dei records di velocita' inizia nel 1922 con Sandro Passaleva ed i suoi 280 Km/h, per terminare con Francesco Agello, nel 1934, con il record di oltre 700 Km/h. In quest'arco di tempo, negli anni 1926-27-28, si registrano tre miglioramenti del record, conseguiti da Mario De Bernardi, con il superamento per la prima volta al mondo dei 500 Km/h con il M 52 R.
Fra le grandi vittorie, prodotte dalla Scuola di Velocità, sono da annoverare altri due successi di notevole valore aeronautico: il primato sui 100 Km, con una media di 629,087 ottenuto dal pilota Guglielmo Cassinelli (Terzo Corso Velocisti) il giorno 8 Ottobre 1933 e la Coppa Bleriòt vinta dal ten. Pietro Scapinelli (Quarto Corso Velocisti), con una media 619,374Km/h il 21 Ottobre 1933, entrambi con il favoloso Macchi Castoldi MC 72.
Il Reparto Alta Velocità, conclude tuttavia, la sua positiva attività, su ordine del Ministero dell'Aeronautica, senza alcuna motivazione esplicita, il mese di Settembre 1936, appena chiuso il Quarto Corso Velocisti.
( Notizie tecniche e storiche ricavate dal sito www.cronologia.it.
   (Foto tratte dal sito Modellismo Più )  

Gruppo di piloti "velocisti" sotto al Macchi M39
Il Sgm Francesco Agello con il suo MC72 con il quale ottenne l'ltimo grande successo mondiale  nel 1934 quando ottenne il record del mondo di velocità per idrovlanti con motore alternativo superando i 700 Kmh, record tra l'altro ancor oggi imbattuto.
Francesco Agello, il Macchi MC 72 ei suoi specialisti
 

 23-4-2018