Italia (1919-1939)
RARISSIMA MEDAGLIA IN EBANO E ARGENTO DELLA 2° BRIGATA INDIGENI D'ERITREA
Prezzo: Euro 1600,00 - cod. nr. 21285
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Una bellissima cartolina, disegnata da Vittor Pisani, che racchiude i simboli della Brigata: un ascaro e una camicia nera che combattono fianco a fianco e, sullo sfondo, una "Rosa di Gerico" che ritroviamo sul retro della medaglia.
Il Generale Ruggero Tracchia, ultimo comandante della 2° Brigata Indigeni, ritratto sulla copertina di un libro a lui dedicato e pubblicato nel 1938.
La "Rosa di Gerico che è stata riprodotta stilizzata in argento sul rovescio della medaglia

Questa bellissima medaglia fu realizzata per commemorare la 2° Brigata Indigeni di Eritrea, unendo insieme due elementi caratteristici di quelle terre: il legno d'ebano e l'argento. Il risultato è stato un connubio eccezionale che ne ha fatto una delle medaglie più rare dell'epoca.
Sul dritto è raffigurata una testa di leone con un pugnale fra i denti, uno degli emblemi preferiti dalle nostre truppe indigene, realizzata a rilievo in argento e applicata sul disco rotondo di ebano del diametro di 28 mm.
Sul rovescio, con lo stesso sistema, è stato applicato un ramo stilizzato in argento della "Rosa di Gerico", la pianta più caratteristica dell'Eritrea, attraversato da due cartigli orizzontali con inciso il motto della Brigata, "La meta è oltre l'ostacolo", ricevuto dal suo primo comandante, il Generale Renzo Dalmazzo.

La 2ª Brigata Mista venne costituita il 16 marzo 1935 a Saganeiti, con due gruppi di Battaglioni Eritrei (3º e 4º), un Gruppo di Artiglieria da Montagna (II), un reparto del genio per i collegamenti, ed un reparto someggiato di sanità.
In seguito alla costituzione di altre grandi unità, i Gruppi vennero più volte riorganizzati e ridenominati: di fatto, all’inizio del conflitto etiopico, la 2º Brigata, inquadrata nella 2ª Divisione Indigeni, poteva contare sui Gruppi 3º (V, X e XXI Battaglione) e 7º (IV, XIX e XXII Battaglione), oltre al II Gruppo Artiglieria da Montagna Eritreo e al 2º Reparto Someggiato di Sanità.

Alle ore 5 del 3 ottobre 1935 la Brigata varcava il confine penetrando in territorio etiopico indisturbata fino all’Amba Augher, raggiunta il giorno 5, e occupata dai Battaglioni del 7º Gruppo. Per il resto del mese di ottobre la Brigata sostava sulle posizioni raggiunte dalla 2ª Divisione occupata in lavori difensivi e stradali. Il 30 del mese muoveva verso Hausien e Macallè, entrandovi l’8 novembre per quindi proseguire su Passo Dogheà.

L’11 novembre la Brigata veniva organicamente trasformata incorporando il 4º Gruppo (IX, XII e XVII Battaglione) e cedendo alla Divisione il proprio Gruppo Artiglieria; da questa data l’unità prendeva il nome di 2° Brigata Indigeni d'Eritrea.
Il 28 novembre la Brigata iniziava il trasferimento nel Tembien, raggiungendo in tre tappe la zona dello Zeban Cherchetà, con scarso disturbo da parte del nemico. Il 17 dicembre si portava a marce forzate ad Abbi Addi, per fronteggiare la crescente pressione etiopica sulla linea del Gruppo CC.NN. d’Eritrea, e il giorno 22 sosteneva il primo vero combattimento all’Amba Tzellerè, perdendovi quattordici Ufficiali e duecentoventi coloniali tra morti e feriti. Alla fine dell’anno la Brigata veniva raccolta presso Passo Uarieu e da qui si portava, ai primi di gennaio 1936, a Passo Abarò.

Il 20 gennaio 1936 il 3º e il 7º Gruppo si impegnavano duramente sullo Zeban Cherchetà, e ancora il 22 a Monte Lata, mentre il 4º Gruppo si batteva all’Amba Carnallè il 19, a Mai Edagà il 20 e allo Esgheb Tzelà il 21, in una serie di scontri che costarono alla Brigata la perdita di ventisette Ufficiali e oltre quattrocento coloniali tra morti e feriti.
Il 28 gennaio 1936 il comando della Brigata veniva assunto dal Colonnello Ruggero Tracchia mentre il Generale Dalmazzo andava ad assumere il comando della 2° Divisione Eritrea.

Il 26 febbraio l’unità si raccoglieva sul Sullò, verso il Tembien, per partecipare alla seconda e decisiva fase delle operazioni in quella regione contro le truppe dei Ras Cassa e Sejum. Il 27 il 4º Gruppo partecipava all’occupazione della Uork Amba, intercettando una colonna etiopica al torrente Quasquazzè, e il giorno seguente prendeva parte all’’occupazione di Debra Amba. Ai primi di marzo i Gruppi della Brigata si portavano verso Macallè e Sciafat per un periodo di sosta delle operazioni. Proseguiva lentamente verso sud nelle settimane seguenti, attestandosi il 29 marzo nella zona di Mai Ceu.
Qui, il 31 marzo, prendeva parte alla battaglia che avrebbe segnato le sorti della campagna, sostenendo e rigettando l’armata imperiale con un combattimento durato l’intera giornata e costato alla Brigata perdite ingenti: quarantaquattro Ufficiali e oltre seicentocinquanta coloniali tra morti e feriti. Apertasi così la strada verso Addis Abeba, il 15 aprile la Brigata raggiungeva Dessiè da dove, riorganizzatasi sui soli Battaglioni IV, V, IX e X, proseguiva autocarrata il 26 per la capitale etiopica, che veniva raggiunta e occupata il 5 maggio.

La Brigata mantenne il medesimo organico, con l’aggiunta del II Gruppo Artiglieria e saltuariamente di qualche altro Battaglione Coloniale, per tutti i quattro successivi anni in cui venne duramente impiegata in continue operazioni di polizia coloniale nello Scioa e nell’Amhara contro i ras abissini che non avevano deposto le armi. Dal Selalè due fratelli Cassa, figli di ras Cassa Darghiè, avevano continuato a fornire rifornimenti a tutti i ras che non avevano deposto le armi, tra questi anche il balambaras Abebe Arega.
La Brigata venne sciolta nel marzo del 1941 a seguito delle battaglie di Chren durante la Seconda Guerra mondiale.  

( Notizie storiche a cura di Gabriele Zorzettoi )

Abbì Addì (18 dicembre 1935): la II Brigata Eritrea col VII Gruppo Battaglioni (Tracchia): IV, XIX, XXII oltre al IX Battaglione , una batteria, aliquote di carri veloci, contro gli armati di ras Cassa ( Inchiostro di china di Alberto Parducci )
(22 gennaio 1936 ) Artiglieri del II Gruppo da montagna eritreo, appartenenti alla II Brigata Indigeni, in azione sull'Amba Tzellerè. ( Dipinto ad olio di Alberto Parducci pubblicato sul numero speciale "I Collezionisti di Militaria" edito dalla Rivista Militare.
 
La firma dell'autore "FML" e i punzoni del fabbricante
 
   

6-4-2016