Italia (1919-1939)
RARISSIMO FERMACARTE CON AQUILA REALIZZATO DA RENATO BROZZI PER GABRIELE D'ANNUNZIO
Prezzo: fornito su richiesta - cod. nr. 21334
Renato Brozzi nel suo studio romano

Non essendo D'annunzio ricco ( restano infatti ancora leggendari i suoi debiti con sarti e gioiellieri di mezza Italia ) e amando comunque donare oggetti preziosi e personalizzati, si avvaleva principalmente dell'opera di due artisti che a lui si erano legati indissolubilmente: il gioielliere Mario Buccellati ( definito da D'Annunzio "Principe degli Orafi" alias "Mastro Paragon Coppella", o "Grande artista e fratello" ) metteva al suo servizio la propria eccezionale maestria creando gioielli splendidi anche con metalli meno nobili e costosi dell'oro, e lo scultore Renato Brozzi di Traversetolo ( Parma ), il suo artista incisore preferito che chiamava il suo "eccelso animaliere".

Questo straordinario fermacarte in marmo pregiato, arricchito da una formella in bronzo che raffigura un grecce di pecore, una delle figure preferite da Brozzi e dallo stesso D'Annunzio, è stata appunto realizzata dal Brozzi, come indica la sua firma "RBrozzi" incisa in basso a sinistra, e destinata da D'Annunzio come dono a qualche amico o conoscente importante.

Renato Brozzi era nato il 10 agosto 1885 a Traversetolo (Parma) da Igino, barbiere, e da Anna Martini. Nel 1900, finite le scuole, entrò a lavorare nella locale fonderia artistica di G. Baldi dove cominciò a praticare l'arte del disegno e dell'incisione; tre anni dopo, ottenne il primo successo con una pendola cesellata offerta all'on. Micheli per le sue nozze. Dal 1903 al 1905 frequentò l'Accademia di Belle Arti di Parma terminando in soli tre anni il corso, di regola quinquennale, con Cecrope Barilli come maestro; alternava gli studi con lavori in fonderia e per vari antiquari di Parma, che facevano passare le lastre d'argento da lui incise come opere del Rinascimento: famoso, a questo proposito, il piatto da lui creato e venduto nel 1905 ad acquirenti londinesi come opera del Cellini.
Nel 1915 si trasferì a Roma, dove abitava nella villa Strohl-Fem con l'amico Bocchi, con cui già aveva diviso uno studio in via Flaminia; frequentavano insieme la fiaschetteria toscana in via della Croce dove convenivano politici e letterati . Conobbe D'Annunzio nel 1919 a Venezia in occasione della cerimonia di consegna al generale Armando Diaz della spada d'onore la cui elsa era stata da lui modellata su disegno di Ettore Tito; da allora ebbe inizio la grande amicizia e la collaborazione con D'Annunzio che durò fino al 1938, anno di morte del poeta.
Brozzi svolse quasi tutta la sua attività su sua commissione e spesso, sviluppando idee proposte dal poeta (come nel caso delle spalline per i legionari abruzzesi, 1920). D'Annunzio, stabilitosi nel 1921 al Vittoriale, faceva eseguire all'"eccelso animaliere" (cfr. lettera del 4 febbr. 1926 in Nuova antologia, 1938), per donarli ai suoi ospiti, piccoli oggetti ("inezie squisitissime"), figurine, spille, scatole ecc. - decorati con vari motivi, sempre di preferenza animalistici. Morì il 21 giugno dell'anno 1963 a Traversetolo (Parma) dove è stato istituito un museo a seguito della donazione al Comune di Traversetolo di una consistente raccolta di oggetti a lui appartenuti.
 

 
   

11-3-2017