Italia R.S.I.
RARO MANIFESTO ORIGINALE DI RECLUTAMENTO NELLA DIVISIONE "LITTORIO" DELLA R.S.I.
Prezzo: Euro 800,00 - cod. nr. 23561
In order to translate from Italian, please, choose your preferred language from the Google Translator Menu at the bottom.
Il Generale Tito Agosti, comandante della "Littorio", fotografato a colloquio con Vittorio Mussolini durante la sua visita al campo di Sennelager

Bellissimo e raro manifesto originale stampato a cura del Nucleo Propaganda della Repubblica Sociale Italiana nel 1944 per l'arruolamento volontario nella Divisione Granatieri "Littorio" del nuovo Esercito Repubblicano.
Il manifesto, che misura 70 x 100 cm., non è firmato e purtropo non se ne conosce l'autore.
E' stato realizzato in una carta particolare, probabilmente con una maggior percentuale di cellulosa, che gli ha garantito una perfetta conservazione fino ai giorni nostri. Solo un 20% circa dei manifesti della Repubblica Sociale sono stati realizzati con questo tipo di carta il che lo rende particolarmente raro. E' in perfette condizioni di conservazione con solo un piccolissimo forellino grande come una moneta da 20 centesimi.


Il manifesto raffigura in primo piano un granatiere della Littorio nell'atto di lanciare una bomba di fabbricazione tedesca "lechte handgranate" (a dimostrare che gli uomini della Littorio erano stati equipaggiati con materiale tedesco e quindi molto più affidabile), protetto dal fuoco della mitragliatrice di un commilitone mentre tutt'intorno infuria il combattimento.
Al piede del manifesto il motto firmato Mussolini su fondo nero "E' COL SIMBOLO DEL LITTORIO CHE I LEGIONARI DELL'ANTICA ROMA MARCIAVANO E VINCEVANO. E' IL SIMBOLO DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA".


La data ufficiale di fondazione delle Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana risale al 28 ottobre 1943, con decreto retroattivo dal 9 settembre 1943, anche se molti furono i reparti che, nonostante l'armistizio, continuarono a combattere a fianco dell'alleato tedesco. Il programma militare aveva per cardine la costituzione di alcune Grandi Unita' che avrebbero ricevuto l'adeguata istruzione in Germania, nei campi di addestramento e secondo i collaudati metodi della Wehrmacht, in base ad un accordo con il governo tedesco.
Nel primo e unico turno vennero approntate quattro divisioni di fanteria: Monterosa, Littorio, San Marco e Italia, assegnate rispettivamente ai campi di Muensigen, Sennelager, Grafenwoehr e Heuberg dove, sotto il controllo della missione militare R.S.I., furono addestrate da istruttori tedeschi. Complessivamente si trattava di 57.000 uomini, di cui 13.100 "volontari" provenienti dai lager tedeschi dove erano stati imprigionati dopo l'8 settembre e 44.300 soldati provenienti dall'Italia, nella grande maggioranza precettati con le ultime leve.

Tra i volontari c'era di tutto: chi aveva aderito alla R.S.I. per fede fascista ma anche chi aveva colto al balzo l'occasione per tornare in Italia. L'addestramento con i sistemi tedeschi era durissimo e il rancio era quello consentito dalla situazione di fame in cui versa sempre più la popolazione locale.

Trascorsa l'estate 1944 le prime divisioni a rientrare in Italia furono la "Monte Rosa" e la "San Marco" che andarono a formare l'"Armata Liguria", schierata dalla Garfagnana al San Bernardo sotto il comando del generale Graziani; dall'1.12.1944 l'Armata cambio' nome in "Gruppo Armate Liguria".


La Divisione "Littorio" rientrò in patria tra il 20 ottobre e il 1° novembre 1944 attraverso enormi difficoltà, con lunghissime marce a piedi per l'interruzione della ferrovia del Brennero in Val d'Adige. La forza era costituita da 18.500 uomini al comando del generale Tito Agosti, marchigiano, pluridecorato della ‘Grande Guerra’, poi combattente in Africa settentrionale catturato dagli inglesi, ma scambiato prima dell’armistizio. Circostanza questa che gli permise, dopo l’8 settembre, di aderire alla R.S.I.
Il 23 aprile 1945 il Maresciallo Graziani ordinò l'operazione "Nebbia Artificiale". Il nome in codice stava a significare che quel che restava dell'esercito di Salò doveva ripiegare sulla sinistra del Po e quin di sulla linea delle Prealpi. Fu un ordine tardivo che i soldati dovettero cercare di portar a termine sotto la pressione del nemico e dell'insurrezione antifascista che ormai si accendeva ovunque. La "Littorio" si trovava in Piemonte.

Il comandante Agosti aveva dovuto affrontare un problema spinoso: molti dei suoi uomini, compresi diversi ufficiali, si erano rifiutati di effettuare operazioni di rastrellamento e di polizia. La divisione era stata quindi trasferita al fronte, fra il Cuneese e la Val d'Aosta su di un arco molto esteso. Il 29 aprile 1945 la "Littorio" depose le armi a Cuneo e venne catturato anche il generale Agosti che dichiarò ai suoi uomini: "Io non lascerò che un branco di traditori mi processi". Fu di parola: il 26 gennaio 1946 si suicidò, impiccandosi, nel carcere di Forte Boccea dove era rinchiuso in attesa del processo.  

 
   

5-2-2019