Italia (1940-1943)
RARISSIMO DISTINTIVO RETTANGOLARE DEL 3° REGGIMENTO BERSAGLIERI
Prezzo: Euro 600,00 - cod. nr. 20915
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Questo distintivo è uno dei tre che furono ordinati alla Ditta Fratelli Lorioli di Milano dal colonnello Italo Amato, Comandante del 3° Reggimento Bersaglieri, il 13 maggio 1938. Stranamente l'ordine era stato fatto contemporaneamente per tre tipologie diverse di un unico distintivo e prevedeva la consegna di 300 pezzi di ciascuna versione.
Oltre a questa stranezza c'è anche quella dei tre distintivi che non sono più stati riordinati, cosa che invece avveniva con notevole frequenza per gli altri "clienti" della Lorioli. Questo li colloca, probabilmente, tra i più rari in assoluto dell'intera produzione di distintivi reggimentali. Il distintivo misura 40 x 25 mm.

Il 3° Reggimento Bersaglieri era costituito da tre battaglioni: il XVIII, il XX e il XXV. E quasi certo che i tre distintivi fossero destinati uno per ogni battaglione anche se non si potrà mai sapere con certezza a quale battaglione fossero destinati i singoli distintivi. Si può solo fare un'ipotesi basandosi sui numeri d'ordine ritrovati nei documenti dell'Archivio Lorioli.
Il primo ad essere ordinato fu quello piccolo bianco che dovrebbe essere andato al 1° battaglione ( il XVIII ), subito dopo fu la volta del secondo rettangolare grande destinato al 2° battaglione ( il XX ) ed infine il terzo ordine, arrivato in ritardo rispetto ai primi due, relativo a quello rotondo grande, destinato al 3° battaglione ( il XXV ) che era un battaglione "fluttuante" del reggimento che in organico aveva solo i suoi due storici.
Esteticamente questo secondo distintivo è indubbiamente assai bello: rettangolare in metallo dorato e smalti policromi presenta su fondo nero una baionetta innestata, stilizzata in oro, che termina con la  fiamma cremisi dei bersaglieri e con un grande numero 3 smaltato di azzurro.
In alto a destra la scritta dorata con il motto "MAJORA VIRIBUS AUDERE" (Osare di più con le proprie forze ) del reggimento che è il più decorato d'Italia. Al centro il nome del Reggimento. Sul retro è presente una spilla su coprispilla rettangolare con il marchio della Lorioli, ripetuto anche in basso sul corpo del distintivo.

Il 3° Reggimento Bersaglieri assunse il 1º gennaio 1871 fisionomia operativa formata dai battaglioni XVIII, XX, XXV e XXXVIII e dal 1º ottobre 1910 dispone anche del III battaglione ciclisti, nelle cui fila prestò servizio il bersagliere romano Enrico Toti.
Partecipa al primo conflitto mondiale e viene impiegato nell'ambito delle divisioni di fanterie, distinguendosi nel 1915 sul Col di Lana, sul Carso, a Vermegliano e Monte Sei Busi: nel 1916 a Selz, Monte Sief, sul Piccolo Colbricon. Val Cismon Jamiano a q. 144 nei mesi di agosto e settembre. Il 1917 vede il reggimento impegnato ancora sul Carso a Flondar, I Hermada, Monfenera, Piave, Zenson e Ponte Pinzano. Nel corso del 1918 è impiegato a Costalunga, Piave, Vittorio Veneto, Serravalle, Passo di Fadalto, e Pieve di Cadore perché inquadrato dal 29 agosto al 4 novembre nella VII Brigata Bersaglieri insieme al 2º Reggimento. Il suo III battaglione ciclisti invece opera come unità autonoma e si distingue in azioni di retroguardia nel 1917 e di resistenza sul Piave nel giugno 1918.


Alla fine del primo conflitto mondiale, il 3º Reggimento subisce diverse trasformazioni organiche tra cui la soppressione del III battaglione ciclisti nel 1919. Nel luglio 1924 tutto il reggimento viene trasformato in unità ciclisti rimanendo tale sino al 1936. L'ordinamento del 1926 ne prevedeva la formazione su comando, XVIII e XX battaglione ai quali nel 1935 si è unito anche il XXV.
Il 23 marzo 1935 è mobilitato per partecipare alle operazioni in Africa Orientale e a tal scopo viene riformato su 4 battaglioni tutti appiedati: il XVIII, XX, XXV ed il LXXXIII complementi. Il 3º giunge in Africa nel maggio 1935 e viene incorporato nella divisione Sabaudia. I bersaglieri parteciparono all'avanzata prendendo parte ad entrambe le battaglie di Tembien. La prima battaglia del Tembien viene combattuta tra il 21 e il 24 gennaio 1936 e vede impegnate le truppe del generale Badoglio che difendono il fianco dello schieramento italiano e sconfiggono due armate abissine guidate dai ras Cassa e Sejum. La seconda battaglia del Tembien viene combattuta tra il 27 e il 29 febbraio 1936 in cui i resti delle due armate abissine sono completamente distrutte dagli italiani che riconquistano la vetta dell'Amba Alagi. Al passo di Falagà il reggimento viene riordinato diventando il 3º Reggimento Leggero per andare a far parte della colonna Starace che avrebbe marciato su Gondar.

Rientrato in patria dall'ottobre 1939 viene inquadrato nella 3ª Divisione Celere "Principe Amedeo Duca d'Aosta" con la quale al comando del colonnello Aminto Caretto, prende parte al secondo conflitto mondiale. Dopo una permanenza sul fronte alpino occidentale e dopo aver partecipato alle operazioni contro la Jugoslavia, nella primavera del 1941, il 24 luglio 1941 il reggimento viene inviato in Russia, facente parte del CSIR dove il 5 settembre del 1941 entrò in contatto con il nemico nella zona del fiume Dnieper. Il 28 settembre, partecipa alla prima battaglia combattuta e vinta da soli reparti italiani a Petrikovka sul Don, proseguendo verso il bacino del Donez in condizioni ambientali proibitive conquistando prima la testa di ponte di Uspenowka e il 20 ottobre il centro industriale e ferroviario di Stalino, precedendo la IV Divisione alpina tedesca, impadronendosi poi il 1º novembre del centro industriale di Rjkowo, con un ingente bottino di uomini e materiali. Successivamente l'11 e 12 novembre i bersaglieri XVIII e del XX battaglione si lanciarono in aiuto dell'80º Reggimento fanteria, sottraendolo all'annientamento. Sul Fronte Russo il 3º Reggimento bersaglieri ha combattuto per quasi due anni dando prova di valore e di sacrificio. Il giorno di Natale 1941 i russi scatenarono una pesante offensiva, poi denominata Battaglia di Natale, che investì in pieno il 3º Reggimento bersaglieri, con un battaglione di bersaglieri accerchiato per dieci ore prima di riuscire a ritirarsi.

Nel maggio 1942, il reggimento, con gli altri reparti della 3ª Divisione Celere, penetra profondamente nello schieramento avversario occupando il 19 luglio Millerovo, centro del bacino minerario di Bocovo Antrazit e raggiungendo il 29 luglio, dopo una marcia di oltre 450 chilometri, la riva destra del Don, nell'ansa di Serafimovic, con l'obiettivo di recidere una consistente testa di ponte russa. Il 30 luglio, il XX Battaglione occupa Serafimovic, dopo un attacco notturno a sorpresa, mentre il XVIII Battaglione occupa Belajewski e il XXV Battaglione occupa Bobrowski. Nel corso dei combattimento il Comandante del Reggimento, Colonnello Aminto Caretto, cadde colpito a morte e venne decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Il 30 agosto malgrando fosse ridotto a un quarto degli effettivi il reggimento difese le posizioni di Jagodnij arginando e respingendo l'offensiva russa. Dopo essere stato schierato il 17 novembre sul Don, nella zona di Meskow, il 19 dicembre, il reggimento affronta la sua ultima battaglia e ridotto all'osso, riesce a sfondare lasciando sul terreno centinaia di bersaglieri caduti, per affrontare la strada del ripiegamento di fronte a una schiacciante superiorità avversaria. Rientrato in Italia dal Fronte Russo verso la fine di marzo del 1943 il reggimento viene dislocato per riordinarsi in Emilia dove verrà sciolto a seguito della proclamazione dell'armistizio dell'8 settembre.
 

 
 
 

14-1-2017