Germania (1919-1945)
RARISSIMO E PREZIOSO ACQUERELLO ORIGINALE DIPINTO E  FIRMATO DA ADOLF HITLER NEL 1913 A VIENNA CON EXPERTISE
Prezzo: fornito su richiesta - cod. nr. 23562
 
La firma autografa di Adolf Hitler, tipica dei dipinti da lui realizzati negli anni precedenti la prima guerra mondiale
Il retro dell'acquerello dipinto su un cartoncino da disegno e inserito nel passpartout
Che Hitler avesse tentato la carriera dell'artista fino alla prima guerra mondiale è universalmente noto come nota è la sua produzione di acquerelli, pubblicati più tardi quando era già divenuto il Fuehrer della Germania nazista, su libri e riviste dell'epoca e riprodotti anche sulle cartoline. L'impressione comune è che i soggetti siano stati ripresi da fotografie piuttosto che attraverso un lavoro sul posto, al cavalletto; lo stile e il tratto sono da opere redatte al tavolino.
Questo acquerello delle dimensioni di una cartolina (98x146 mm) fa appunto parte di questa sua produzione del periodo "viennese"
(1908-1913) come del resto conferma l'appunto scritto sul retro che potrebbe essere apposto da lui stesso anche se non è possibile confermarlo con certezza. Il soggetto dipinto da Hitler non è identificabile, seppur certamente si tratta di uno scorcio della vecchia Vienna, forse già riprodotto in una cartolina fotografica dell'epoca.
Questo acquerello è accompagnato dall'expertise redatto dal Dr. Terzo Maffei, il massimo esperto calligrafo di Hitler, Mussolini e dei più famosi personaggi storici del periodo in Italia ed uno dei pochissimi in Europa, e costituisce un reperto storico di assoluta rarità. E'stato inserito, certamente moltissimi anni orsono, in un passpartout di robusto cartone bianco, con l'uso di un semplice nastro adesivon trasparente, forse trasformarlo in un quadro.
Hitler era nato a Braunau am Inn, in Austria il 20 aorile del 1889 e la sua giovinezza era trascorsa in un ambiente familiare pesante, carico di silenzi, che indubbiamente alimentarono la sua  ’introversione.
I rapporti con il padre, impiegato statale alla Dogana, non sono idilliaci, mentre forte è l’affetto che nutre per la madre Clara. Non ancora adulto perde entrambi i genitori. Il padre muore nel gennaio del 1903 per tubercolosi, mentre la madre muore nel dicembre del 1907 a causa di un cancro.
Durante il periodo scolastico aveva manifestato inclinazione per il disegno e la pittura, così progetta di frequentare l’Accademia di Belle Arti, sperando di poter dar vita alla sua vocazione artistica. Purtroppo per lui (e per milioni di persone), recatosi a Vienna per sostenere gli esami di ammissione, viene bocciato perchè assolutamente inadatto a fare il pittore.
Tutte le sue proiezioni fantastiche crollano di colpo, ma egli decide comunque di rimanere a Vienna costretto a vivere da vagabondo.
Per poter guadagnare qualcosa cerca comunque di mettere a frutto la sua predisposizione per il disegno e la pittura; dipinge allora cartoline e piccoli quadri-souvenir che vende poi lungo le strade con l’aiuto di Reinhold Hanissch, un clochard ebreo che aveva conosciuto in un dormitorio pubblico.
Dal 1911 realizza opere più impegnative. I committenti sono i corniciai  e i mobilieri che realizzano divani con quadretti inseriti nello schienale, come va di moda a quei tempi. Nel 1913 si trasferisce a Monaco per sfuggire al servizio di leva e qui si specializza nella copia di antichi dipinti di soggetto religioso e in paesaggi. Sotto il profilo tecnico, i dipinti sono affrontati, dopo l’accurata stesura di un disegno preparatorio, che poi egli colora.
Nel 1914, con l’entrata in guerra della Germania, Hitler decide di arruolarsi nell’esercito tedesco, senza rinunciare alla pittura.  A diretto contatto con le brutalità del conflitto bellico, produce rappresentazioni scarne, crude e desolanti. Hitler vive, anche pittoricamente, in un autistico isolamento, che non concede il minimo confronto con gli altri e che lo caratterizerà in futuro.
Affascinato dalla pittura e, ancor maggiormente, dall’architettura, pur dedicatosi interamente agli impegni politici prima e militari poi, Hitler non smise mai di disegnare per suo piacere personale e, forse, per dimostrare a se stesso di essere anche un grande artista, dato che in cuor suo si è sempre creduto molto più di un buon pittore o un buon architetto come ci testimonia Albert Speer nelle sue memorie, nelle quali racconta di come Hitler, un giorno, gli avesse fatto vedere un suo album pieno di schizzi, aspettandosi la sua ammirazione.
Il parere espresso da Heinrich Hoffmann, il suo fotografo personale, commentando una mostra dei suoi acquerelli del 1936, la dice lunga in proposito: "Hitler è un artista, l'architetto e il costruttore dello stato nazionalsocialista. Oggi sappiamo che non fu per caso che Adolf Hitler in altri tempi non contasse fra i numerosi allievi dell'Accademia di Vienna. Egli era destinato ad un compito più alto che diventare un buon pittore o forse un buon architetto." Il destino del mondo sarebbe forse cambiato se l'Accademia delle Belle arti di Vienna avesse aperto le porte al giovane aspirante pittore-architetto. Si stima che tra l’adolescenza e il periodo giovanile, Adolf Hitler avrebbe prodotto circa duemila opere, alle quali vanno aggiunte quelle eseguite per suo solo diletto personale, durante il periodo come "Fuehrer" della Germania nazista.

Singolare è la passione manifestata da Hitler per "Biancaneve e i sette nani", nella versione disneyana, film proibito in Germania. Il dittatore avrebbe ripreso, attraverso disegni colorati, i personaggi dei nanetti, poiché aveva apprezzato il film d’animazione di Disney (1937). L’opera, per quanto contestata – s’era inteso il fatto che la regina cattiva fosse l’immagine traslata della Germania – aveva un’anima tedesca. Era stata, infatti, tratta da una fiaba dei fratelli Grimm,i quali avevano preso ispirazione da un’antica storia, ispirata a una drammatica vicenda avvenuta in Germania nel Settecento. Diversi furono disegni e schizzi eseguiti da Hitler su ispirazione dei fil di Disney, naturalmente in assoluta segretezza.  
(Notizie storico collezionistiche tratte dal sito "Stilearte.it", quotidiano online di cultura e arte)  
 

 7-3-2019