Italia (1919-1939)
RARISSIMO DISTINTIVO ORIGINALE "ARDITI DEL POPOLO" 1921 MARCATO "CASTELLI" MILANO  
Prezzo: Euro 600,00 - cod. nr. 23776
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Ormai introvabile esemplare originale del distintivo prodotto dalla ditta Castelli di Milano nel 1921 per gli "Arditi del popolo". Il distintivo realizzato in metallo bianco con smalti neri e rossi, in condizioni perfette di conservazione, misura 20 mm di diametro. Sul retro è applicato un piedino da giacca sul quale è ancora leggibile il marchio del fabbricante " Castelli".
Non tutti i componenti dei Reparti d'Assalto della grande guerra aderirono al Fascismo nascente. Una minoranza esigua si uni' alle formazioni di sinistra, dando origine agli "Arditi del Popolo" di cui questo distintivo costitui' il fregio: il teschio con il "pugnal tra i denti" ma con l'aggiunta del colore rosso nelle orbite e sul pugnale. 
In molte province, soprattutto delle regioni del nord, si costituirono delle rappresentanze locali del Corpo degli Arditi del Popolo.

Una radice della nascita degli Arditi del Popolo si trova nell'impresa di Fiume in cui furono sperimentate dai Legionari forme di democrazia libertaria. Vista anche la presenza di frange della sinistra rivoluzionaria, la stessa impresa di Fiume fu appoggiata anche da Lenin, che vedeva in D'Annunzio un possibile capo rivoluzionario.
In quella fase, d'altra parte, D'Annunzio era influenzato dalle idee di Alceste De Ambris, sindacalista rivoluzionario, e legato da rapporto di amicizia con D'Annunzio, fermo restando che quest'ultimo aveva anche proprie idee di indirizzo egualitario.

Dopo la prima guerra mondiale gli Arditi affluirono nell'Associazione Arditi d'Italia, fondata dal capitano Mario Carli.
Gli Arditi del Popolo nacquero nell'estate del 1921 dalla sezione romana degli Arditi d'Italia. Loro fondatore è stato Argo Secondari, pluridecorato tenente delle fiamme nere (Arditi che provenivano dalla fanteria). Secondari era di tendenze anarchiche, come l'ardito Gino Lucetti, responsabile di un attentato contro Benito Mussolini.

A Parma la locale sezione degli Arditi del Popolo, pubblicò uno Statuto il cui primo articolo recitava: "E' costituito in Parma e Provincia il Corpo degli Arditi del Popolo con lo scopo di difendere con ogni mezzo i lavoratori del braccio e del pensiero dalle violenze nemiche e da ogni sorta di sopraffazioni."  
A Livorno gli "Arditi del Popolo" nacquero ufficialmente il 7 giugno 1921, comandati dal socialista Dante Quaglierini. Secondo il prefetto dell'epoca a Livorno vi erano 800 Arditi del Popolo divisi in 5 squadre. Le prime quattro erano organizzate dai partiti antifascisti: 200 erano comunisti, 100 erano socialisti, 90 erano anarchici, 110 erano repubblicani. Un'ultima squadra di circa 300 elementi, aveva lo scopo e l'impegno di non permettere il passaggio di fascisti dalle principali vie di accesso al centro città. Livorno fu uno dei principali centri di tale movimento e su diesso fu in gran parte incentrata la resistenza al fascismo, trovando terreno fertile nella sua tradizione anarco-sindacalista. La base del loro consenso si allargava infatti oltre i lavoratori industriali , fino ad includere artigiani e settori della piccola borghesia.

La consistenza di queste formazioni viene - secondo alcuni studi - fatta ammontare a circa 20.000 uomini. Altre stime fanno salire a 50.000 uomini la loro consistenza considerando insieme iscritti, simpatizzanti e partecipanti alle azioni.
 

4-5-2019