Italia (R.S.I.)
ESEMPLARE ORIGINALE DEL FAMOSO MANIFESTO "25 LUGLIO " DISEGNATO DA BOCCASILE PER LA R.S.I. NEL 1944
Prezzo: Euro 800,00 - cod. nr. 23385
In order to translate from Italian, please, choose your preferred language from the Google Translator Menu at the bottom.
Gino Boccasile

Bellissimo e raro manifesto originale stampato a cura del Nucleo Propaganda della Repubblica Sociale Italiana nel luglio del 1944 e disegnato da Gino Boccasile senza dubbio il più famoso tra gli artisti impiegati a fini di propaganda durante il periodo della seconda guerra mondiale.
Con lo scoppio del conflitto, complice il Ministero della Guerra che lo designa grafico propagandista, la sua opera si orienta verso la propaganda bellica: tocca a Gino Boccasile disegnare i nostri combattenti, le nostre armi, le gesta dei soldati.
A Milano, dopo l'8 settembre 1943, Boccasile aderisce alla R.S.I. ed ottiene un incarico presso il Nucleo Propaganda. Sembra che sia lo stesso Mussolini a volerlo al suo fianco negli anni della Repubblica Sociale Italiana. Viene nominato tenente delle SS Italiane e continua a produrre manifesti in uno studio protetto da militi armati.
Il Minculpop (Ministero della Cultura Popolare) della R.S.I., guidato da Mezzasoma, gestiva ideazione e produzione dei messaggi propagandistici attraverso il Nucleo Propaganda, diretto da Giorgio Almirante in qualità di Capo di Gabinetto del Ministro, che scelse di concentrare gli sforzi su manifesti e volantini mobilitando grafici, illustratori, compositori e addetti stampa.


Questo bellissimo manifesto raffigura in un disegno il tradimento perpetrato dal Re e dal Badoglio ai danni del regime fascista e quindi dell'Italia il 25 luglio 1943 con l'arresto di Mussolini. In alto la data "25 LUGLIO" che in questo caso non si riferisce tanto alla riunione del Gran Consiglio del Fascismo quanto alle sue conseguenze: un'imponente Italia turrita che si appoggia su un grande fascio littorio, viene picconata da un Badoglio a capo scoperto, senza gradi e medaglie, mentre a lato lo osserva un piccolo re caricaturale.

 

Il manifesto, che misura 70 x 100 cm., è firmato dall'autore in basso a destra ed è stato "telato" così da conservarlo, praticamente indistruttibile, per il futuro.
La telatura è un processo che ha lo scopo di proteggere e rendere più maneggevoli i poster più preziosi e delicati. Con una colla a composizione naturale - approvata dai musei - il poster è incollato su un supporto di tela di lino bianca.
Il processo è reversibile. E' quindi possibile, qualora si volesse, riportare il poster al suo stato originale.


Luigi (Gino) Boccasile nacque a Bari il 14 luglio 1901 in una famiglia della piccola borghesia commerciale. Il padre morì per il calcio di un cavallo quando aveva solo due anni. Frequentò la Scuola di arti e mestieri della sua città con l’idea di diventare ingegnere navale. A dodici anni perse un occhio per uno schizzo di calce viva e nel 1918 a diciassette anni si trasferì a Milano.
Viveva in una soffitta e si manteneva facendo lavori occasionali, soffrendo anche la fame. Cominciò a lavorare nello studio grafico Mauzan-Morzenti e conobbe Franco Aloi con cui in seguito avrebbe avviato una decisiva collaborazione di lavoro. Dopo un soggiorno in Argentina e uno intenso a Parigi, rientrò in Italia nel 1932, dove cominciò a collaborare con le riviste di moda dell’epoca e a illustrare le collane di romanzi della Mondadori.
Partecipò alla campagna del riso (1934), a quella contro la tubercolosi, e cominciò a essere notato per i suoi cartelloni pubblicitari. Nel ’36 era ormai un artista affermato e fondò l’agenzia pubblicitaria ACTA (Azienda Commerciale Tecnico Artistica) insieme a Franco Aloi. Il 1937 fu l’anno decisivo: venne contattato da Cesare Zavattini per collaborare alla nuova veste editoriale della rivista "Le Grandi Firme", creata da Pitigrilli nel 1924 e che stava attraversando un periodo di crisi. Il 22 aprile 1937 uscì il primo numero della nuova serie diretta da Zavattini e in copertina c’era la più celebre delle invenzioni di Boccasile: la Signorina Grandi Firme.
Il 6 ottobre 1938 su ordine di Mussolini, che incominciava evidentemente a risentire della rigida atmosfera prebellica che si respirava nell'alleata Germania, cessarono le pubblicazioni de "Le Grandi Firme". Con la guerra e durante tutto il periodo della R.S.I. i manifesti di Boccasile furono stampati non di rado anche sotto forma di cartoline, oggi assai ricercate dai collezionisti. In queste opere, abbandonata per forza di cose la leggiadria tipica delle figure femminili della pubblicità commerciale, introdusse un nuovo stile statuario particolarmente adatto alle grandi dimensioni dei suoi soggetti.
Alla Liberazione venne incarcerato per collaborazionismo, ma poi assolto per non aver commesso reati. Riprese la sua attività dal 1946 soprattutto con la grafica pubblicitaria. Disegna alcune cartoline per il nuovo Msi e per le associazioni degli ex combattenti, ma anche disegni erotici per un editore inglese e per l’editore francese Lisieux. Dal 1947, dopo aver avviato una sua agenzia di grafica, i suoi disegni sono presenti sui muri delle città e delle campagne con le pubblicità: Formaggino Mio, Lama Bolzano, Amaro Ramazzotti, moto Bianchi, dentifricio Chlorodont, le calzature Zenith, Riunione Adritica di Sicurtà, Yogurth Yomo, profumi Paglieri. Muore a Milano il 10 maggio 1952.

La firma di Boccasile nell'angolo basso di sinistra e il piccolo strappo che lascia intravedere la tela di lino utilizzata per la "telatura" del manifesto
 
   

14-1-2017