Germania (1919-1945)
"KAMPFEND DURCH ITALIEN" CARTINA ORIGINALE ILLUSTRATA DELLA RITIRATA DELLA 29. PANZER-GRENADIERDIVISION DALLA SICILIA A RIMINI OTTOBRE 1944
Prezzo: Euro 200,00 - cod. nr. 15135
La firma  dell'autore

Questa rarissima cartina è stata disegnata e illustrata da un membro della 29.Panzergrenadier Division che l'ha firmata e datata 1944.
L'illustratore, il cui nome sembre essere Ozleser, era sicuramente un soldato della divisione e, con l'approvazione del nuovo comandante, il Generalmajor Fritz Polack, ha disegnato questa cartina quando si trovava a Rimini dal 16 settembre al 13 ottobre 1944.
La cartina porta, infatti, stampata in basso a sinistra la frase "Herausgegeben von der Einheit" seguita dal numero 00 106 che significa "Pubblicato dall'Unità".


Fin dall'11 febbraio 1943 Adolf Hitler ordinò, nel quadro del programma  di rinascita delle unità della 6. Armee perse a Stalingrado, la ricostituzione della 29. motorizzata. La nuova formazione venne riattivata ufficialmente il 1º marzo 1943 nella Francia meridionale utilizzando i complementi della 345. Ersatz Panzergrenadier-Division e circa 4.000 veterani superstiti della vecchia formazione. La divisione venne ridenominata 29.Panzergrenadier-Division il 23 giugno 194  e posta agli ordini dell'Heeresgruppe D
La nuova formazione venne trasferita nell'estate 1943 in Italia , dopo lo sbarco in Sicilia il 10 luglio degli alleati, il 18 luglio fu trasferita sull'isola. Ebbe il battesimo del fuoco il 23 luglio ad est di Termini Imerese, scontrandosi con la 45th Division statunitense.  La divisione ripiegò con ordine verso lo stretto di Messina e venne evacuata con successo insieme alle altre forze tedesche entro il 17 agosto.


Venne quindi assegnata al LXXVI Panzer-Korps e trattenuta in Calabria a contrastare l'avanzata dell'VIII armata britannica. Lo sbarco a Salerno della V Armata costrinse la divisione ad accelerare la ritirata verso la Campania per accorrere verso le zone degli sbarchi. Impegnata nel settore di Altavilla contro la testa di ponte alleata, la 29. Panzergrenadier, raggiunse, insieme alle altre unità mobili tedesche concentrate a Salerno, alcuni successi e mise in grave difficoltà le truppe americane che rischiarono di essere sbaragliate. Dopo combattimenti molto violenti, il 16 settembre i tedeschi sospesero gli attacchi e le divisioni del generale Heinrich von Vietinghoff, tra cui la 29. Panzergrenadier, ripiegarono dietro il Volturno.
La divisione venne posta in riserva e l'11 novembre sostituì la 3. Panzergrendier-Division sul fronte del Volturno. Successivamente fu schierata a difesa di San Vittore ad est di Cassino, alle falde del Monte Sambucaro e venne ritirata dal fronte il 13 gennaio 1944, ma una settimana dopo era già impegnata sui Monti Aurunci per coprire lo sfondamento britannico sulla riva settentrionale del Garigliano.
La divisione, una volta stabilizzato il fronte del Garigliano, fu interamente trasferita nel settore occidentale della testa di ponte, e prese parte ai duri e prolungati combattimenti. I panzergrenadier della 29. combatterono con successo nel contrattacco di Aprilia del 9 febbraio e soprattutto costituirono uno delle formazioni di punta della grande offensiva del 17 e 18 febbraio 1944 che inizialmente sfondò le linee alleate. I tedeschi arrivarono fino a cinque chilometri dal mare, ma l'intervento dell'artiglieria e dell'aviazione alleata inflisse pesanti perdite e il 19 febbraio un contrattacco anglo-americano fermò la 29. Panzergrenadier e le altre unità tedesche che uscirono molto indebolite e furono moralmente provate dal sanguinoso fallimento finale ad Anzio.


Nonostante le forti perdite, alla vigilia dell'operazione Diadem, l'offensiva alleata di primavera che avrebbe finalmente sfondato la Linea Gustav e condotto alla liberazione di Roma, la 29. Panzergrenadier era considerata ancora pienamente efficiente; secondo la valutazione dall'alto comando della Wehrmacht era una delle due sole divisioni tedesche schierate in Italia, insieme alla 1ª Divisione paracadutisti, "capaci di azione offensiva". Durante la grande battaglia la formazione combatté duramente per contrastare l'avanzata alleata. La divisione era stata trasferita in riserva a sud di Roma a disposizione della XIV Armata del generale Eberhard von Mackensen, ma dopo i primi successi alleati, il feldmaresciallo Kesselring decise di riportarla in azione fin dal 19 maggio 1944 nel settore a ovest del fiume Garigliano per appoggiare la X Armata del generale Heinrich von Vietinghoff in difficoltà dopo lo sfondamento della linea Gustav.  I reparti della 29. Panzergrenadier cercarono di contrastare senza successo l'avanzata degli americani lungo il settore costiero verso Formia e Terracina; i veterani tedeschi dovettero abbandonare Terracina il 25 maggio 1944 di fronte all'avanzata di una divisione americana lungo la costa tirrenica.

Nella fase successiva della battaglia per Roma la 29. Panzergrenadier venne trasferita più a nord e si batté strenuamente e con abilità contro le preponderanti forze nemiche che attaccavano in direzione di Valmontone; i due reggimenti di panzergrenadier rallentarono l'avanzata da est del corpo di spedizione francese e da sud di tre divisioni americane. Dopo la ritirata da Roma, dal 7 giugno la divisione fu assegnata di nuovo alla XIV Armata e ripiegò ordinatamente verso nord; nei mesi estivi impegnò continue azioni di retroguardia durante la ritirata verso la Linea Gotica, la divisione combatté a Orvieto, Siena, Certaldo e Firenze prima di essere trasferita sul fronte Adriatico. Nel periodo successivo il corpo opera in Romagna ed in Emilia nella zona di Lugo, Alfonsine, Imola, Medicina, Massa Lombarda. A settembre il comando è a Sant’Arcangelo di Romagna.

Nel gennaio 1945 la divisione venne finalmente ritirata dalla prima linea e trasferita a nord di Bologna per un periodo di riposo e riorganizzazione; il 5 marzo i reparti invece entrarono in azione a Castel d'Aiano a sud di Modena prima di ritornare in riserva dell'Heeresgruppe C a nord del Po. Il 4 aprile la divisione ritornò a sud del fiume e venne impegnata verso Argenta quando gli alleati puntarono su quella posizione strategica, riuscendo a tenere testa al nemico con alcuni battaglioni, prima di essere respinta a nord del Po nel settore a est di Ferrara. Nelle ultime settimane di guerra i resti della 29. Panzergrenadier attraversarono l'Adige a Sermide, dirigendosi verso Rovigo, Padova, Vicenza, Cittadella, Marostica e Bassano. Quindi, passando per Este e Limena, raggiunsero il 29 aprile 1945 Feltre dove cedettero le armi in conseguenza della resa generale delle truppe tedesche in Italia operativa dalle ore 14.00 del 2 maggio 1945.

Tutte queste tappe sono state illustrate dall'autore della cartina utilizzando i monumenti italiani delle diverse località toccate.
  

 
   
 

 16-1-2009