Italia dopo il 1945
FERMACARTE "CAVALLINO RAMPANTE" DEL 4° STORMO
Prezzo: Euro 150,00 - cod. nr. 23262
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Bellissimo fermacarte in peltro rappresentante il cavallino rampante del  4° STORMO CACCIA, il reparto più noto e prestigioso della nostra Aeronautica. Questo esemplare, destinato come omaggio agli ospiti illustri dello Stormo, riporta sulla base oltre la scritta  4° STORMO anche la corona ducale ed il nodo Savoia poichè, come ben noto, il Reparto è intitolato al Duca Amedeo di Savoia-Aosta, generale dell'Aeronautica, ultimo difensore dell'Amba-Alagi, deceduto in prigione di guerra in Kenia. Il cavallino ha un'altezza di circa 15 cm.


Secondo il rituale bellico-cavalleresco del tempo, la quinta vittoria consentiva al pilota da caccia di assumere la qualifica di asso, ed era usanza che, a ricordo dell'avvenimento, venisse adottata come insegna quella dell'ultimo nemico abbattuto.
Fu così che Francesco Baracca scelse il cavallino, emblema di uno sconosciuto pilota nemico, probabilmente originario di Stoccarda nel cui stemma è presente il cavallino. Sul colore esatto del cavallino di Baracca esiste un piccolo mistero. Sembra infatti accertato che il colore originario del cavallino fosse il rosso, tratto per inversione dallo stemma del 2º Reggimento "Piemonte Reale Cavalleria" di cui l'asso romagnolo faceva parte, e che il più famoso colore nero fu invece adottato in segno di lutto dai suoi compagni di squadriglia solo dopo la morte di Baracca.


Il 4° Stormo nacque  a Campoformido nel 1931, con il IX Gruppo (73^ - 96^ - 97^ Squadriglia già del 1° Stormo) ed il X Gruppo (84^ - 90^ e 91^ Squadriglia): entrambi i Gruppi erano equipaggiati con Fiat CR20 e CR20 "Asso".
Nell’ottobre dello stesso anno, dopo le manovre estive che avevano visti coinvolti sia il 1° che il 4° Stormo insieme ad altri Reparti di volo della Regia Aeronautica, venne deciso per ragioni di praticità operativa di trasferire lo Stormo in quello che allora si chiamava aeroporto di Merna (dalla vicina cittadina di lingua e tradizione slovena) e che era l’aeroporto di Gorizia, a due passi dalla città. Ebbe inizio quindi l’attività di volo con intenso addestramento dei piloti. 
Nel 1933 assunse il Comando del 4° Stormo SAR Amedeo di Savoia duca d’Aosta che diede allo Stormo una impronta che ancora oggi contraddistingue chiunque appartenga a questo Reparto di volo.

Nel 1936 intanto la Spagna era colpita dalla guerra e molti piloti del 4° Stormo, sotto nomi di fantasia, si offrirono volontari per dare una mano alle forze nazionaliste di Franco.

Allo scoppio del 2° conflitto mondiale, il X Gruppo su CR32 è schierato nell’aeroporto di Tobruk mentre il IX rimane nella sua sede di Gorizia: il X Gruppo pagherà in sangue e sacrifici i primi sei mesi di guerra, tanto che la Bandiera di combattimento sarà decorata della Medaglia d’Argento al valor militare. Nel novembre del 1941 il IX Gruppo si trasferiva in Africa settentrionale, sulla base di Martuba vicino a Tripoli, dove poteva operare fino agli inizi del 1942 quando il sopraggiungere delle forze corazzate inglesi suggeriva il suo spostamento nelle varie basi africane fino al ripiegamento nell’aeroporto di Castelvetrano in Sicilia. Allo Stormo giunse l’ordine di spostamento ancora una volta in Africa settentrionale in appoggio alle forze italo-tedesche nel maggio dell’anno successivo, sempre con destinazione Martuba ed iniziava subito le operazioni, spostandosi successivamente sulle basi di Sidi el-Barrani e di Fuka: un largo tributo di sangue e di sacrifici attendeva gli uomini del 4° Stormo che perdeva fra gli altri il maggiore pilota Larsimont Pergameni comandante del IX Gruppo.

Gli Alleati ormai dilagavano con largo impiego di mezzi, annientando nell’epica battaglia di El Alamein le migliori unità italiane come la "Trieste" e la "Folgore" ed il 4° doveva ripiegare nuovamente sulla base di Fuka e più tardi di Castel Benito, qui era raggiunto dall’ordine di rientrare in Italia con il X Gruppo mentre il IX Gruppo sarebbe rientrato ai primi del 1943: entrambi i Gruppi furono poi raccolti ad Udine, nell’aeroporto di Campoformido, per la riorganizzazione con i Macchi 202 ed il passaggio sui nuovi Macchi 205.

Dal marzo 1943 al luglio dello stesso anno sia il IX che il X Gruppo, con le varie Squadriglie, erano assegnati a diverse sedi: aeroporto di Bresso per la difesa di Milano, nell’aeroporto di Ciampino per la difesa di Roma, a Catania – su strisce di fortuna – per contrastare lo sbarco degli Alleati.

Giungeva così la tragica data dell’armistizio dell’ 8 settembre 1943, a quella data il 4° Stormo si trovava dislocato a Gioia del Colle con il IX Gruppo ed a Castrovillari il X, al comando rispettivamente del cap. pilota Luigi Mariotti e del magg. pilota Roberto Fassi.

Seguendo le indicazioni del gen. Ranza nei giorni successivi, dopo alcuni spostamenti, il IX Gruppo con la 73^ - 96^ e 97 Squadriglia si posizionava a Brindisi ed il X Gruppo con la 84^ - 90^ e 91^ Squadriglia a Lecce.

Da queste basi iniziava la sua lotta contro il nuovo nemico e cioè le forze germaniche ed i piloti, sia pure a bordo di aerei ormai quasi inservibili, con azioni in particolare sul territorio jugoslavo.

Nel giugno 1944 per ordine delle autorità alleate lo Stormo era riequipaggiato con un centinaio di velivoli Aircobra P.39 e destinato al campo d’aviazione di Campo Vesuvio, in condizioni assolutamente precarie: purtuttavia piloti e specialisti facevano il possibile per rendere operativo il Reparto sia pure a prezzo di sacrifici e perdita di vite umane per vari incidenti di volo occorsi con un velivolo già di per sé difficile e non certamente in ottime condizioni di volo.

L’attività proseguiva incessante nei mesi successivi con missioni in particolare rivolte sempre al territorio jugoslavo fino al termine del conflitto, che trovava il 4° Stormo provato nelle macchine e negli uomini ma sempre con spirito indomito.
( a cura di Carlo d'Agostino )

Francesco Baracca in posa davanti al suo SPAD S.XIII con dipinto l'emblema del cavallino rampante
 
 



29-11-2018