Italia (1919-1939)
BELLISSIMA FOTO DI GABRIELE D'ANNUNZIO CON CORNICE D'EPOCA E DEDICA AL COMPOSITORE GABRIELE BIANCHI DEL 1926
Prezzo: Euro 800,00 - cod. nr. 23283
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Questa bellissima foto ritrae  il volto di Gabriele D'Annunzio che indossa  l'uniforme da ufficiale di cavalleria dei Lanceri di Novara e misura 110 x 165 mm. E' incollata su un doppio cartoncino con il più grande che misura 170 x 245 mm e fa da passpartout. 
Quello che la rende unica è la dedica vergata di suo pugno da Gabriele D'Annunzio che recita: "Al fulmineo Gabriele Bianchi il fulminante Gabriele D'Annunzio" con sul lato destro la data"27.VI.1926".
Il destinatario della dedica era il giovane compositore Gabriele Bianchi, assai apprezzato da D'Annunzio che spesso lo aveva ospite al Vittoriale dato che amava circondarsi di artisti e musicisti famosi o giovani destinati al successo. La foto è inserita in una bella cornice dorata d'epoca che l'ha custodita per decenni.


Gabriele Bianchi nacque a Verona il 27 luglio 1901 e morì a Mirano l’8 ottobre 1974.
Trasferitosi con la famiglia a Parma, inizia gli studi al conservatorio della città nel 1917. Nel 1921 frequenta nella stessa città la scuola di composizione di Gian Francesco Malipiero.
A quest'epoca risalgono i primi lavori (Primi canti per soprano e pianoforte, 1920 e Sonata in sol per violino e pianoforte, 1922) in cui Bianchi inizia ad accostarsi alle espressioni delle correnti italiane contemporanee ed all'uso della politonalità nella direzione intrapresa in quegli anni dallo stesso Malipiero e da Alfredo Casella. Nel 1924 ottiene la prima cattedra di esercitazioni orchestrali del conservatorio Arrigo Boito di Parma. Nel 1925 gli viene affidata la cattedra di armonia, contrappunto e fuga e di storia della musica dell'allora liceo musicale (ora conservatorio) Benedetto Marcello di Venezia, città nella quale Bianchi si trasferisce. E' proprio in questo periodo che si sviluppa la sua frequentazione con Gabriele D'Annunzio. Bianchi fu protagonista del nuovo linguaggio del Novecento con Casella e Malipiero, partecipando ad importanti momenti musicali patrocinati anche da Gabriele D’Annunzio. Dal 1935 in poi la fortuna di Bianchi segue alterne vicende date dal progressivo mutare del gusto e dell'estetica nel clima musicale di quegli anni, passando dalla relativa libertà che si respira nel 1935, al clima del 1937 dominato dal nazionalismo. Le conseguenze del clima di quegli anni segnano una svolta nello stile di Bianchi e una battuta d'arresto nelle esecuzioni pubbliche fino al 1953, ad eccezione del Concerto in sol per violino e orchestra del 1935. Negli anni del secondo conflitto mondiale, Bianchi si dedica a composizioni di carattere cameristico. Al termine del conflitto, Bianchi si dedica ad altre forme come quella concertistica (Concerto per flauto e orchestra del 1953, Una strada per il mondo del 1954). Dal 1955 al 1960 è direttore del conservatorio di Trieste, poi passa alla direzione del conservatorio di Venezia per un decennio.Nell'ultimo periodo della sua vita artistica, Bianchi si rivolge ancora al teatro con il "mimodramma" in un atto La Falena (1963) e nel 1964 (anno in cui sposa la pianista Emilia Merli) Saga lunare per grande orchestra e coro. Gli ultimi anni lo vedono al lavoro per composizioni cameristiche (Le sere così lente, 1972, per flauto solista, pianoforte, voce recitante e danzatrice), opere sacre (Salmo 150, 1972 per coro e orchestra) e la pantomima musicale La Boutique Amoreuse (1973).

 
   

12-5-2018