Italia (1919-1939)
ECCEZIONALE POSTER METALLICO CON IL DISCORSO DI MUSSOLINI A CAGLIARI DELL' 8 GIUGNO 1935
Prezzo: Euro 500,00 - cod. nr. 21939
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La copertina settimanale della Domenica del Corriere del 23 giugno 1935, disegnata da Achille Beltrame, documenta la visita di Mussolini a Cagliari nel 1935 in occasione della partenza dei soldati per la guerra in Africa.  Sebbene non si tratti di una fotografia raffigura Mussolini che parla su un palco allestito in Via Roma difronte al largo Carlo Felice. Gli alberi sono quelli dei giardini della stazione che si scorge sulla destra del disegno.
Nel 1934 si crearono i presupposti per lo scoppio delle ostilità tra l'Italia fascista e l'impero Etiopico del negus Hailé Selassié. Verso la metà di quell'anno alcune bande armate guidate da ras locali sconfinarono in Eritrea attaccando alcuni presidi italiani. Gli atti di ostilità che portarono al conflitto furono gli incidenti di Gondar e di Ual Ual.
Il 4 novembre 1934 il consolato italiano di Gondar fu attaccato da gruppi armati etiopici che causarono la morte di numerosi ascari eritrei e il 5 dicembre 1934 la postazione italiana di Ual Ual, presidiata da 200 militari, venne sottoposta all'attacco di 1.500 soldati abissini che causò 80 vittime tra i difensori italiani. Quest'ultimo episodio divenne il casus belli.

Mussolini
chiese delle scuse ufficiali e il pagamento di un'indennità per le famiglie degli uccisi da parte del governo etiope, conformemente a quanto stabilito nell'accordo del 1928. Il negus Selassié, avendone la possibilità in virtù del medesimo trattato, decise invece di rimettersi, tra le riserve italiane, alla Società delle Nazioni (2 gennaio 1935).
Ciò provocò la cosiddetta crisi abissina all'interno della Società delle Nazioni che, per far luce sulla vicenda, si impegnò in un arbitrato tra le parti, temporeggiando. Tuttavia i rapporti italo-etiopi erano irrimediabilmente compromessi e le truppe italiane iniziarono a mobilitarsi in previsione di un prossimo conflitto che peraltro era da tempo nei piani del Duce che aspirava alla creazione di un Impero coloniale.

Nella prima decade di giugno si era scatenata, in modo inatteso, una vivace campagna della stampa britannica contro la possibilità di un'azione italiana nell'Africa Orientale: i giornalisti inglesi, dimentichi della storia coloniale del loro paese, accusarono l'Italia di voler sopraffare e aggredire, senza tener conto delle aggressioni subite.
La mattina dell'8 giugno, Mussolini andò improvvisamente in volo a Cagliari, ove la sua visita era attesa da ben dodici anni. Partì da Bracciano alle 6.40' e giunse a Cagliari verso le 8.30'. Dinanzi a lui, fra un delirio di folla acclamante, sfilavano le truppe della Legione «Sabauda», in partenza per l'Africa Orientale e quelle del Presidio di Cagliari.
il Duce rivolse ai fanti, alle camicie nere, al popolo sardo un breve discorso che suscitò come sempre vivissimo entusiasmo nei presenti ma che in realtà era una sintetica e incisiva risposta alle polemiche inglesi. Come sempre, il Duce parlava — non soltanto al popolo di Sardegna — ma a tutta l'Italia e al mondo.
Questo fu, infatti, l'inizio del suo discorso:
"Camicie Nere di Cagliari!
 Voi avete assistito ad una superba manifestazione di forza e di disciplina in tutto degna dell'eroica e guerriera stirpe di Sardegna.  
Le truppe della «Sabauda» hanno nel loro nome la migliore parola d'ordine. Abbiamo dei vecchi e dei nuovi conti da regolare: li regoleremo.
Non terremo nessun conto di quello che si possa dire oltre frontiera, perché giudici dei nostri interessi, garanti del nostro avvenire siamo noi, soltanto noi, esclusivamente noi e nessun altro."


Il testo del suo discorso fu divulgato non solo in Italia ma in tutto il mondo, stampato sui quotidiani e sui settimanali più importanti e proiettato nei cinema con il filmato originale della sua visita inaspettata in Sardegna.
Venne anche riprodotto in diverse versioni tra le quali una particolarmente adatta ad essere esposta nei luoghi pubblici, serigrafata su una leggera lastra di metallo come nel caso di questo esemplare, realizzato da una ditta bolognese dell'epoca.
Il "manifesto" misura circa 35 x 50 cm ed è ancora in eccezionali condizioni di conservazione. Su fondo color crema il discorso è stampato in caratteri neri con, vicino al titolo, una foto del Duce che saluta romanamente. La finta cornice serigrafata presenta un'aquila romana in alto e due lunghi fasci littorio ai lati. Sicuramente uno dei pochi esemplari sopravvissuti alle vicende storiche di quel periodo e giunto ai nostri giorni pressocchè intatto..
 

 3-3-2017