Italia (1919-1939)
RARA FASCIA COLONIALE A RIGHE GIALLE E ROSSE DEL XIII BATTAGLIONE ERITREO
Prezzo: Euro 300,00 - cod. nr. 20663
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Una cartolina commemorativa del XIII Battaglione Eritreo
Bellissima fascia originale a righe gialle e rosse XIII Battaglione Eritreo.
Le truppe coloniali italiane erano composte da indigeni provenienti da varie regioni dei territori africani sotto il nostro controllo e anche provenienti da oltre confine ( sudanesi, yemeniti, ecc. ). Non indossavano una vera e propria uniforme ma avevano come distintivo una fascia avvolta intorno alla vita. La sua funzione primaria era essenzialmente pratica: proteggere il ventre dai forti sbalzi di temperatura, tipici delle regioni africane fra il giorno e la notte. Indossata dai militari la fascia acquisì subito anche la funzione di consentire l'immediato riconoscimento del reparto o servizio di chi la indossava. Il regolamento prescriveva che la fascia dovesse essere prodotta in "lana secca" per tutti i tipi di fasce. Generalmente erano però tessute in lana, benchè la qualità variasse a seconda dei periodi. Nel caso di più colori, sulla tessitura nel colore di base veniva ritessuto sopra l'altro colore. Venivano prodotte sia in Africa che in Italia dove, negli anni Trenta, uno dei maggiori fornitori era la ditta Ve.De.Me. di Milano. Le fasce tradizionali dovevano avere una lunghezza di circa 230 mm e un'altezza di 40 mm. come questo esemplare.

Il XIII Battaglione Eritreo Misto fu uno dei principali protagonisti delle campagne militari in Cirenaica, per quasi un ventennio. Il XIII Battaglione, denominato anche “Roma”, portò i colori giallo-rosso a righe verticali dalla costituzione fino al 1935.
Formatosi in Adi Ugri nel maggio 1914 con Ascari etiopici, il XIII Battaglione Indigeni venne inviato in Cirenaica, dove la prima Compagnia sbarcata venne immediatamente inquadrata nella colonna Cantore, destinata ad operare nella regione a sud di Bengasi.
Completata l’organizzazione del reparto, anche il resto del Battaglione venne inviato in Cirenaica, dove prese parte ad alcune delle ultime operazioni prima dello sgombero dei presidi dell’interno, combattendo il 16 marzo 1915 a Sidi el Homri.
Portatosi di presidio a Derna, nel luglio 1915 il Battaglione fece rientro in Eritrea per tornare quindi in via permanente in Libia: pochi mesi dopo infatti sbarcò in Cirenaica per essere da qui trasferito in Tripolitania nell’estate del 1916, in rinforzo alle truppe di quella colonia a seguito dell’allontanamento di quasi tutti i reparti libici.
Nel gennaio 1917 il Battaglione, inquadrato nella colonna Latini, partecipò ad una operazione nella zona di Zuara, per poi prendere parte, con la colonna Cassinis, alle operazioni nella Tripolitania occidentale culminate nell’occupazione di Agelat (5 aprile 1917). Rientrata a Tripoli in agosto, la colonna ne ripartì ai primi di settembre riportandosi ancora ad Agelat, e scontrandosi con i ribelli a Mesciasta e Fonduk Ben Gascir (10 e 20 settembre).
All’inizio del 1919 il Battaglione si trovò impegnato in altre azioni contro i ribelli, e in particolare a Mesciasta (2 gennaio) e a Uled ben Mariam e Gargusa con la colonna Mezzetti (8-10 febbraio).
Nel corso del 1920, mentre nessuna operazione militare veniva intrapresa in Libia, il Battaglione fece rientro in Cirenaica, insediandosi a Marsa Susa, dove venne adibito a lavori stradali e, a far data dal 2 maggio 1921, mutò ufficialmente la propria denominazione in “XIII Battaglione Misto”.
Il 21 febbraio 1922 il Battaglione prese imbarco per portarsi a Tripoli, dove rimase fino alla metà di aprile per prendere poi parte, nel mese seguente, alle operazioni della Tripolitania occidentale con le colonne Pizzari, Graziani e Couture; alla fine di maggio rientrò infine alla sua sede di Marsa Susa.
Partecipò alla ripresa delle operazioni in Cirenaica nell’estate 1923, scontrandosi con i ribelli il 20 luglio a Bir bu Garbaha, per poi trasferirsi a Soluk, con Compagnie distaccate a Sceleidima, Tobruk e Gubba. Nel giugno 1924 il Battaglione si concentrò a Merg, dove venne inquadrato nella colonna Fiorineschi per operazioni nella zona, terminate le quali il Battaglione si portò, all’inizio di novembre, a Cirene.
Facendo base a Cirene, durante l’intero anno 1925 il Battaglione prese parte a numerose azioni contro i “Duar” ribelli delle genti Braasa, Abid e Hasa, in concorso con altri reparti o inquadrato in colonne, partecipando a diversi scontri, tra cui quelli di Gsur el Megiahir (14-15 aprile), Uadi el Mehaggia (11 luglio), Uadi el Kuf (6 agosto), Uadi el Mehaggia (25 settembre). Anche nel 1926 proseguì l’impegno militare del Battaglione, con altre ricognizioni anche nella zona di Cirene e del non lontano Uadi el Kuf, nei cui intricati valloni le formazioni dissidenti trovavano rifugio, tanto che i rastrellamenti in quella zona proseguirono poi nel 1927, in una campagna estiva che vide coinvolto, con la colonna Spernazzati, anche il XIII Battaglione. In questo ciclo operativo il reparto mosse dapprima (18-20 luglio) nel territorio dei Faièd, alla ricerca di un gruppo ribelle ivi segnalato, poi nei valloni del Kuf (26 luglio-1º agosto), dove si scontrò con il nemico a Gergerumma (30 luglio), e infine nella Gesscia (Ras Giuliaz) contro il “Dor” ribelle degli Hasa-Abeidat (4-5 settembre).
Alla fine del 1927 il Battaglione iniziò i preparativi per le imminenti operazioni del 29º Parallelo, per il ricongiungimento territoriale delle due colonie di Tripolitania e Cirenaica, e venne inquadrato nella colonna Maletti, in formazione ad El Agheila e destinata a cooperare con un Gruppo Mobile proveniente dalla Tripolitania. La colonna iniziò il movimento verso ovest l’8 gennaio 1928, giungendo a Merduma l’11 per poi proseguire alleggerita all’inseguimento del nemico in ritirata nell’interno, e rientrare infine a El Agheila pochi giorni dopo. Il mese seguente, due Compagnie del Battaglione vennero assegnate alla colonna Mezzetti, che il 24 febbraio occupò l’oasi di Augila. Altri scontri si svolsero nelle operazioni di rastrellamento dei mesi seguenti, e il 27 maggio, a Sidi Hameida, il Battaglione perse anche un Ufficiale.
All’inizio del 1929 una Compagnia del Battaglione venne assegnata al Gruppo delle Oasi del Ten. Colonnello Maletti, per una azione contro un gruppo ribelle che il 20 gennaio venne raggiunto a nord di Gialo e battuto in un combattimento a Gara Teslemet.
Le operazioni si rispostarono quindi sul Gebel, dove perdurava la resistenza senussita, e il Battaglione si trovò impegnato in rastrellamenti con diverse colonne o Gruppi Mobili, scontrandosi con il nemico a El Magher il 13 marzo 1929, a Bir bu Saltem (Bosco di Sceneiscen) il 16 novembre, a Bir el Dei l’8 gennaio 1930, all’Uadi Mahaggia il 28 gennaio, e presso Gerdes Gerrari in agosto.
Trasferitosi di sede a Tobruk, il 19 dicembre 1931 un reparto del Battaglione sostenne uno degli ultimi scontri della campagna di rioccupazione, circondando ed eliminando un nucleo di ribelli, capeggiati dal successore di Omar el Muchtar, a Sghifet Hafellaz, sulla costa a nord di Porto Bardia.
Rimasto negli anni seguenti di guarnigione a Tobruk, nella primavera del 1935 il Battaglione fu trasferito in Somalia, assumendo la denominazione di XLI Battaglione Eritreo, e venendo contestualmente ricostituito in Eritrea come XIII Battaglione Indigeni.
( Notizie storiche a cura di Gabriele Zorzetto )
 
 
 

26-1-2017