Italia R.S.I.
BELLISSIME MOSTRINE ( FIAMME ) DEL GRUPPO SQUADRONI CORAZZATO "SAN GIUSTO" DELLA RSI IN CORNICE
Prezzo: Euro 150,00 - cod. nr. 21861
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Bellissima coppia di mostrine regolamentari a tre punte, inserite in una cornice d'epoca che le ha perfettamente conservate, per l'uniforme da cavalleria dell’Esercito Nazionale Repubblicano (E.N.R.) della Repubblica Sociale Italiana, realizzate, come previsto testualmente dall’ Istruzione Provvisoria sull’Uniforme dell’Esercito Nazionale Repubblicano (1° Settembre 1944) in “panno o tessuto di lana leggero di colore bianco e sottopannatura in panno bianco " .
Sulle mostrine è applicato il gladio repubblicano come previsto dal regolamento che così recitava:
"I gladi con corona di foglie di quercia applicati al bavero della giubba o del soprabito costituiscono il segno caratteristico della divisa militare delle FF.AA. Essi indicano che la persona che li porta è soggetta alla giurisdizione militare."
Una immagine di tale fiamma a tre punte è, inoltre, visibile nell’edizione provvisoria di “Mostreggiature e Distintivi di Grado”, redatto dal Ministero delle Forze Armate a complemento della predetta Istruzione Provvisoria. Le mostreggiature erano divise in due categorie secondo le caratteristiche delle unità che le indossavano: per tutte le forze combattenti le mostrine dovevano essere delle fiamme a tre punte, mentre per le unità appartenenti ai servizi dovevano essere ad una sola punta.

Queste bellissime fiamme appartenevano ad un ufficiale del  Gruppo Squadroni Corazzato "San Giusto" costituitosi a Spalato nel settembre del 1943 dopo l'armistizio.
Il capitano Tonegutti, comandante del primo Squadrone Carri L della divisione "Celere", di stanza a Spalato, non accettando l'armistizio iniziò a muovere verso la parte settentrionale dell'Istria con altri militari del Gruppo Squadroni ed alcuni carri.
Dopo aver partecipato alla difesa di Fiume con una decina di carri L, lo Squadrone si dislocò a Mariano del Friuli in provincia di Gorizia dove vennero recuperati e riadattati diversi mezzi corazzati, fino a raggiungere una forza tale da trasformare lo Squadrone in "Gruppo Squadroni Corazzati San Giusto" (su 3 squadroni) nella prima metà del 1944. Da qui operò incessantemente in difesa delle linee di comunicazione, scortando le autocolonne e proteggendo i presidi della zona dagli attacchi dei partigiani titini. I 16 L3 erano inquadrati nello Squadrone Carri Leggeri, che fu definitivamente dislocato a Corona, frazione di Mariano.
Alla fine del 1944 i carri leggeri superstiti erano ancora una dozzina, mentre negli ultimi giorni di guerra, in seguito ai numerosi scontri sostenuti con i partigiani della zona, il numero si ridusse drasticamente ad 8, di cui solo 4 efficienti. Il “San Giusto” fu travolto dagli eventi del 25 aprile e si sciolse alla fine del mese; alcuni suoi L3 furono poi impiegati da partigiani italiani il 28 aprile in un fallito tentativo di attacco alla guarnigione tedesca di Cividale. Il Gruppo si sciolse a Mariano tra il 27 ed il 28 aprile 1945.

Tavole dell'Istruzione Provvisoria sull'Uniforme dell'Esercito Nazionale Repubblicano del 1944
 
   
 

 2-4-2015