Italia (1919-1939)
"LA FRANA DEL SAN MATTEO" DI PAOLO CACCIA DOMINIONI NELLE 12 SPLENDIDE TAVOLE NUMERATE E FIRMATE DA FERENC PINTER
Prezzo: Euro 400,00 - cod. nr. 23031
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La tavola che più di ogni altra rappresenta il senso del libro raffigurando le parole dell'autore che descrive il forte San Matteo: "un rudere basso sul mare, sormontato da un osservatorio di legno a traliccio con l'albero dei segnali e il tricolore".
La copertina del libro di Paolo Caccia Dominioni, illustrato da Ferenc Pinter con le sue bellissime 12 tavole a colori
Ferenc Pinter ritratto al lavoro nel suo studio
"La frana del San Matteo" è un famoso racconto scritto da Paolo Caccia Dominioni, che si svolge in Africa, sulle coste del Mar Rosso, tra il 1889 e il 1890. Una vera e propra saga che si muove tra storia, cronaca e saggistica.
Ferenc Pintér, il grande illustratore italo-ungherese scomparso nel 2008, da sempre affascinato dalle vicende legate all'Africa e, soprattutto alla presenza italiana in Africa, nel 2002 fissò la sua grande creatività su 12 grandi tavole che illustravano il libro di Caccia Dominioni,. Tirate in 300 copie delle dimensioni di 48 x 34 cm, numerate e firmate dall'autore, rappresentano oggi una vera rarità collezionistica per gli amanti della nostra storia coloniale. Le 12 litografie sono accompagnate da una copia del libro al quale Ferenc Pinter si è ispirato.

Il libro narra la vicenda di un Sottotenente del 18° Reggimento Cavalleggeri di Piacenza che, nel tardo autunno dell’anno 1889, viene trasferito
da Udine, sede del Reggimento, al forte di San Matteo, sulle sponde del Mar Rosso, nel sud dell’Eritrea.
Il forte è più che altro un posto di controllo isolato, “un rudere basso sul mare, sormontato da un osservatorio di legno a traliccio con l'albero dei segnali e il tricolore".

Il Sottotenente Filiberto d’Agogna, per gli
amici “Filo”, vi incontra gli altri due personaggi attorno ai quali ruota tutta la vicenda: il Capitano di Corvetta Girolamo Gravina, della Regia Marina, Comandante del forte, ed il Furiermaggiore Ambrogio Colombo, già del 19° Reggimento Cavalleria Guide, Sottufficiale addetto al comando del forte stesso. Un pugno di Ascari eritrei completa la guarnigione, il cui compito è controllare i punti di approdo e le piste carovaniere che se ne dipartono verso l’interno, usate dai contrabbandieri di armi che riforniscono le tante bande di predoni e di ribelli che infestano il Paese.

La vicenda si impernia sulla vita di questi
uomini nella sperduta sede di servizio, sulle loro storie personali, sulle loro figure di soldati di un tempo passato, fatte di osservanza del dovere, di senso dell’onore e della dignità spinti ai limiti più alti, di allegra e scanzonata, ma ferma, determinazione di garantire l’assolvimento del compito al di là di ogni difficoltà.Si conclude la notte del 25 gennaio 1890, allorché una terribile scossa di terremoto fa crollare il rudere del forte.

Ferenc Pinter era  nato ad Alassio nel 1931 da madre fiorentina e padre ungherese. Nel 1940 si trasferisce per motivi familiari a Budapest. Dopo aver frequentato la Scuola d'Arte Media Superiore, nel 1950 inizia la sua attività in un atelier grafico statale dove realizza composizioni figurative stlizzate su grandi superfici. Non fu ammesso all'Accademia di Belle Arti di Budapest per aver dimostrato una libertà di pensiero non conforme al totalitarismo comunista di quegli anni. Assolti gli obblighi di leva, riprende l'attività nel 1953.
Collabora quindi ad una rivista della Camera di Commercio ungherese, produce grandi composizioni murali per la fiera di Budapest e cura la grafica di numerose pubblicità.

Torna in Italia nel 1956, dopo la rivoluzione e a Firenze crea per la Radiomarelli il primo importante lavoro italiano: 80 metri quadrati di pittura grafica.
Nel 1958, alla fiera di Milano, dipinge una grande parete per il Monopolio dei Tabacchi.
Nel 1959 entra alla Mondadori, come grafico illustratore, dove rimarrà per trentadue anni, disegnando copertine ed illustrazioni interne di numerosissimi libri ed affinando la sua già straordinaria sensibilità artistica. Iniziò con la collana Segretissimo, della quale dipinse le prime 14 copertine, ma è ricordato in particolare per il Commissario Maigret e i gialli di Agatha Christie; tuttavia, le tavole migliori le dipinse per la collana Oscar Mondadori.
Il suo mezzo espressivo preferito era la tempera, che usava con straordinaria maestria dando vita a scene surreali, venate di una forte componente espressionista. Durante questo lungo periodo realizza anche molti manifesti per il Teatro Eliseo di Roma e con grande passione crea poster di denuncia contro la violazione dei diritti umani.
Le copertine, le illustrazioni ed i manifesti di Ferenc Pinter, caratterizzati da un tratto essenziale ed inconfondibile per la loro fulminea efficacia, vengono pubblicati sulle più importanti riviste di settore a livello internazionale. Gli sono attribuiti numerosi premi.
Nel 2000 illustra il romanzo di A. von Chamisso "L'uomo senza ombra".
Nel 2001 dà vita alle drammatiche immagini per una ristampa del "Macbeth".
Nel 2002 esercita la sua grande creatività su queste dodici tavole per "La frana del San Matteo", di Paolo Caccia Dominioni. Sebbene colpito da una grave malattia, Pinter continuò a lavorare fino al 28 febbraio 2008, data della sua scomparsa.
E' considerato uno dei più importanti illustratori europei e non a caso il suo nome rientra nei cataloghi internazionali Graphis e Gebrauchsgraphik.
Alcune delle bellissime tavole di Ferenc Pinter, utilizzate per illustrare il libro di paolo Caccia Dominioni
 
   

 20-9-2018