Italia (1914-1918)
GIUBBA NERA DA UFFICIALE DI CAVALLERIA DEL 10° REGGIMENTO "LANCIERI DI VITTORIO EMANUELE II" 1914
Prezzo: Euro 250,00 - cod. nr. 15148
Insegne e motto araldico del Reggimento
Bellissimo giubba da uniforme nera da ufficiale di cavalleria appartenuta ad un sottotenente del 10° Reggimento "Lancieri di Vittorio Emanuele II" con una interessante storia militare alle spalle
Questo esemplare, di taglia media, porta, infatti, all'interno l'etichetta della sartoria "L.Beretta & C."
(Succursale di A.Farè & C.), con sedi a Milano, Roma, Torino e Napoli, sulla quale è scritto a matita copiativa l'anno della confezione ( 1915 ) e il nome dell'ufficiale per il quale era stata confezionato (Sottotenente Baraggiola) il cui cognome corretto era però Baragiola .
Il 3 novembre 1918 una pattuglia di Cavalleggeri di Savoia, comandata dal Tenente Baragiola entrò per prima in Udine suscitando l'ammirazione della cittadinanza e meritando la medaglia di bronzo al valor militare allo Stendardo. Evidentemente, promosso tenente, Baraggiola era passato nei ranghi del Savoia Cavalleria, forse indossando questa stessa giubba alla quale aveva cambiato il panno del colletto.
Carlo Baragiola, decorato con una medaglia di bronzo ed una di argento al valor militare, fu promosso Capitano per meriti di guerra e nella vita civile divenne deputato al Parlamento.

La giubba di campagna è di panno nero, a taglio piuttosto aderente per poterla comodamente indossare sotto lo "spencer". La sua lunghezza di circa 74 cm. è di almeno 3 cm inferiore a quella dello spencer.
Il colletto rivestito di panno giallo ha i due fori per l'inserimento delle stellette a vite qui mancanti. Può essere abbottonato con due gancetti metallici e con un bottoncino automatico nero. La bottoniera verticale è del tipo celato, composta da 6 bottoni neri a 4 fori e da un robusto gancio metallico dopo l'ultimo bottone. Sul davanti ha due alamari formati da un doppio cordone di seta nera a sezione 30104quadrata con intreccio e bottone di seta nera che prosegue dietro la schiena dove forma altri due alamari.
Le maniche sono lisce e terminano con un risvolto di seta nera a forma di gallone.

Il Reggimento venne costituito a Torino il 12 giugno 1859 con elementi esclusivamente volontari, provenienti dal Veneto e dalla Romagna e ordinato su 5 squadroni. Il suo primo comandante fu Angelo Ruvinetti.
I colori del Reggimento erano il bavero giallo e il paramano nero filettato di giallo.
Il 25 marzo 1860, con l'annessione di Toscana ed Emilia Romagna, venne incorporato nell'Armata Sarda e inserito nella specialità dei lancieri assumendo il nome di "Lancieri di Vittorio Emanuele". Il Reggimento partecipò , insieme ad altri, alla campagna contro l'esercito pontificio, arresosi infine ad Ancona, scendendo dalla Romagna verso le Marche e restando poi a presidiare le province appena liberate. Nel biennio 1887-88 partecipò alla Campagna d'Eritrea e nel 1911-12 a quella di Libia. Il 30 agosto 1900 aveva modificato la sua denominazione in "Reggimento Lancieri Vittorio Emanuele II ( 10 )" e nel 1909 era di stanza a Vicenza con due squadroni e con altri due distaccati a Cittadella e Castelfranco.
Nel corso della Grande Guerra entrò in azione nel 1915 a Cervignano del Friuli. Nel 1917 venne impiegato sull'Isonzo e sul Piave e nel 1918 partecipò attivamente alla battaglia di Monastir, meritando la Medaglia al Valore di Bronzo allo stendardo. Si distinse infine per le ricognizioni svolte sui guadi del Piave. Il 19 giugno divenne il giorno della Festa Reggimentale, anniversario del fatto d'armi di Monastir.
Il 20 maggio 1920 vennero tolte le lance dal fregio e il reparto fu trasformato in Reggimento Cavalleggeri Vittorio Emanuele II. Nel 1934 riassume la denominazione di Reggimento Lancieri Vittorio Emanuele II e nel 1935-36 venne inviato in Africa Orientale Italiana. Nel 1941 venne destinato al fronte jugoslavo e qui rimase fino al 1942 quando l'unità lasciò i cavalli e venne dotata di nuovi mezzi assumendo la denominazione di Reggimento Corazzato Vittorio Emanuele II. Nel 1943 era dislocato sul territorio nazionale, in Venezia Giulia e Lazio. Nel settembre del 1943 viene disciolto a Roma. 

 
L'etichetta della giubba
 

16-3-2018