Italia (1919-1939)
ECCEZIONALE LOTTO DI TRE DISTINTIVI DEI "MOSCHETTIERI DEL DUCE" MARCATI BOERI CON CARTA DA LETTERE DI UN FAMOSO MOSCHETTIERE
Prezzo: Euro 1250,00 - cod. nr. 23701
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Una famosa cartolina dei Moschettieri del Duce, stampata dalle Edizioni d'Arte Boeri

Lotto composto da tre rari distintivi originali creati dalla ditta Boeri di Roma per i "Moschettieri del Duce", raffiguranti un moschettiere francese del '700 con una bomba di aereo nelle mani e in alto uno dei dei motti dei Moschettieri "UNO PER TUTTI-TUTTI PER UNO" e la carta da lettere di un famoso moschettiere.
I distintivi, di forma rettangolare, sono stati realizzati in pesante metallo e smalti colorati con il fondo smaltato in nero, bianco e blu .
Esistono anche altre versioni dello stesso distintivo con il fondo smaltato in altri colori (rosso, verde, e azzurro).
Le buste che fanno parte del lotto, appartenevano al Moschettiere Francesco Maria della Torre che era il direttore della Rivista delle Colonie a metà degli anni Trenta.
Il lotto è composto da una busta piccola con il suo biglietto e da una busta grande adatta a contenere un foglio per lettera.


Il distintivo bianco sembra essere stato il preferito dai moschettieri, insieme al nero, tra tutti i colori realizzati dalla Ditta Lorioli per conto di Boeri. Esistono anche altri distintivi con leggere variazioni di colore dovute alle diverse prove di conio effettuate dagli smaltatori della Lorioli. Tutti questi esemplari sono il frutto di un rittrovamento effettuato molti anni fa nel magazzino quando la vecchia ditta chiuse i battenti. Mentre lo smalto è perfetto la parte metallica manca della doratura, aspetto che non ne tocca la bellezza ma che consente una notevole riduzione di prezzo.


Nel mondo collezionistico si ritiene che questi distintivi furono realizzati da Vittorio Emanuele Boeri, detto "Rino", titolare della omonima ditta ma anche Moschettiere del Duce e ufficiale pilota della Regia Aeronautica, caduto in missione il 27 settembre 1941 e decorato con la Medaglia d'Argento al Valor militare. La bomba d'aereo effigiata tra le mani del moschettiere sembrebbe, infatti, fare riferimento ai piloti da bombardamento che erano anche Moschettieri del Duce, anche se non si conoscono precisi riferimenti o notizie sulla sua creazione e destinazione.
Il distintivo rimane comunque tra i più rari e ricercati della faleristica dei Moschettieri.


Il corpo speciale dei Moschettieri del Duce venne costituito ufficialmente l'11 febbraio 1923 e traeva le sue origini da una squadra d'azione fascista che aveva operato in Roma e che, dai suoi componenti, era stata battezzata
"La Moschettiera"
. A far parte di questo manipolo, battezzato all'inizio "Moschettieri di Mussolini", vennero prescelti professionisti, dirigenti d'azienda, ufficiali delle diverse armi, funzionari ed impiegati dello Stato.
Naturalmente anche per i professionisti, dirigenti e funzionari, l'appartenenza al corpo dei Moschettieri rappresentava un motivo di orgoglio e di grande prestigio sociale. Per questa ragione quasi tutti i Moschettieri, nell'esercizio delle loro attività professionali, utilizzavano la carta da lettere intestata con l'emblema del Corpo in rilievo.


I Moschettieri non erano in servizio permanente ma venivano chiamati quando lo esigevano le necessità del servizio e nessun compenso economico era loro devoluto. Le uniformi, confezionte dalla sartoria Principato di Roma, venivano fornite a spese della Segreteria del Duce e conservate, unitamente al pugnale che ne era parte integrante, a cura di ciascun Moschettiere. La forza iniziale del reparto era prevista in una trentina di uomini ma, nel tempo, lo sviluppo del Reparto dei Moschettieri fu veramente notevole tanto che venne quasi subito trasformato in Centuria e la sua forza venne portata nel 1937 a 180 uomini. Mussolini, dedicando loro una sua fotografia, ebbe a definirli "Silenziosi Fedeli".
I "Moschettieri del Duce" formavano un reparto speciale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (istituita nel corso della seduta del Gran Consiglio del Fascismo il 12 gennaio 1923), e avevanol'incarico di scortare l'insegna di comando del Duce e di essere vicini al capo per la vita e per la morte; avevano quindi un compito estremamente delicato e di grande responsabilità.
I Moschettieri erano arruolati su domanda e assunti dopo una severa selezione. Dato che il loro servizio costituiva un privilegio non era prevista alcuna remunerazione. Presenti in ogni manifestazione ufficiale del regime cui interveniva il Duce, i Moschettieri disimpegnavano il loro servizio di guardia a Palazzo Venezia e durante le sedute del Gran Consiglio del Fascismo con la presenza di dodici moschettieri armati di pugnale. Dipendendo direttamente dal Comando Generale della M.V.S.N. avevano dei locali presso il Comando di Viale Romania che utilizzavano come loro comando, fureria e magazzino. Il manipolo originale, trasformato in Centuria, comprendeva nei suoi ranghi gli anziani "ante marcia", quelli della Marcia su Roma e una rappresentanza di reduci dall'A.O.I. e dalla Spagna. Il reparto, forte di 180 uomini, era diviso in sei Manipoli comandati da un Aiutante, suddivisi a loro volta in sei Squadre di cinque uomini al comando di un Moschettiere Scelto. Con l'adozione del passo romano di parata, 81 moschettieri, scelti tra i più abili prendevano parte alle cerimonie. L'11 febbraio di ogni anno, per esempio, essi marciavano con l'insegna nera del Duce e la scorta da Viale Romania a Piazza Venezia, per celebrare l'Anniversario della costituzione del reparto. All'entrata in guerra dell'Italia, tutti i Moschettieri del Duce, sin dall'inizio delle operazioni belliche, erano stati richiamati in servizio militare e destinati ai reparti operanti (f.n.132923-18.1.104 del Ministero della Guerra data 27 maggio 1942). Alla fine della guerra il Reparto accusava la perdita di oltre il 10 % dei suoi effettivi.

 

13-4-2019