Italia (1872-1913)
ECCEZIONALE MEDAGLIA DI BRONZO AL VALOR MILITARE DATA AD UN CARABINIERE PER UN'AZIONE CONTRO UNA BANDA DI BRIGANTI NEL 1876
Prezzo: Euro 1100,00 - cod. nr. 23829
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Il capobanda Domenico Sajeva, detto Vudiddrazzu

Bellissima e rarissima Medaglia di Bronzo al Valor MIlitare, concessa ad un carabiniere reale  il 26 giugno 1876 per avre partecipato allo "SCONTRO & ARRESTO BANDA SAIEVA", come inciso sul rovescio della medaglia. La medaglia è inserita in una bella scatola non coeva.


La medaglia è una delle due assegnate ad altrettanti carabinieri che parteciparono allo scontro svoltosi il 26 giugno 1876 presso la Cascina Valle (Girgenti) e conclusosi con la cattura della Banda Sajeva. Le medaglie al valor militare assegnate ai carabinieri non portavano mai il nome del decorato, per ovvie ragioni di sicurezza visto che si riferivano generalmente ad episodi contro il brigantaggio.

Sappiamo però che i due carabinieri decorati erano il Maresciallo Carlo Vagher "per essersi distinto nello scontro ed arresto della banda Sajeva - Cascina Valle (Girgenti) - 26.06.876" e il Carabiniere Francesco Di Martin, entrambi della Legione di Palermo.


Tra i briganti favaresi che si resero celebri per scorribande, azioni criminose, crudeltà e funeste conseguenze legate a delitti e ruberie perpetrate a danno di favaresi ed abitanti di paesi vicini sono da annoverare i due Domenico Sajeva, il primo tra la fine del 1700 e l'inizio del 1800 e il secondo nella seconda metà del 1800.
Intorno al 1875 apparve a Favara una banda, capeggiata dal secondo Domenico Sajeva, detto Vudiddrazzu, i cui componenti erano una mezza dozzina.
Il Sajeva lavorava come intagliatore di pietre nella costruzione del palazzo di Salvatore Fanara in piazza Cavour. All’inizio dei lavori, quando si stavano per gettare le fondamenta, compì un omicidio e celò il cadavere nelle fondamenta in costruzione, che venne poi ritrovato 60 anni più tardi durante alcuni lavori di ristrutturazione.
Non sentendosi poi del tutto sicuro, il Sajeva si diede a menare una vita semiclandestina, a metà strada tra la criminalità e la irreprensibilità. Condannato al domicilio coatto, mentre veniva tradotto nelle isole scappò dalle mani dei carabinieri con altri tre compagni. Ritornato al suo paese, alla banda si aggiunsero altri due o tre "borbonici".


Si capisce facilmente che esisteva una sorta di compromesso coi favaresi, perché questa gente non toccava mai nessuno di Favara; i loro reati li consumavano nei Comuni di Grotte, Racalmuto e Canicatti, sino a Licata e Girgenti e se toccavano qualcuno di Favara era per fare vendetta per conto di qualche altro. Questa gente si era acquistata fama con l'omicidio di tre pecorai, senza una ragion d’essere, solo per affermarsi, incutere terrore e poter vivere sicuri in campagna. Hanno cominciato con tre omicidi, poi hanno svaligiato una corriera, poi hanno fatto ricatti con lettere di scrocco in quantità, mai denunziate. Risulta probabile che un certo tipo di rapporti con signori facoltosi ed influenti del tempo gli permetteva di trovare nei vari feudi un sicuro asilo ove nascondersi.
Il 26 giugno 1876 la banda alloggiava nel casino del barone Ceraulo, in contrada Tamburello, nei pressi di Bonamorone. Era il mattino del 26 giugno 1876; verso le ore otto il rubettiere, cioè l’impiegato del barone, si recò a Girgenti per fare la spesa. Al ritorno la moglie lo informò che i banditi, uno dopo l’altro, l’avevano disonorata. L’uomo offeso, fingendo di aver dimenticato di comprare il formaggio, superando le insistenze di quelli che si dicevano disposti a mangiare senza questo condimento, salì di nuovo in città ed avvisò questura e carabinieri della presenza della banda nella casina del barone. Dopo circa mezz’ora arrivarono una trentina di militi che, circondata la casa, intimarono alla banda di arrendersi, ma questa rispose con il fuoco. Nella sparatoria ci fu un morto ed un paio di feriti non gravi, fra cui lo stesso capo Sajeva.Sajeva fu processato e condannato all'ergastolo dalla Corte d'Assise di Palermo.
(Notizie storiche tratte dal sito  "Memorie Storiche di Favara")  

   

 19-5-2019