Italia (1919-1939)
GRANDE MEDAGLIA COMMEMORATIVA DELLA 5° DIVISIONE CC.NN.
"1° FEBBRAIO " IN ERITREA NEL 1936 IN ORO "750" PUNZONATA

Prezzo: fornito su richiesta - cod. nr. 22661
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Il Luogotenente Generale Attilio Terruzzi, primo Comandante della Divisione CC.NN. "1° Febbraio "

Rarissima e bellissima medaglia in oro punzonata, realizzata per commemorare la 5° Divisione CC.NN. "1° Febbraio", dalla ditta Lorioli di Milano nel 1936, come indica il punzone (poco leggibile) impresso sul retro, inserito in una losanga con il numero "483" e la sigla "MI" divisi da un fascio Littorio , che, appunto, era quello assegnato alla Ditta F.lli Lorioli di Milano e con vicino quello "750" ad indicare il titolo dell'oro. La medaglia misura 38 mm di diametro e pesa circa 28,60 grammi.
Di questa stessa medaglia sono stati coniati dalla F.lli Lorioli esemplari in bronzo che si suppone destinati alla truppa e in argento per gli ufficiali e sottufficiali. Gli esemplari realizzati in oro sono stati pochissimi, non più di una decina destinati al comandante della divisione, il Luogotenente Generale Attilio Terruzzi, al vice Comandante, al Capo di Stato maggiore e probabilmente ai comandanti delle tre legioni: la 107 ° Legione "Cairoli", la 128° Legione "Randaccio"  e la 142 ° Legione "Berica". A questi si sono forse aggiunti pochi esemplari riservati a qualche gerarca della Milizia o addirittura al Duce.

Sul dritto, al centro, la testa elmata del Duce rivolta a sinistra e circondata sul bordo dalla scritta in corsivo "Col cuore e col ferro alla meta", che era il motto della divisione, seguita dalla firma di Mussolini. Motto è firma sono scritti con la calligrafia del Duce. Appena sotto la testa di Mussolini le iniziali dell'incisore in rilievo "FML" cioè quelle dell'atelier Lorioli.
Sul rovescio un'insegna con l'aquila legionaria che si appoggia su di un cartiglio con il numero "5" ( quello della divisione ) con sotto il numero romano "XIV" ad indicare l'anno 1936 e a destra un fascio littorio. Sul bordo libero corre, da sinistra a destra, la scritta in rilievo "DIVISIONE CC.NN. 1° FEBBRAIO".

La 5° Divisione Camicie Nere “1° Febbraio”, venne costituita il 15 luglio 1935 su tre Legioni ( 107° Legione "Cairoli", 128° Legione "Randaccio" e 142° Legione "Berica" più alcune unità divisionali ) e posta al comando del Luogotenente Generale Attilio Teruzzi.
Prima di partire per la terra d’Africa, la Divisione stanziò tra Caserta, Maddaloni, Arpaia, Cervinara, S.Martino Valle Caudina, dove si svolsero le prime esercitazioni tattiche che si conclusero poi nel beneventano. Nei primi di novembre del 1935, tutta la Divisione si imbarcò a Napoli, a scaglioni e per la fine del mese era concentrata a Decamerè.
Il 6 dicembre, iniziata la marcia di trasferimento verso Adì Cajéh, la "1° Febbraio" veniva successivamente autotrasportata nel settore di sbarramento Adi Qualà-Monte Fundinai-Arresa-Tucul, da dove proseguiva per via ordinaria prendendo posizione nella valle dell’Obel tra Mai Aini-Mai Mugù Emnì.
La nuova zona presentava eccezionali difficoltà di movimento data la configurazione orografica del terreno per la vicinanza del bassopiano occidentale con una altimetria variabile fra i 1.100 e i 1.500 metri;
i reparti dovettero sopportare anche disagiate condizioni sanitarie per la presenza della malaria. Malgradp ciò i legionari riuscirono nella costruzione della camionabile e altre strade secondarie lavorando ad una temperatura che raggiunse i 44 gradi all’ombra.
Il 24 febbraio 1936 la Divisione ricevette l’ordine di accamparsi al Mareb, confluenza col torrente Rubà-Uolcait, a quota 1.068, per preparare un nuovo balzo in avanti. Elementi nemici, infiltratisi nella zona di occupazione, riuscivano a far saltare un deposito di munizioni. Era il primo sacrificio di sangue: vi trovarono la morte un ufficiale e sei CC.NN.; altre restarono ferite. Il 20, alla testa di una banda di irregolari cadeva eroicamente il Capomanipolo Conte Emanuele Leonardi di Villacortese, alla cui memoria verrà più tardi decretata la medaglia d'Oro al V.M.
La "1° Febbraio" unitamente alla Divisione "Cosseria" e ad un Btg. Ascari eritrei, costituisce il IV C.d'A. nel settore Dechì Tesfà e con tale inquadramento concorrerà alla battaglia dello Scirè. Il 26 mattina i reparti iniziarono la scalata delle pendici del torrente Agais per investire la regione di Enda Mariam, dove giunsero il 27 attraversando montagne impervie e prive quasi completamente di acqua. Il mattino del 28 riprese l’avanzata attraverso un terreno quasi inesplorato, senza acqua, fra incendi che assumevano proporzioni allarmanti: riforniti dagli aerei, i Legionari raggiunsero Az-Darò e poi attraverso lo Scirè, Selaclalà. Da questo momento il IV C.d'A. fa sentire la sua minaccia sul fianco e sul tergo dell'Armata di Ras Sejum, fronteggiata ed attaccata dal II C.d'A.
Il 2 marzo viene ripresa l'avanzata e la Divisione raggiunge Az Nebrid, unicamente rifornita dagli aerei; il 3 arriva ad Az Darò; il 4 e 5 marzo, faticosamente marciando attraverso lo Scirè arriva a Selaclacà. In queste marce la "1° Febbraio" è stata Divisione di prima schiera, avendo una aliquota della "Cosseria" in seconda schiera con l'altra aliquota di riserva. Precedentemente il C.d'A. aveva marciato con la Divisione CC.NN. a sinistra e la "Cosseria" a destra. Dopo la battaglia la 5° Divisione CC.NN. sostituisce la "Gavinana" restando oltre un mese a presidio dello Scirè. Successivamente, alternando rastrellamenti e lavori stradali, sempre marciando in zone aspre e selvagge, la Divisione raggiunge il Tacazzè e attraverso lo Tzellemtì penetra nel Semien e ne completa l'occupazione. Verso la fine del mese di aprile la "1° Febbraio" ebbe l’ordine di sostituire nella regione del Semine, la Divisione "Gavinana"; il movimento a scaglioni successivi, iniziato il 25 aprile, terminò il 10 maggio.
A partire da questa data, il nuovo compito affidato alla Divisione, comandata adesso dal Luogotenente Generale Vittorio Vernè , era quello di presidiare la regione del Siemien dove svolse operazioni di polizia ma anche per eseguire i lavori per l’apertura di una strada camionabile lunga circa 100 Km. che dal Tacazzè conduceva fino alle falde della barriera montuosa e che trasformava, fino a Dabat, il sentiero che si sviluppava su paurosi strapiombi, in una comoda e sicura mulattiera. Questi lavori furono svolti dalle Camicie Nere durante la stagione delle grandi piogge, lottando contro le valanghe di fango e di detriti che minacciavano di travolgere il lavoro. I torrenti dovettero essere imbrigliati; si gettarono ponti e passerelle; si costruirono difese contro le frane; si deviarono le acque minacciose; si lavorò tenacemente ovunque. Tutto questo lavoro fu compiuto in condizioni difficilissime per la scarsità dei mezzi tecnici adeguati all’impresa e per la mancanza di ricoveri adatti, ma prima del termine delle piogge la strada era compiuta.
( Notizie storiche tratte dal sito "Regio Esercito" )..


 
   

25-3-2012