Italia (1914-1918)
MEDAGLIA D'ARGENTO COMMEMORATIVA DELLA BRIGATA SASSARI CONCESSA DAL COMITATO DEI SARDI A MILANO NEL 1916
Prezzo: Euro 450,00 - cod. nr. 12506
La medaglia riprodotta sulle pagine interne della Domenica del Corriere
I fanti della Sassari all'assalto in un dipinto di Vittor Pisani
Bellissima medaglia commemorativa della Brigata Sassari in relazione al conseguimento da parte della brigata del primo titolo d'onore in guerra dalla sua fondazione risalente al marzo del 1915 (a Tempio e Sinnai su due Reggimenti).
I fatti si svolsero sul fronte isontino nei pressi di Bosco Cappuccio, Bosco Lancia, Bosco Triangolare e si riferisce alla conquista eroica delle trincee dette delle "Frasche" e dei "Razzi", meritando la citazione, prima tra tutte le unita' dell'Esercito, sul bollettino del Comando Supremo.
All'episodio eroico la matita di Achille Beltrame dedicò una copertina della "Domenica del Corriere". Così, il Corriere della Sera informava i suoi lettori: "con la Baionetta, a ferro freddo, i sardi hanno risposto alle schegge roventi del cannone austriaco. Erano della Brigata Sassari, brigata nuova, reclutata laggiù nell'aspra isola, dove il sentimento della patria è una religione".
Simili i toni de "La Stampa", che precisava: "I sardi della Brigata Sassari, tenaci come è tenace il carattere dei fierissimi isolani ... conquistavano il prossimo trinceramento detto dei Razzi, e vi prendevano dentro ben 278 prigionieri non feriti, di cui 11 ufficiali".
Nasceva così il mito della Brigata e di quelli che per gli austriaci saranno sempre "die Reute Teufel", i diavoli rossi, dal colore rosso delle mostrine che i soldati portavano al colletto.

Lo scultore nuorese Francesco Ciusa realizzò questa medaglia commemorativa, commissionatagli dai sardi residenti a Milano, nel 1916. Venne realizzata in oro per la Brigata, in argento per gli ufficiali e in bronzo per sottufficiali e truppa.
La medaglia, nel fronte, raffigura due plastici corpi speculari, col capo chino, che poggiano sugli scudi e su una spada centrale. Nello sfondo una figura di donna con una mano regge una lancia e con l’altra una figura alata che poggia il piede su un globo.
Le figure sono incorniciate dalla scritta “ A TE I TUOI FIGLI ITALIA CON FERMA FEDE PERCHE’ SORGA AL SOLE LA TUA FRONTE” che corre lungo il bordo.
La medaglia porta la firma di Ciusa e dell’incisore Donzelli che la realizzò. Nel retro, la cornice è costituita da un incrocio di falci e spighe, mentre una spada divide lo spazio in due parti che contengono il comunicato del Comando Supremo del 15/XI/1915 e la dedica “ALLA BRIGATA SASSARI SIMBOLO DELL’EROISMO DEL POPOLO DI SARDEGNA OMAGGIO DI AMMIRAZIONE E DI RICONOSCENZA DEI SARDI RESIDENTI IN MILANO – FEBBRAIO 1916”. Nella cornice esterna la scritta “MORTE GLORIA LIBERTA’”. La medaglia ha un diametro di 35 mm.
Lo stesso motivo, evidentemente caro all’artista, fu utilizzato a colori anche per una cartolina commemorativa della Brigata Sassari.

La Prima Guerra Mondiale


La Brigata “Sassari”, erede delle tradizioni del "Terçio de Cerdena" (periodo aragonese-spagnolo) e del Reggimento di Sardegna (periodo Sabaudo), fu costituita il 1° Marzo del 1915 a Tempio Pausania (SS) e a Sinnai (CA), su due Reggimenti, il 151° e il 152° fanteria, composti interamente da sardi.
Nel luglio dello stesso anno attraversa l'Isonzo e viene subito impegnata in combattimento.
Bosco Cappuccio, Bosco Lancia, Bosco Triangolare furono tappe eroiche per il conseguimento del primo titolo d'onore che la Brigata conquistò espugnando le trincee delle "Frasche" e dei "Razzi", meritando la citazione, prima tra tutte le unita' dell'Esercito, sul bollettino del Comando Supremo.
Spostata dal Carso sull'altipiano di Asiago, nel giugno 1916 riconquistò Monte Fior, Monte Castelgomberto e Casera Zebio. Il 3 agosto i suoi reggimenti ricevettero la prima Medaglia d'Oro.
  Nei tragici giorni di Caporetto i fanti della "Sassari" contrastarono le avanguardie nemiche fino al Piave combattendo con straordinaria coesione morale, disperato orgoglio e granitica compattezza organica.
  Il battaglione "Musinu" fu l'ultimo dell'intero Esercito a passare il Piave, inquadrato e al passo, quasi irridendo il nemico che incalzava.
Ultimi a ripiegare, i "Sassarini" furono i primi nella riscossa. Sull'altopiano dei "Sette Comuni", nel gennaio 1918, la Brigata fu protagonista della battaglia dei "Tre Monti" (Col de Rosso, Col d'Echele e Monte Valbella) che valse la seconda Medaglia d'Oro alle Bandiere dei reggimenti.
La Grande Guerra costò alla "Sassari" oltre 15.000 perdite (2164 caduti e 12858 tra feriti, mutilati e dispersi). Caddero 138 Sassarini ogni 1000 incorporati (la media nazionale fu di 104). 6 Ordini Militari di Savoia, 9 Medaglie d'Oro, 405 d'Argento, 551 di Bronzo rappresentano il riconoscimento del valore individuale dei sardi che si batterono all'ombra delle due gloriose Bandiere, ciascuna delle quali venne decorata con 2 Medaglie d'Oro al V.M. (caso rimasto unico nel nostro Esercito, nell'arco di una sola campagna di guerra).
Nell'ordinamento provvisorio del 1919 la Brigata "Sassari" viene mantenuta tra le Brigate permanenti come riconoscimento per lo straordinario valore dimostrato in guerra.

( Dati storici ricavati dal sito dell'Associazione Nazionale Brigata Sassari e dati collezionistici dal Milistory Forum e da Amerblog )

 
 

 25-2-2017