Italia (1919-1939)
RARISSIMO GRANDE DISTINTIVO DA PETTO PER GLI SQUADRISTI DEI PRIMI ANNI VENTI IN CELLULOIDE
Prezzo: Euro 650,00 - cod. nr. 21915
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Bellissimo e rarissimo distintivo è stato realizzato in due pezzi: l'ovale tricolore in celluloide e il fascio primigenio in lamierino di ottone ottenendo così la stessa la sagoma ovale del distintivo da squadrista da bavero.i Ma le sue dimensioni sono ben maggiori: 73 mm di altezza e 50 mm di larghezza. Veniva infatti indossato sul petto della camicia nera al posto di quello di stoffa nei primissimi giorni dello Squadrismo.
Ha infatti quattro piccoli fori,  due alla sommità e due in basso. per poterlo cucire al petto della divisa. Sul retro sono presenti due robuste graffe che fissano il fascio metallico all'ovale in celluloide., 

L'iconografia rimanda al "distintivo fascista con fascio primigenio" creato da Mussolini, in occasione della fondazione del Fascio Primogenito di Combattimento milanese durante  la storica adunata di Piazza San Sepolcro a Milano, divenuto l'emblema ufficiale del nuovo partito.
Inizialmente  era ricamato in stoffa da portare cucito sul petto. L'avvento della celluloide consentì la realizzazione di questi esemplari, estremamente leggeri rispetto a quelli metallici, facilmente applicabili alla camicia nera e pressocchè inalterabili da parte degli eventi atmosferici.
Si suppone quindi che questo distintivo sia stato commissionato allo Stabilimento di Pompeo Mazzucchelli, a Castiglione Olona, il primo e unico produttore di celluloide all'epoca.

Negli Stati Uniti, la Phelan & Collander, un’impresa che fabbricava palle da biliardo, nel 1860 aveva offerto un premio di 10.000 dollari a chi avesse trovato per il suo prodotto un materiale che sostituisse l’avorio. Allo scopo di vincere il premio, John Wesley Hyatt (1837-1920) studiò la nitrocellulosa, scoprendo che per questa sostanza una soluzione di canfora in etanolo rappresentava un solvente perfetto e un plastificante ideale. Nel 1869 brevettò quella che tre anni dopo sarà battezzata celluloide e che chimicamente è una soluzione solida di nitrocellulosa e canfora. La celluloide è rimasta famosa fino ai giorni nostri per la sua connessione con l’industria cinematografica – dovuta all’eccellente stabilità dimensionale –, ma trovò impiego principalmente nella fabbricazione di una moltitudine di oggetti di uso comune e di giocattoli.
In Italia fu Pompeo Mazzucchelli (1856-1946) ad avviare la produzione di celluloide, che in questo caso si presenta proprio come un nuovo materiale artificiale, sostitutivo di un prodotto naturale. Mazzucchelli, infatti, apparteneva a una famiglia imprenditoriale impegnata nella fabbricazione di oggetti in corno bovino. Nel 1906 Mazzucchelli impiantò a Castiglione Olona uno stabilimento per la produzione di celluloide e, nella stessa località, nel 1924 il figlio Silvio inaugurò una grande e moderna fabbrica di articoli di celluloide che, fin dal 1925, poté utilizzare canfora di sintesi prodotta a Spinetta Marengo.

 

 18-2-2017