Italia (1940-1943)
DISTINTIVO "NICEA FIDELIS" ( NIZZA FEDELE ) IN METALLO DORATO E SMALTI PER I FASCISTI DI NIZZA
Prezzo: Euro 120,00 - cod. nr. 19636
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Bellissimo distintivo smaltato "Nicea Fidelis" in metallo dorato e smalti policromi, modello grande 18x21 mm circa, con attacco a piedino per asola, marcato Casa di B. Cellini Firenze, in condizioni splendide.


Il distintivo è stato realizzato nei primi anni '40 per i G.A.N. (Gruppi di Azione NIzzarda) che rivendicavano il ritorno di Nizza all’Italia, ceduta alla Francia nel 1861 tramite un plebiscito (contestato da Giuseppe Garibaldi). Il motto "Nicea Fidelis" era quello del famoso Reggimento Cavalleria Nizza (1) del Regno di Sardegna al cui stemma è stato aggiunto in basso un fascio littorio con il nodo Savoia.


Distintivo a forma di "Emme" mussoliniana in ottone. Sul retro è presente un piedino per l'asola della giacca, non marcato come spesso accadeva per questi modelli.
Questi distintivi che venivano portati sulla divisa o sulla giacca dell'abito civile, erano riservati ai vincitori di una gara dei Littoriali. Esisteva anche una variante in metallo argentato. Misura 20 mm di altezza ed è pubblicato a pagina 237 del 2° volume della trilogia "Ieri ho visto il Duce" di Maffei, Raspagni e Sparacino.


Nrgli anni successivi alla prima guerra mondiale più di 80.000 italiani si trasferirono nel dipartimento di NIzza diventando la spina dorsale della città e aggiungendosi ai numerosi nizzardi di origine e sentimenti italiani.
Contro i lavoratori, i commercianti e gli industriali italiani, il governo francese condusse un'opera di snazionalizzazione mettendo ciascuno difronte al dilemma: o farsi cittadino francese o rinunciare ad ogni attività in Francia. Quest'opera divenne ancora più persecutoria con l'avvento del Fascismo in Italia.
A Mussolini serviva, dopo la “conquista” di Nizza, avere un movimento fascista che lo appoggiasse e mise il generale Enzo Garibaldi, nipote dell'Eroe, alla guida dei GAN. anche se era una figura controversa del fascismo. Propugnava, infatti, la continuità ideale tra le camicie rosse garibaldine e quelle nere fasciste. Ciò nonostante, pare che dall’anno VII non rinnovò la tessera al PNF e fu anche accusato di antifascismo ed estromesso alla carica di comandante della Legione Garibaldina.
Nel 1943 però i GAN vennero sciolti (durarono quindi pochi anni). con un volantino firmato proprio da Enzo Garibaldi che si chiudeva con questa frase "…Riserbo per me e per i miei discendenti il diritto di rivendicare il mio paese nativo, in un’epoca ove il diritto delle genti non sia parola vana".

NIZZA FINO ALLA MORTE! Roma 19 Giugno 1943 – XXI Cons. Naz. Gen. EZIO GARIBALDI

 

 
 
   

 5-7-2019