Germania (1919-1945)
FASCIA DA BRACCIO ( WAFFEN-SS ARMELSTREIFFEN ) DELLA 16.SS-PANZER-GRENADIER-DIVISION "REICHSFUEHRER-SS" CON EXPERTISE
Prezzo: venduto - cod. nr. 20790
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L'expertise con Garanzia di Originalità che accompagna la fascetta
Max Simon, comandante della 16.SS-Panzergrenadier-Division "Reichsfuehrer-SS", in divisa da SS-Brigadefuehrer
Walter Reder, in divisa da SS-Sturmbannfuehrer della
3./SS-Panzer-Division-Totenkopf, ritratto durante una cerimonia dopo aver ricevuto la Ritterkreuz il 3 aprile 1943
L'SS-Gruppenfuehrer Simon, come comandante del XIII.SS-Armeekorps, discute i termini della resa con gli Alleati. Notare la fascetta della "RFSS" sul polso sinistro.
Rarissima fascia da braccio ( Waffen-SS Armelstreiffen ) originale destinata ad un membro della 16.SS-Panzer-Grenadier-Division "Reichsfuehrer-SS" la cui storia è strettamente legata alle vicende tragiche che hanno insanguinato il territorio italiano nell'ultimo periodo bellico con i massacri di Sant'Anna di Stazzema, Monte Sole e Marzabotto.
La fascetta è di produzione BeVo-Wuppertal.  BeVo è l'abbreviazione  di "Beteiligungsgeschaeft Vorsteher", una società di partecipazione tra due fabbricanti di Wuppertal-Barmen in Renania, Lucas & Vorsteher e Ewald Vorsteher, specializzati nella produzione di distintivi di stoffa che lavoravano  sia per il Nsdap che per la Wehrmacht.
La fascetta è stata realizzata in rayon, con le righe laterali e l'iscrizione tessute in filo grigio di tonalità molto chiara su fondo scuro.  La fascetta non ha l'etichetta "RZM" che infatti non appariva più fin dal 1943 sulle fascette di questo tipo che segnarono anche l'abbandono delle fascette differenziate a seconda del grado.
In virtù di una disposizione del Reichsfuehrer SS del settembre 1939, tutte le fascette che presentavano le iniziali "SS" a caratteri latini, dovevano utilizzare, per l'avvenire, le S runiche. Il 12 dicembre, un secondo provvedimento riguardante le sole Waffen-SS, stabilì che tutte le scritte fino ad allora realizzate in caratteri gotici da stampa, dovevano essere in futuro a caratteri romani, con la sola eccezione della fascia "Adolf Hitler" che conserverà i caratteri gotici manoscritti, cioè la scrittura "Suetterlinschrift".

La fascetta delle Waffen-SS era destinata al personale militare di ogni grado, facente regolarmente parte della formazione considerata, fatta eccezione per le reclute recentemente incorporate. In tempo di pace il distintivo aveva lo scopo di sanzionare il compimento dell'addestramento e di sottolineare l'onore di appartenere a un corpo d'elite a pieno titolo. In tempo di guerra l'attribuzione avveniva al termine del periodo di istruzione, svolto in un reparto di guarnigione o al momento della destinazione. Nel caso di personale già incorporato in una unità operativa, il conferimeneto aveva luogo in forma solenne, ove le circostanze lo consentivano.
La fascetta era portata con tutte le uniformi del tempo di pace, cucita sulla parte inferiore della della manica sinistra. In tempo di guerra, nell'ambito delle Waffen-SS, figurava solo sulla giubba feldgrau o nera per gli equipaggi dei blindati, cucita a 14,5 cm. dall'orlo della manica e sul cappotto feldgrau. Ne era consentito l'uso anche su di un capo da ufficiale, la giubba estiva bianca.

La fascetta è accompagnata dall'expertise con Garanzia di Autenticità rilasciata dal Prof. Antonio Scapini, studioso e ricercatore del periodo, autore di libri sulla militaria tedesca e moderatore del prestigioso forum americano "Wehrmacht Awards Forum, che ha saputo raccogliere intorno a sè un nucleo di esperti italiani, europei e americani che, di volta in volta, mettono a disposizione la loro specifica conoscenza dell'oggetto sotto esame. Essendosi dedicato per anni allo studio di questa particolari reperti storici, confrontandosi con i più famosi collezioinisti mondiali, Scapini è oggi il più autorevole esperto italiano del settore. 

Le origini della Reichsfuehrer-SS risalgono ad un battaglione di scorta con lo stesso nome formato dal personale del Quartier Generale di Himmler. Nel febbraio del 1943 Hitler decise che il battaglione doveva dar prova del suo valore in battaglia e lo trasformò nella Sturmbrigade "Reichsfuehrer-SS".
La brigata d'assalto stazionò in Corsica nell'estate del 1943 e costituitì il nucleo della nuova divisione con lo stesso nome costituita il 22 ottobre 1943 e posta agli ordini del SS-Brigadefuehrer un Generalmajor der Waffen-SS Max Simon.
La divisione iniziò l'addestramento a Lubiana e e a Baden nel novembre 1943 con l'arrivo della Brigata richiamata dalla Corsica. prima che i ranghi della formazione fossero completi, vennero richiesti suoi elementi per contrastare lo sbarco alleato ad Anzio e Nettuno. Un Kampfgruppe dell'SS-Pz-Gren Rgt. 35 fu inviato a rinforzare la 14.Armee. La possibilità che l'Ungheria chiedesse una pace separata con la Russia convinse Hitler a predisporre un piano per l'invasione del paese denominato "Margarethe". La "RFSS" fu uno delle tre divisioni che presero parte all'operazione.

L'avanzata degli Alleati verso il nord Italia fece sì che la "RFSS" venisse trasferita in Italia per fermare l'8°Armata inglese. La divisione fu trasportata prima a Parma e poi a Grosseto. Malgrado l'impegno la "RFSS" fu costretta a ritirarsi prima verso Siena e poi a Livorno e Pisa. Nell'agosto del 1944 la divisione iniziò a ritirarsi verso nord attraversando gli Apennini e diventando protagonista di alcuni dei più infamanti massacri di civili di tutta la seconda guerra mondiale dei quali fu artefice l'SS-Panzer-Aufklaerungs-Abteilung 16 di Walter Reder.
All'inizio di settembre la divisione poteva contare su una forza di 14.683 uomini. Durante i mesi finali dell'anno il fronte rimase abbastanza tranquillo e in gennaio la divisione si collocò dietro il fronte del Senio, tra Lugo e Fusignano a ovest di Ravenna. All'inizio del febbraio 1945 venne trasferita in Ungheria, e messa a riposo nel settore dei campi petroliferi di Nagykanizsa. Qui, sottoposta alla 6.SS-Panzerarmee, partecipò in marzo all'Operazione "Fruehlingserwachsen" intorno al lago Balaton, senza successo. Alla fine di marzo e in aprile la divisione venne progressivamente ricacciata verso i confini austriaci dalla pressione dell'Armata Rossa. I superstiti, tra cui Walter Reder, si arresero agli inglesi a ovest di Graz e agli americani intorno a Klagenfurt e Radstadt.


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Colonna di cannoni d'assalto Sturmgeschütz III della 16. SS-Freiwilligen-Panzergrenadier-Division "Reichsführer SS" in Via XX Settembre a Roma ( Foto Bundesarchiv )
 
 

 21-6-2015