Italia (1919-1939)
MEDAGLIA COMMEMORATIVA ORIGINALE DELLA "MARCIA SU ROMA" "MULTA RENASCENTUR" TIPO E 1923 CON NASTRO D'EPOCA
Prezzo: Euro 150,00 - cod. nr. 21933
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Rara e artistica medaglia in bronzo commemtiva della Marcia su Roma coniata dalla ditta Stefano Johnson di Milano quasi certamente nel 1923.
La medaglia di forma tonda e con l'attacco del nastro a staffa, particolare che la rende ancor più rara, presenta sul fronte, centralmente, la lupa allattante i gemelli circondata da due scritte che corrono lvicino al bordo della medaglia.
In alto "MULTA RENASCENTUR " e in basso "XXX-XXXI OTTOBRE MCMXXII".
Sul rovescio, al centro, un fascio primigenio in primo piano. In secondo piano rami di alloro. Sotto il fascio due punti separati da una piccola stella. Circolarmente lungo il bordo la scritta "PER L'ITALIA ORA E SEMPRE" d'ispirazione mazziniana.
La stessa scritta è presente sulla medaglia "Campagna fascista 1919-1922" coniata sempre da Johnson nello steso periodo. Quest'ultima era dotata di un nastro nero con tricolore centrale mentre su questa è applicato il nastro ufficiale giallo/rosso. Il nastro presenta inoltre, applicato al centro, un distintivo originale dei "Fasci italiani di combattimento" con il fascio primigenio. 
La medaglia misura 29 mm di diametro ed è pubblicata a pagina 635 del volume "Le medaglie italiane negli ultimi 200 anni" di Alessandro Brambilla, dove è appunto classificata come "tipo E". E' inoltre riprodotta a pagina 47 del numero 106 della rivista "Uniformi e Armi" nell'articolo di Alberto Menichetti dal titolo "Le Medaglie della Marcia su Roma"

La decisione di marciare su Roma fu presa durante l'adunata di Napoli, il 24 ottobre 1922. Furono prescelti i comandanti delle varie colonne (Perrone Compagni, Bottai e Igliori, al comando rispettivamente di 4000, 8000 e 2000 Fascisti, provenienti da Civitavecchia, Tivoli e Monterotondo), e al termine della parata per le vie della città Mussolini proclamò: "O ci daranno il governo o lo prenderemo, calando su Roma". Il 27 ottobre il governo Facta diede le dimissioni, mentre i Fascisti cominciavano la marcia di avvicinamento. Durante la marcia si impadronirono senza resistenza di uffici postali e telegrafici, di grande utilità per i collegamenti delle varie colonne. Anche le stazioni ferroviarie furono occupate, permettendo ai Fascisti di "marciare" in treno fino all'interruzione delle linee. Nella notte tra il 27 e il 28 ottobre, Facta chiese al Re di firmare lo stato d'assedio, in modo da far intervenire il Regio Esercito, ma ottenne un rifiuto. Infatti, Vittorio Emanuele III diede ascolto ai consigli di Federzoni, noto nazionalista, e al generale Armando Diaz, che proponevano un accordo con Mussolini. Mussolini era rimasto a Milano per attendere lo sviluppo degli eventi, e nella notte raggiunse Roma in un vagone letto. Il 28 ottobre si presentò al Sovrano che gli diede incarico di formare il governo. Il governo fu formato il 30 ottobre 1922, mentre le squadre marciavano per la città. Il Governo era composto da una coalizione di Fascisti, nazionalisti, popolari, democratico-sociali nittiani, giolittiani, salandrini, indipendenti filofascisti. Non era un vero e proprio governo di coalizione, in quanto Mussolini non aveva consultato i gruppi parlamentari, ma si era rivolto direttamente ai singoli. Il Duce, oltre che essere Capo del Governo, assunse ad interim i ministeri dell'Interno e degli Esteri. Ai fascisti andarono i ministeri di Giustizia, Affari di Culto, Finanze, Tesoro, Assistenza e Pensioni, Terre Liberate. Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio fu nominato Acerbo, l'estensore della legge elettorale del 1924.La Camera votò la fiducia con 306 voti favorevoli, 116 contrari e 7 astenuti.
( Notizie storiche  tratte dal blog "Italia agli Italiani" )

 
   

27-2-2017