Italia (1919-1939)
BELLISSIMO MANIFESTO ORIGINALE "SALUTO AL DUCE" DI PIERO TODESCHINI 1934
Prezzo: Euro 650,00 - cod. nr. 22603
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La firma dell'autore Piero Todeschini
Il Duce a Milano visita una cascina nella giornata del 3 ottobre 1934 dedicata agli agricoltori

Questo splendido manifesto riproduce un'opera del pittore lombardo Piero Todeschini (1888-1945) realizzata nel 1934 e divenuta famoso con il titolo "SALUTO AL DUCE". 

Il manifesto del formato di 70x100 cm. (76x106 con la telatura), firmato dall'autore, è stato stampato dallo Stabilimento Grafico Ripalta di Milano - Via Morosini 16 nel 1934 ed è in condizioni di conservazioni perfette essendo stato sapientemente telato.
E' stato sicuramente realizzato per accogliere la visita di tre giorno di Mussolini a Milano conclusasi il 6 ottobre 1934 con il famoso "Discorso agli operai di Milano" da lui tenuto in Piazza Duomo davanti ad un'enorme folla acclamante e che così iniziò:

" Camicie Nere di Milano! Camerati operai!
Con questa formidabile adunata di Popolo si chiude il ciclo delle mie tre giornate milanesi. Hanno cominciato i rurali. I loro ingenti doni serviranno ad alleviare i disagi di molte famiglie in ogni parte d'Italia. Addito alla Nazione questa stupenda prova di civismo e di solidarietà nazionale offerta dai rurali della provincia di Milano. (Applausi).

Oggi il cuore di questa sempre giovane e gagliardissima Milano (applausi vivissimi), la quale è avvinta indissolubilmente alla mia vita (altissime acclamazioni), rallenta un poco il suo forte pulsare.

Voi siete qui in questo momento, protagonisti di un evento che la storia politica di domani chiamerà il «discorso agli operai di Milano». (Applausi prolungati). Attorno a voi sono in questo momento milioni e milioni di italiani. Ed anche oltre i mari e oltre i monti altra gente sta in ascolto.
Vi chiedo alcuni minuti della vostra attenzione. (La folla si fa attentissima). Pochi minuti, ma che forse daranno motivo a più lunghe meditazioni."


Piero Todeschini era nato a Lecco nel 1888 da una famiglia di artisti. Il padre Giambattista, pittore affermato nella Lombardia del secondo Ottocento e nipote dell’abate Antonio Stoppani di cui dipinse un celebre ritratto oggi ai Musei Civici di Lecco, aveva realizzato le lunette del cortile di Brera e, con Giuseppe Mentessi, aveva decorato la Loggia del Palazzo della Permanente a Milano, specializzandosi in seguito nel ritratto, ma non trascurando il paesaggio, specialmente del lecchese.
Il fratello più giovane Lucio, architetto di professione, si era presto trasferito a Cortenova in provincia di Como, dedicandosi privatamente alla pittura per la quale avvertiva una naturale inclinazione. Dipinse in prevalenza fiori, nature morte, scene e paesaggi della Valsassina, di cui il più noto è "Dall’abbeveratoio", ma soprattutto angoli e paesaggi della vecchia Milano, una produzione non abbondante che conobbe tuttavia un’immediata fortuna presso una larga clientela di collezionisti privati.
Piero
, anch’egli pittore e, come Lucio, allievo del padre - al ritorno dalla guerra di Libia - aveva esposto alla “Società Artisti e Patriottica” le sue impressioni dal vero in Africa per le quali aveva ricevuto la medaglia d’oro, dedicandosi poi a soggetti patriottici e al disegno di cartelloni pubblicitari di grande successo. Questo manifesto, infatti, ci presenta un Mussolini assolutamente diverso da quello dei ritratti più o meno ufficiali, quasi fosse il testimone di una campagna pubblicitaria.

Il ritratto di Todeschini (senza il Saluto al Duce) venne utilizzato nel 1936 dai volontari che si imbarcavano per l'Africa Orientale Italiana (Foto tratta dal trittico "Ieri ho visto il Duce" di Maffei, Raspagni e Sparacino)
 

26-4-2018