Italia (1919-1945)
RARISSIMO SCUDETTO ORIGINALE DELLE "BRIGATE DEL POPOLO" DI MILANO CON IL NUMERO UNICO STAMPATO NEL 1946 
Prezzo: Euro 300,00 - cod. nr. 15625
In order to translate from Italian, please, choose your preferred language from the Google Translator Menu at the bottom.

Bellissimo e rarissimo scudetto da braccio della formazione partigiana "Brigate del Popolo" di Milano, realizzato in zama probabilmente nel 1945. Lo scudetto è accompagnato dall'altrettanto raro opuscolo stampato a Milano nel 1946 che racconta le imprese di questa assai poco conosciuta brigata partigiana.


Lo scudetto presenta le tracce predisposte per eseguire tre piccoli fori onde cucirlo sulla giubba o camicia che però non sono mai stati eseguiti, essendo stati sostituiti da una robusta graffa in ottone, applicata artigianalmente in seguito, che doveva consentirne l'applicazione al berretto o basco. Sotto la staffa è visibile il numero dello scudetto che purtroppo non è leggibile.


I primi nuclei di partigiani furono costituiti già all'indomani dell'armistizio dell'8 settembre 1943 da reparti militari sbandati, che si rivelarono però inadatti alla guerriglia. Una reazione morale portò molti italiani a opporsi all'occupante tedesco come ai fascisti, e su questa lotta originaria, nazionale e civile al tempo stesso, si innestarono poi esigenze più radicali di rinnovamento sociale e visioni politiche più definite da parte delle forze antifasciste organizzate. Tre furono i principali gruppi della Resistenza

1) le formazioni autonome, circa il 30% dei combattenti, come le Osoppo in Friuli, le Fiamme Verdi in Lombardia, le divisioni di Mauri in Piemonte, apolitiche, guidate da militari, fedeli al governo Badoglio e quasi esplicitamente alla monarchia; quando il CLNAI impose un collegamento dei partiti, si avvicinarono alla Democrazia Cristiana e al Partito Liberale;

2) le formazioni Giustizia e Libertà circa il 25%, costituite dal Partito d’Azione;

3) le Brigate Garibaldi circa il 40%, costituite e guidate dal Partito Comunista; comandante generale fu Luigi Longo, commissario politico Secchia.


Vi furono poi alcuni gruppi legati ai socialisti, le Brigate Matteotti, o alla Democrazia Cristiana, le Brigate del Popolo. Comandante di quest'ultima formazione fu dall'agosto 1944, Enrico Mattei mentre quello delle brigate socialiste fu Giuseppe Stucchi.

La collaborazione fra i tre gruppi principali non fu sempre facile e vi furono anche sanguinosi episodi fratricidi. Nel giugno 1944 fu costituito il comando generale del Corpo Volontario della Libertà, al cui vertice fu insediato, dopo molte polemiche tra i moderati e le sinistre, che rivendicavano un comando più politicizzato, il generale Raffaele Cadorna.


Il panorama resistenziale milanese, e in particolare l’avvio, lo sviluppo e la conduzione della lotta armata e delle lotte operaie, furono dominati per tutta la lunga fase iniziale quasi esclusivamente dall’organizzazione comunista e dalle brigate Garibaldi ai quali, solo in un secondo tempo e sempre in una posizione minoritaria per forza numerica e per volume dell’attività svolta, si affiancarono socialisti, giellisti e repubblicani.
I democristiani, delle cui formazioni i bollettini del comando piazza, del periodo agosto 1944 – aprile 1945, riportano solo sporadiche azioni si impegnarono fondamentalmente nel fiancheggiamento della lotta e nel soccorso ad ex prigionieri di guerra, ebrei, ricercati e arrestati servendosi della rete assistenziale e di organizzazioni clandestine dello scoutismo cattolico, la più attiva delle quali fu l’Organizzazione Soccorso Cattolico agli Antifascisti Ricercati (Oscar) che, guidata da don Aurelio Giussani e don Andrea Ghetti, ebbe i propri centri più attivi nelle sedi milanese e varesina del Collegio San Carlo.


I primi tentativi di dare vita a una opposizione armata furono diretti dall’avvocato Galileo Vercesi (fucilato a Fossoli il 16.7.1944) ma solo negli ultimi mesi sorsero nel legnanese e nel gallaratese alcuni gruppi di orientamento democristiano i quali, poi inquadrati nel raggruppamento brigate Fratelli Di Dio, non risulta tuttavia abbiano svolto una attività armata preinsurrezionale e pertanto le rimanenti Brigate del Popolo sono da considerarsi, almeno operativamente, insurrezionali.
I liberali, contrari del resto ad una impostazione di massa della lotta, lavorarono invece con nuclei ristretti - il più noto ed attivo dei quali fu l’organizzazione Franchi facente capo ad Edgardo Sogno - legati ai servizi alleati ai quali trasmettevano informazioni di carattere economico e militare, fungendo anche da raccordo con alcune formazioni autonome operanti però fuori dal Milanese.
(Notizie storiche tratte dai siti dell'A.N.P.I e di Nonsoloparole ) 

Libretto commemorativo delle "Brigate del Popolo", stampato il 17 gennaio 1946 per conto delle Edizioni "La Fiamma" di Milano.

 

   
   

 24-12-2010