Italia (1914-1918)
MEDAGLIA INGLESE DELLA VITTORIA INTERALLEATA 1914-1918 NOMINATIVA PER UNA MARINAIO DELLA "H.M.S. QUEEN MARY" AFFONDATA NELLA BATTAGLIA DELLO JUTLAND
Prezzo: Euro 120,00 - cod. nr. 14744
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Bellissima "Medaglia della Vittoria Interalleata" inglese in condizioni eccezionali di conservazione e completa del suo nastro originale d'epoca. La medaglia in bronzo dorato misura 36 mm di diametro. Quello che la rende a tutti gli effetti "unica" è l'incisione sul bordo che ci dice essere stata assegnata postuma al Fuochista di 1° Classe ( Stoker 1st Class ) Ernest Oliver, imbarcato sulla H.M.S. "Queen Mary" quando questa venne affondata dalle navi tedesche "Derfflinger" e "Seydliz" il 31 maggio 1916 nella Battaglia dello Jutland.

La H.M.S. "Queen Mary" era un incrociatore da battaglia della Royal Navy. Faceva parte della classe della "Lion" ma non era identica alla sorella. Non appena consegnata alla Marina, raggiunse il 1° Battle Cruiser Squadron.
Il 28 agosto 1914 prese parte alla Battaglia di Heligoland Bight. All'epoca della Battaglia del Dogger Bank si trovava in cantiere così che non vi partecipò. Appena pronta tornò ad unirsi al 1° Battle Cruiser Squadron per essere affondata durante la Battaglia dello Jutland. Il suo ponte è stata ritrovato nel 1991 e il resto della carcassa circa 60 mt. più giù nella sabbia. Il suo relitto è stato dichiarato "luogo protetto" sulla base del Protection of Military Remains Act del 1986.

La Battaglia dello Jutland o Skagerrak ebbe luogo e si sviluppò da una serie di errori da entrambe le parti, il primo commesso dall'ammiragliato tedesco Reinhard Scheer,ancor prima dell'inizio della battaglia.
Verso le due di pomeriggio del 31 maggio 1916 il grosso della flotta d'alto mare tedesca avanzò da est, preceduta, di circa 50 miglia, dalla squadra dell'ammiraglio Hipper, approssimativamente sullo stesso parallelo della squadra di incrociatori da battaglia dell'ammiraglio Beatty, che salpando da Fifth of Forth era giunto a destinazione prima delle altre squadre inglesi. Le formazioni avversarie avanzarono l'una contro l'altra a gran velocità nel tentativo di portarsi nella posizione di tiro più favorevole: Beatty, contando sull'arrivo del resto della flotta, intendeva circondare a poppa le navi tedesche, ma Hipper, comprendendo l'intenzione del nemico, invertì la rotta in direzione sud-est/est muovendo parallelamente agli inglesi verso il grosso delle forze di Scheer.
Poco dopo le 15.45 da una distanza di circa 18 chilometri la linea tedesca aprì il fuoco: la prima salva colpì in pieno la Lion, la nave ammiraglia di Beatty, che a causa del terribile incendio divampato a bordo venne costretta a ritirarsi quasi subito, abbandonando la formazione. I britannici risposero al fuoco procurando considerevoli danni alla Seydlitz e alla Lützow, la nave ammiraglia di Hipper, ma pur avendo colpito anche la Derfflinger e la Von der Tann, Beatty era in posizione di svantaggio rispetto ai tedeschi che, trovandosi sotto vento e con una visibilità migliore, erano favoriti nel puntamento.
Dopo aver gravemente danneggiato anche la Tiger, i tedeschi iniziano a lanciare granate dalla Lützow e dalla Von der Tann contro l'Indefatigable, colpendone il deposito munizioni. Gli incrociatori da battaglia britannici non erano sufficientemente attrezzati contro gli incendi, che dalle torrette si diffusero facilmente al deposito munizioni, così, dopo una violenta esplosione, l'Indefatigable affondò, tanto rapidamente che una torpediniera tedesca riuscì a salvare solo 3 marinai dei 1017 imbarcati.
Nel frattempo sopraggiunsero anche le 4 lente navi da battaglia al comando del contrammiraglio Evan Thomas; si trattava delle più potenti navi da guerra che avessero mai solcato i mari fino ad allora e il comando britannico era certo che la sua artiglieria da 380 mm avrebbe annientato una volta per tutta la flotta tedesca. Ma queste speranze furono deluse e lo sbalordimento fu grande nel vedere la maggior parte dei proiettili rimbalzare sulla corazzatura tedesca, senza provocare significativi danni né alla Moltke né alla Von der Tann.
Nel frattempo una colonna di fumo alta 300 metri rivelò che anche l'incrociatore da battaglia inglese Queen Mary era stato colpito. Questi si inabissò con il capitano e quasi tutti i 1266 uomini di equipaggio.
Durante la prima fase della battaglia, la "Queen Mary"divenne il bersaglio del "Derfflinger" e del "Seydliz" che aprirono il fuoco da una distanza tra i 13.000 e i 14.500 metri. Per circa cinque minuti l'incrociatore da battaglia inglese si difese con coraggio ma alle 4.26 una salva colpì il ponte anteriore. In un momento ci fu una grande fiammata seguita da un'esplosione e la "Queen Mary" si inabissò in pochi istanti. Le perdite furono di 57 ufficiali e 1209 marinai, due ufficiali e cinque marinai feriti. Un ufficiale e un marinaio furono succesivamente recuperati dagli incrociatori tedeschi.
 
Nonostante la superiorità inglese (la proporzione tra le flotte era di 8 a 5), gli inglesi persero il doppio delle navi e più del doppio degli uomini per un totale di 115.000 tonnellate inglesi contro 61.000 tonnellate tedesche e con 6.100 morti contro i 2.550 tedeschi.
L'alto numero di morti è spiegabile dal fatto che l'Indefatigable, l'Invincible e la Queen Mary furono colpite e affondate con un'unica fortissima salva, inabissandosi così rapidamente da impedire il recupero degli equipaggi, mentre da parte tedesca le perdite furono incredibilmente limitate; persero soltanto l'incrociatore da battaglia Lützow, la nave di linea Pommern, gli incrociatori leggeri Wiesbaden, Elbing, Frauenlob, Rostock, nonché 5 torpediniere. Con la perdita di una grande nave da guerra, tre incrociatori pesanti da battaglia, quattro incrociatori corazzati, due incrociatori leggeri, e tredici cacciatorpediniere la flotta britannica subì sicuramente un grave smacco, senza però che l'efficienza generale della flotta e i rapporti di forza venissero in alcun modo modificati.

La Commissione Speciale, nominata dall'Assemblea della Pace, deliberava nel 1919, una medaglia commemorativa di bronzo, a cementare con un "segno" collettivo, la ragione e il sacrificio di milioni di uomini coinvolti in una stessa guerra contro il comune nemico. Il "disegno" doveva essere interpretato secondo i costumi e la moda di ogni è paese, anche se tutte le medaglie dovevano avere alcune caratteristiche comuni: la medaglia doveva misurare circa 36 mm di diametro e raffigurare una Vittoria alata in piedi, il verso dell'iscrizione dove recare le parole "La Grande Guerra per la Civiltà" nella lingua di ogni paese con il nome o l'emblema delle nazioni alleate e associate ( in realta' questa indicazione fu seguita da pochi paesi ), il nastro avrebbe presentato i colori di un doppio arcobaleno con il rosso in mezzo. La presenza di due arcobaleni voleva significare la nascita di tempi nuovi, dopo la tempesta della guerra.

La "Victory Medal 1914-19" ( Medaglia della Vittoria Interalleata 1914-19 ) veniva assegnata a tutti coloro che avevano ricevuto la 1914 o la 1914-15 Star e a molti di quelli che avevano ricevuto la British War Medal del 1914-20. Non poteva essere assegnata da sola.
Era destinata agli ufficiali, ai soldati ed ai civili che avevano combattuto o lavorato nelle zone delle operazioni tra il 5 agosto 1914 e l'11 novembre 1918. Per i marinai che parteciparono alle missioni dei cacciatori di mine nel Mare del Nord, il periodo valido per l'attribuzione si estendeva fino al 30 novembre 1919. Venne anche attribuita ai marinai ed agli ufficiali che parteciparono alle missioni della "Royal Navy" in Russia (1919-1920).
Questa medaglia fu conferita ai soldati del Regno Unito ma anche provenienti dall'Australia, dal canada, dall'India e dalla Nuova Zelanda. Sul dritto e' rappresentata la Vittoria alata in piedi, il braccio sinistro teso, mentre tiene nella mano destra un ramo di palma. Il rovescio della medaglia e' molto semplice: dentro una corona di foglie, il testo "The GREAT/WAR FOR/CIVILISATION/1914-1919" su quattro righe, con una serie di punti sotto l'iscrizione.

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Il numero di matricola SS/113152 Il nome e grado di Ernest Oliver
L'incrociatore da battaglia H.M.S. "Queen Mary"
La "Queen Mary" fotografata nel momento dell'esplosione
 

 27-11-2009