Italia ( 1940-1945 )
RARO DISTINTIVO DEL 52° STORMO CACCIA "AD HOSTES ULULANS" IMPIEGATO CON IL 22° GRUPPO DEL CORPO AEREO ITALIANO IN RUSSIA
Prezzo: Euro 350,00 - cod. nr. 18224
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La dislocazione del 22° Gruppo, del 52° Stormo e delle relative squadriglie dal 140 al 1943 ( Tabella tratta dal volume "Courage Alone" di Chris Dunning )

Alcuni degli aerei utolizzati dal 22° Gruppo:

in alto un Aermacchi MC 202, srie VII, della 369a Squadriglia. A seguire un Reggiane Re 2001 Falco II della 362a Squadriglia del 52° Stormo, un Reggiane Re 2005 Sagittario della 362a Squadriglia e in basso un Reggiane 2001 Falco II della 142a Squadriglia

Aeroporto di Stalino ( Russia ) 1942
Macchi MC 200 in riparazione sul fronte russo nell'estate 1941

Bellissimo e raro distintivo commemorativo del 52° Stormo Caccia Terrestre, realizzato in metallo argentato e smalti policromi dalla ditta Stefano Johnson di Milano che non lo ha marcato. Il distintivo circolare, del diametro di 18 mm, raffigura l'emblema dello stormo, cioè un lupo ululante nero in campo rosso, sormontato dal motto "AD HOSTES ULULANS" ( Ululante ai nemici ) e poggiante su una base in smalto nero con la scritta "52° CACCIA" in lettere argentate.


Il 10 giugno 1940, allo scoppio delle ostilità, il 52° Stormo era dislocato a Pontedera ( Pisa ) con una forza di 28 caccia Fiat G 50 "Freccia" monoposto. La prima operazione fu la scorta dei bombardieri SM 79 del 9°, 41° e 46° stormo in un'azione sul porto di Calvi ( Corsica ). Per le successive operazioni contro il territorio metropolitano francese il Gruppo venne trasferito in Liguria e Piemonte con la 357 e 358 squadriglia dislocate a Torino Caselle. Nel marzo del 1941 il Gruppo , con 30 MC 200, venne inviato in Albania prendendo anche la 359,362 e 369 squadriglia.
Nei mesi successivi effettuò missioni di intercettazione nei cieli di Grecia e Jugoslavia e nelle operazioni anti guerriglia partigiana in giugno.
La successiva destinazione fu il fronte Russo che venne raggiunto volando attraverso la Romania con l'aggiunta della 371 squadrigia proveniente dal 157° Gruppo.


Nel luglio 1941, i 61.700 tra ufficiali, sottufficiali e soldati del C.S.I.R. (composto dalle divisioni Pasubio, Torino e Celere - già Principe Amedeo di Savoia, e da 2.000 volontari fascisti della Legione Tagliamento della M.V.S.N.) raggiunsero dopo un lungo viaggio il fronte del Dniepr dove il Corpo di Spedizione Italiano - affidato inizialmente al generale Francesco Zingales che però, pochi giorni dopo la nomina, venne colpito da una grave forma di polmonite e sostituito, il 13 luglio, dal generale Giovanni Messe - venne inquadrato nell'11° Armata tedesca.


Nel mese di agosto 1941, una forza aerea composta da circa 85 aerei, tra caccia, bombardieri, ricognitori e trasporti venne anch'essa trasferita e dislocata su alcuni aeroporti situati ad ovest del Dniepr.
Il Comando Aviazione del C.S.I.R. venne ufficialmente costituito il 29 luglio a Tudora, lungo il confine che separava l'Unione Sovietica e la Romania, e su questo aeroporto, il 12 agosto, giunse dall'Italia il 22° Gruppo Caccia Terrestre composto da 51 Macchi MC200 (Squadriglie 359ma, 362ma, 369ma e 371ma) con il 52° Stormo. Gli intercettatori erano accompagnati da due trimotori da trasporto e supporto logistico Savoia Marchetti SM81 e da tre più piccoli trimotori, anch'essi da trasporto, Caproni Ca133.
Quattro giorni più tardi sempre sull'aeroporto di Tudora atterrò il 61° Gruppo da Osservazione Aerea montato su 32 bimotori Caproni Ca311 (Squadriglie 34ma, 119ma, e 128ma) e un grosso trimotore da trasporto e supporto Savoia Marchetti SM82. La formazione del Corpo Aereo del C.S.I.R. venne completata con l'assegnazione di tutti i servizi tecnici e militari di terra indispensabili per garantire l'operatività dei reparti di volo. Nella fattispecie furono assegnati per la difesa dei campi sei sezioni di mitragliere pesanti AA Breda da 20 millimetri con personale addetto e un autoparco dotato di circa 300 automezzi di ogni tipo. Il personale dell'Aviazione del C.S.I.R. risultò composto, inizialmente, da circa 1.900 uomini (140 ufficiali, 180 sottufficiali e 1.500 militari di truppa (tra specialisti e avieri di governo), più 90 operai specializzati.


Dopo avere riorganizzato i reparti, revisionato e rifornito gli aerei, un primo scaglione del Corpo Aereo Italiano venne spostato sulla linea del fronte dove, l'11 agosto, le truppe italiane erano incorse nei primi scontri con i sovietici. Il 27 agosto, i Macchi MC200 del 22° Gruppo inaugurarono il loro ciclo operativo ingaggiando un combattimento con alcune squadriglie di aerei russi (caccia Polikarpov I-16 e bombardieri medi Tupolev SB-2 "Katjuscia"). Nello scontro i piloti italiani abbatterono sei bombardieri e due caccia nemici non lamentando per contro alcuna perdita.
Alla fine di agosto, in seguito allo sfondamento del fronte nemico e alla rapida avanzata verso est delle forze tedesche, rumene e italiane, l'intero Corpo Aereo Italiano si spostò da Tudora a Krivoi Rog dove in settembre giunsero anche otto Savoia Marchetti SM81 provenienti dall'Italia che, in aggiunta ai due trimotori già presenti sull'aeroporto russo, andarono a formare la 245ma Squadriglia da Trasporto. Il 22 settembre, dopo gli aspri combattimenti sostenuti dal C.S.I.R. nell'area di Petrikovka, i reparti italiani ottennero un brillante risultato, conquistando Stalino, uno dei più importanti centri urbani e industriali del bacino del Donetz. Un successo che costrinse il 22° Gruppo e una Squadriglia da Ricognizione montata su bimotori Caproni a spostarsi nuovamente verso oriente fino a Saporoshje, sulla riva sinistra del Dniepr.


Intanto, il precoce autunno russo si trasformò rapidamente in uno degli inverni più rigidi registrati negli ultimi anni. Le violente piogge, seguite da tormente di neve e da un pauroso quanto veloce abbassamento delle temperature (fino a meno 30) misero a dura prova non soltanto il C.S.I.R., assolutamente impreparato dal punto di vista dell'equipaggiamento, a combattere in queste condizioni estreme, ma anche il personale e i mezzi del Corpo Aereo Italiano impegnati, tra l'ottobre e il novembre, in un'opera continua e febbrile per spianare le piste innevate e per ripulire e riparare i motori e le armi di bordo bloccati o danneggiati dal ghiaccio e dalle non infrequenti incursioni dei bombardieri russi.
Sul fronte di terra, nella tarda giornata del 2 novembre 1941, reparti di fanteria della Pasubio riuscirono ad occupare nell'arco di quattro giorni le località di Gorlovka e Nikitovka, venendo però bloccati da un violento contrattacco sovietico. In poche ore l'80° reggimento della Pasubio venne addirittura accerchiato, ma grazie al pronto intervento dei caccia della 371° Squadriglia - che in una sola giornata effettuarono una mezza dozzina di riuscite azioni di mitragliamento delle fanterie russe - il nemico fu costretto a mollare la presa, consentendo al reparto della Pasubio di sganciarsi e riordinarsi.


Il 5 novembre, intanto, dall'Italia arrivò a Stalino la nuova 246° Squadriglia da Trasporto, affiancata quattro giorni dopo sullo stesso aeroporto dalla 371° Squadriglia Caccia, rafforzata alla fine di dicembre da un secondo reparto di intercettatori Macchi MC200. Ai primi di dicembre, proprio alla vigilia della grande controffensiva invernale russa, il C.S.I.R. trovò ancora la forza, nonostante le gravi perdite subite, di avanzare verso est conquistando i centri di Grossny e di Sech Savielenka.
Ma alla vigilia di Natale si scatenò la tanto temuta offensiva sovietica che costrinse le divisioni tedesche dell'Armata Sud (di cui faceva parte il C.S.I.R.) a ritirarsi dal grande centro di Rostov che venne occupato dai russi. La possente manovra sovietica, sostenuta da parecchie divisioni supportate da centinaia di carri armati pesanti T34, obbligò anche gli italiani, quasi del tutto privi di efficaci armi controcarro, a retrocedere su posizioni più sicure. Il ripiegamento venne effettuato con l'appoggio aereo degli onnipresenti Macchi MC200 che, anche questa volta, attaccarono ripetutamente con le loro mitragliatrici Breda Safat da 12,7 e con ordigni alari da 50 chilogrammi le folte colonne di fanteria sovietiche, ingaggiando anche numerosi combattimenti con caccia e bombardieri medi russi. A questo proposito, alla fine di dicembre, gli esausti reparti della caccia italiana potranno vantare l'abbattimento di 12 aerei sovietici contro la perdita di un solo Macchi.


Nella primavera del 1942, rendendosi conto dell'ormai eccessiva ampiezza del fronte e dell'esiguità dei reparti aerei posti a supporto del C.S.I.R., il Comando della Regia Aeronautica decise, anche in vista dell'arrivo in Russia di altre divisioni italiane e in prospettiva dell'annunciata, grande offensiva estiva tedesca, di rafforzare gli organici del Corpo di Spedizione con l'invio dall'Italia di nuovi aerei, di carburante e di rifornimenti e, naturalmente, di consistenti aliquote di piloti e specialisti. Nel giugno 1942 il C.S.I.R. fu sciolto e con il sopraggiungere di nuove divisioni (comprese le alpine Julia, Tridentina e Cuneense) venne infatti costituita l'8° Armata Italiana in Russia (ARM.I.R.): un complesso militare composto da circa 227.000 uomini e posta al comando dell'anziano generale Italo Gariboldi. Nel medesimo periodo il 22° Gruppo Caccia, logorato da mesi di attività, venne rimpiazzato dal 21° Gruppo Macchi MC200 composto dalla 356ma, 382ma, 361ma, e 386ma Squadriglia, mentre il 71° Gruppo da Osservazione Aerea su Caproni Ca311 (formato dalla 38ma e 116ma Squadriglia) sostituì il 61°.


Il 7 maggio 1942 il 22° Gruppo venne riorganizzato presso l'aeroporto di Ciampino (Roma) ed equipaggiato con i nuovi cacciabombardieri Re 2001 e in giugno fu trasferito in Sardegna per operazioni contro i convogli alleati. Il 2 agosto due Re 2001 del gruppo attaccarono la portaerei inglese "HMS Victorious" danneggiandola. Nei primi giorni di settempre il Gruppo venne trasferito a Gela in Sicilia per essere impiegato temporaneamente come unità di fotoricognizione. L'eperienza dei suoi piloti fu utilissima nell'ultimo massiccio attacco contro le difese di Malta. L'invasione alleata del Nord Africa obbligò il gruppo a spostarsi nuovamente in Sardegna. Dall'aeroporto di Elmas 23 Re 2001 operarono in Tunisia finchè ne rimasero solo 10 utilizzabili e il gruppo dovette ritornare a Capodichino ( Napoli ) per essere riequipaggiato con i MC 202 il che avvenne solo parzialmente a causa della situazione generale dei rifornimenti. Nel giugno 1943 giugno il gruppo venne impiegato nella difesa dei cieli di Roma e Napoli con 10 nuovissimi prototipi del potente Re 2005. Il 31 luglio il gruppo ricevette altri 10 Re 2005 a Capua venendo brevemente trasferito a Pantelleria per operazioni di scorta convogli. Il 22° Gruppo trascorse il resto dell'anno difendendo i cieli d'Italia. Il 7 settembre 1943, quando fu sciolto, poteva contare su soli nove MC 202 ancora in grado di volare.

Per chi volesse approfondire la storia dell Corpo Aereo Italiano in Russia è disponibile on line l'articolo di Alberto Rosselli "Breve storia del Copro Aereo Italiano in Russia 1941-1943" dal quale sono state tratte informazioni e foto.

 
   

5-7-2013