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USSR RARA MEDAGLIA PER SERVIZIO DURANTE IL DISASTRO NUCLEARE DI CHERNOBYL 1986
Prezzo: venduto - cod. nr. 16989
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Questa medaglia è l'unica al mondo istituita per premiare coloro che hanno partecipato all'intervento per mettere in sicurezza un impianto nucleare dopo un incidente o che hanno effettuato le successive operazioni di decontaminazione. Il testo in cirillico nella parte superiore significa "Partecipante alla Campagna di Pulizia" e la sigla in basso "4A3C" sta per "Impianto Nucleare di Chernobyl". Questa medaglia appare raramente sul mercato collezionistico occidentale.
La decorazione e' stata istituita dal governo sovietico nel 1986 ed era accompagnata da un attestato che si differenziava notevolmente da quelli utilizzati per le altre mefaglie, militari o civili, dell'Unione Sovietica. Queste infatti venivano generalmente assegnate dal Presidio del Soviet Supremo o da organismi militari locali. In questo caso le medaglie sono state assegnate dalle "fabbriche" coinvolte nelle operazioni. Le industrie sovietiche avevano quasi sempre nomi che si rifacevano all'epopea comunista e solo quelle coperte da segreto militare erano identificate da un numero. Nel caso di Chernobyl la maggioranza degli attestati sono stati emessi da organismi coperti dal segreto militare..

La centrale nucleare di Chernobyl, circa 130 km a nord di Kiev in Ucraina, è il luogo dove si è verificato il peggior disastro nucleare del mondo quando, il 26 aprile 1986, esplose il reattore nr. 4. L'incidente avvenne durante un esperimento condotto con il reattore in funzione ma con l'impianto di raffreddamento di emergenza spento. Una serie di errori di calcolo misero rapidamente la reazione nucleare fuori controllo. L'impennata di potenza mandò in frantumi il nucleo mentre una seconda esplosione si verificò subito dopo a causa della pressione del vapore facendo saltare in aria il coperchio del reattore. Infine una terzareazione, causata da reazioni chimiche, lanciò frammenti incendiari tutt'intorno causando ulteriori danni e incendi. 31 persone morirono immediatamente e 500 furono ricoverate con gravi ustioni.
Nei giorni seguenti furono evacuati tutti gli abitanti della zona entro un raggio di 30 km. Le autorità sovietiche iniziarono ad evacuare la popolazione dell'area circostante Chernobyl 36 ore dopo l'incidente. Giunsero da Kiev decine di autobus che successivamente vennero abbandonati in una sorta di cimitero nella zona interdetta, dove ancora oggi si possono osservare migliaia di mezzi utilizzati per lo sgombero e la gestione della zona. Molti sono veicoli militari. Nessuno era realmente conscio di ciò che stava accadendo. Decine di persone si soffermarono fino a tardi, la notte dell'esplosione, per ammirare la luce scintillante sopra il reattore.
Le misure di sicurezza adottate immediatamente dopo il verificarsi dell'esplosione coinvolsero migliaia di vigili del fuoco e militari accorsi immediatamente sul luogo del disastro. Non erano stati informati della tossicità dei fumi e del materiale caduto dopo l'esplosione nell'area circostante la centrale. Il reattore continuò a bruciare per giorni e venne spento con l'ausilio di elicotteri che sganciarono tonnellate di boro, silicati, sabbia e dolomia, materiali adeguati per trattare un incendio di tale natura poiché particolarmente efficaci nella schermatura delle radiazioni e soprattutto secchi, così da non produrre colonne di vapori radioattivi. Successivamente si costruì un vero e proprio "sarcofago" di cemento per inglobare completamente i resti del reattore.
La forzadell'esplosione aveva però portato le ceneri radioattive a quote elevate da dove, grazie ai venti, si diffusero in tutto l'emisfero settentrionale. La ricaduta maggiore si ebbe nei territori occidentali dell'Unione Sovietica e nei paesi europei che assunsero diverse misure di protezione a riguardo degli alimenti potenzialmente inquinati. A tutt'oggi i dati sulle reali conseguenze di questo disastro sono ancora inconcludenti.
Una volta spento l'incendio e tamponata la situazione di emergenza, negli anni successivi si procedette alle operazioni di recupero e di decontaminazione dell'edificio e del sito del reattore e delle strade intorno, così come alla costruzione del sarcofago. Incaricati di queste operazioni furono i cosiddetti liquidatori (recovery operation workers). In base a leggi promulgate in Bielorussia, Russia e Ucraina, 600.000 persone, fra militari e civili, ricevettero speciali attestati e la associata medaglia che confermavano il loro status di "liquidatori".
L'USSR fu violentemente criticata per aver cercato di tenere nascosta la gravità dell'incidente, emersa solo quando la radioattività venne scoperta in Svezia. Pripyat, Chernobyl e le città vicine sono state evacuate in modo permanente a causa dell'incidente. L'Ucraina ha stimato in almeno 8000 il numero di persone morte a causa del disatro nucleare e per aver partecipato direttamente alle operazioni di pulizia del territorio.


La centrale con il sarcofago di cemento
L'abitato evacuato di Pripyat con sullo sfondo la centrale nucleare
 

 15-6-2012