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USSR RARO DISTINTIVO ORIGINALE CON CERTIFICATO COMMEMORATIVO DELLE BATTAGLIE DEL LAGO KASHAN DURANTE LA GUERRA RUSSO-GIAPPONESE DEL 1939
Prezzo: venduto - cod. nr. 20013
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Raro distintivo commemorativo delle battaglie del Lago Kashan , conferito ai partecipanti dei fatti d'arme avvenuti tra il 29 luglio e l'11 agosto 1938 durante la Campagna sovietico-giapponese in Manciuria.
Il distintivo è accompagnato dall'altrettanto raro attestato di assegnazione originale rilasciato dal Consiglio Militare della Prima Armata Rossa Separata. Il distintivo, realizzato in lamierino di ottone e smalti a fuoco ha forma ovaleriproduce un cavaliere russo nell'atto di caricare con la sciabola sguainata e con una grande bandiera rossa con la scritta dorata "August 1939". Sullo sfondo il cielo azzurro e i monti della Manciuria con in basso il cartiglio con la scritta "HALHINGOL". Sul retro piatto un robusto attacco a vite sul quale sono riportate in caratteri cirillici a rilievo le scritte che lo indicano come prodotto dalla Zecca di Mosca. Il distintivo, che misura 38 mm di diametro, è in condizioni eccezionali di conservazione così come l'attestato di assegnazione che lo accompagna. Quest'ultimo è costituito da una "tessera" quadrata delle dimensioni di circa 65 mm di lato, rivestita di tela cerata nera. All'interno delle due copertine è riportata con scrittura mongola la motivazione della decorazione e il nome del decorato. Un'eccezionale testimonianza storica di un fatto d'arme del periodo della seconda guerra mondiale sconosciuto ai più ma che cambiò le sorti della guerra contro l'Asse, e forse della Storia, sul fronte orientale russo.

Nel biennio 1938-39 l'attenzione dell'Europa e del mondo occidentale erano puntati principalmente su Germania ed Italia e sul pericolo  che esse rappresentavano. Anche il Giappone era impegnato in una guerra imperialista contro la Cina ma esisteva in estremo oriente un teatro di tensione secondario abbastanza oscuro, di cui ancora oggi pochi conoscono anche solo l'esistenza:  il confine nippo-sovietico nella Manciuria del nord. Qui, tra il 1938 e il 1939, si svolse uno strisciante conflitto armato noto come Guerra di Confine Nippo-Sovietica, culminato in una vera e propria battaglia sul fiume Halka (chiamato dai sovietici Khalkhin Gol) che vide coinvolto uno dei protagonisti principali degli anni seguenti, il comandante sovietico Georgi Zhukov.
La rivalità tra Tokyo e Mosca (o San Pietroburgo) era di lunga data; come abbiamo già visto in precedenza, il primo importante conflitto tra le due potenze, la Guerra Russo-Giapponese del 1904-5, si era conclusa con il clamoroso successo del Giappone, che aveva così posto le basi del suo impero coloniale in oriente. La Rivoluzione d'Ottobre aveva portato ad un cambio di governo in Russia, ma la rivalità non era certo diminuita, e si era anzi acuita quando il Giappone aveva invaso ed occupato la Manciuria, installandovi lo stato fantoccio del Manchukuo; il risultato era che ora i due contendenti condividevano un lungo tratto di confine, perdipiù definito in termini non chiari.
Fu proprio una disputa di confine ad aprire il conflitto nel 1938: il territorio conteso si trovava presso il lago Khasan o Chasan, e in particolare erano oggetto delle mire sovietiche le alture di Changkufeng, una serie di colline che dominavano il porto coreano di Najin. Lo scontro coinvolse progressivamente tutte le forze delle due parti presenti nell'area di confine e si concluse con una temporanea vittoria giapponese. iI comandante sovietico, Vasily Blücher, fu incolpato della cattiva prestazione delle proprie forze e in seguito arrestato e giustiziato. Ma questo era stato soltanto un primo scontro, che aveva anzi invogliato i giapponesi a tentare nuovi attacchi sul confine.
Dopo una serie di innumerevoli piccoli incidenti, nel 1939 si verificò lo scontro decisivo. Questa volta oggetto della disputa era il confine occidentale del Manchukuo con la Repubblica Popolare di Mongolia (allora un satellite dell'Unione Sovietica), che i giapponesi ritenevano essere il fiume Halka o Khalkhin e i sovietici lo consideravano invece spostato di alcuni chilometri a est, presso il villaggio di Nomonhan. Dopo alcuni scontri preparatori, entrambe le parti erano decise ad uno scontro di grande portata, e cominciarono ad ammassare le proprie forze; da parte sovietica, in particolare, fece il suo ingresso in campo il Comcor (Comandante di Corpo d'armata) Zhukov, che condusse con se il I Corpo con truppe motorizzate e corazzate. L'attacco sovietico fu sferrato il 20 agosto; mentre le truppe sovietiche al centro, con il supporto dell'aviazione, tenevano inchiodato il grosso delle forze giapponesi, le ali attraversarono il fiume e aggirarono gli avversari, ricadendo sulle retrovie nemiche e ricongiungendosi presso Nomonhan, circondando così la 23° divisione giapponese. A nulla valsero i disperati tentativi di rompere il cordone, e il 31 agosto le truppe nipponiche nella sacca erano state completamente annientate; i sovietici occuparono il territorio conteso fino al confine da loro rivendicato, quindi le due parti negoziarono il cessate il fuoco il 15 settembre, culminato poi nella firma di un patto di non aggressione.
Questa grave sconfitta giapponese passò quasi inosservata, visti gli avvenimenti ben più sensazionali che stavano avvenendo in Europa, ma ebbe conseguenze di fondamentale importanza per il futuro corso del conflitto: decise infatti definitivamente la lotta in seno allo stato maggiore giapponese tra i sostenitori di un'espansione verso l'Unione Sovietica e quelli di un'avanzata nel Pacifico in favore di questi ultimi. Il risultato fu quindi che l'unione Sovietica, nel 1941, potè considerare sicuro il proprio fianco orientale, concentrando tutte le proprie risorse sul fronte con la Germania; e in effetti durante la cruciale battaglia di Mosca i sovietici furono salvati anche dall'intervento tempestivo delle forze dell'estremo oriente, mandate in tutta fretta a contenere la Wehrmacht; a guidare la difesa della capitale era proprio quel Georgi Zhukov che due anni prima aveva conseguito la sua vittoria al confine con la Mongolia.   ( Maggiori informazioni posson essere reperite sul sito de "La Piccola Accademia" dal quale sono state tratte le informazioni storiche )

I tre comandanti sovietici vittoriosi a Kalkhin Gol: da sinistra Grigori Shtern, Khorloogiin Choibalsan e Georgy Zhukov
Cavalieri mongoli a Kalkhim Gol
Truppe mongole si oppongono al contrattacco giapponese sulla sponda occidentale del fiume Kalkhin Gol
 

 13-10-2014