Italia (1919-1939)
RARO DISTINTIVO DELLA 202.LEGIONE "CACCIATORI DEL TEVERE" IN FORZA ALLA 1° DIVISIONE CC.NN. 23 MARZO "IMPLACABILE"
Prezzo: Euro 500,00 - cod. nr. 17860
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Raro distintivo da giacca in eccezionali condizioni di conservazione con smalti perfetti e destinato ai membri della 202° Legione "Cacciatori del Tevere" che, in forza alla 1° Divisione "23 Marzo", ha combattuto nella campagna d'Etiopia. Il distintivo è stato prodotto nel 1936 dalla ditta milanese "F.M. Lorioli Fratelli", che aveva allora sede in Via F.lli Bronzetti 25, in metallo silimoro e smalti policromi.
La divisione venne costituita il 23 aprile 1935 e posta sotto il comando del Generale di Divisione Ettore Bastico con il Tenente Colonnello Gastone Gambara come Capo di Stato Maggiore. Aveva una forza di tre Legioni: la 135° "Indomita" del Console Enrico Francisci, la 192° "Francesco Ferrucci" del Console Giuseppe Conticelli e la 202° "Cacciatori del Tevere" del Console Alberto Piroli.
L'addestramento della divisione venne effettuato nella zona di Sora dove, in giugno, venne passata in rivista da S.M. il Re lungo il rettilineo che congiunge Sora ad Isola Liri. Dopo questo intenso periodo di addestramento, fra il 18 ed il 24 agosto la Divisione si imbarcava a Napoli e dal 28 agosto i primi reparti della Divisione "23 Marzo" sbarcavano a Massaua; tre giorni dopo arrivava il Comando di divisione e successivamente, fino al 5 settembre si completava l'arrivo del resto della divisione con gli altri scaglioni.

Il 3 ottobre 1935, la I Divisione CC.NN. varcava il fiume Belesa con le sue tre legioni, che andavano ad occupare alcune alture al di là del fiume. Il 20 novembre, il generale Bastico, promosso Comandante di corpo d'Armata, lasciava il comando della "23 Marzo" che venne assunto da S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia Duca di Pistoia. Al momento della presa del comando, il Duca Emanuele Filiberto diramò il seguente ordine del Giorno: "Assumendo oggi il comando dell'Implacabile I Divisione Camicie Nere "23 Marzo" invio ai miei ufficiali, Sottufficiali e Militi il più fervido saluto. Nei nomi fatidici del Re e del Duce noi andremo sempre avanti fino alla sicura vittoria".
Il 19 dicembre iniziavano i primi movimenti verso gli obiettivi, a destra dello schieramento la 192° Legione occupava Debrì, a sinistra la 135° Legione occupava Adi Hotzà e q. 2.257, al centro la 202° Legione si spostava verso la confluenza Gebat-Calaminò. Un bollettino riportava: "All'alba del 20 gennaio, il nemico che ha approfittato della notte per serrare sulle posizioni italiane, lancia un terribile attacco contro la linea della 202a Legione. L'assalto è impressionante e selvaggio: malgrado l'efficace fuoco delle nostre mitragliatrici, favorito dal terreno, il nemico riesce ad arrivare su qualche arma trucidandovi i serventi che lottano fino alla morte. Il combattimento continua per l'intera giornata, ma le CC.NN. reggono valorosamente e alla fine gli abissini sono ricacciati, ma si annidano nelle numerose caverne al riparo del nostro fuoco". A metà pomeriggio del 21 gli obiettivi erano completamente raggiunti e il nemico era stato messo messo in fuga dopo aver riportato perdite considerevoli.

La 202° Legione si spostava nel pomeriggio del 14 febbraio, a sud del guado sul Gabat. Alle prime ore del 15 febbraio, la 202° Legione si spostava sulla dorsale dell'Amba Aradam. A metà mattinata, il CXXXV Battaglione effettuava un primo tentativo di assalto per saggiare le difese nemiche. Infine nel primo pomeriggio, il 188° Battaglione sul fianco sinistro ed il 135° Battaglione sul fianco destro del fronte, con azione avvolgente, attaccavano con decisione gli abissini. Alla fine del pomeriggio, la bandiera italiana insieme al gagliardetto nero della Divisione venivano piantati sulla vetta più alta dell'Amba Aradam (2.755 m.) dal CLXXXVII Battaglione.
Ripresa l'avanzata, la Divisione ricevette l'ordine di avanzare verso sud. Raggiunge così il Ghevat, che oltrepassava risalendo verso nord per Dibuch e la regione Andinò onde sbarrare ogni possibile via di ritirata alle truppe di Ras Cassa e Ras Sejum, a loro volta fronteggiate a nord dal Corpo d'Armata Indigeno, dalla Divisione CC.NN "28 Ottobre" e dal I Gruppo Battaglioni CC.NN. d'Eritrea. Il 18 gennaio il comandante della Divisione, S.A.R. Emanuele Filiberto Duca di Pistoia diramava il seguente Ordine del Giorno alle Camicie Nere: "La battaglia decisiva sarà sferrata. A noi tutti l'onore di parteciparvi, il dovere di vencerla. Lo comanda il Duce che in noi ripone assoluta fiducia; lo attende l'Italia tutta che è qui in ispirito in A.O. e nella carne dei suoi figli migliori. La battaglia sarà dura, quale si addice a uomini forti degni del nome d'Italia. In questi pochi giorni che ancora ci separano dalla battaglia dobbiamo fortificare il già forte nostro animo ad una sola volontà: quella di vincere per il Re, per il Duce, per l'Italia". Complessivamente nella campagna d'Etiopia, i caduti della Divisione "23 Marzo" furono 108.

( Le informazioni sono state tratte dal volume "Storia delle unità combattenti della MVSN" di E. Lucas-G. De Vecchi, pubblicato nel 1976 da Volpe Editore di Roma ) 
 
 

 23-1-2013