Italia (1919-1939)
RARA CARTOLINA 1° DIVISIONE CC.NN. "XXIII MARZO" VIAGGIATA DALL'ERITREA
Prezzo: Euro 180,00 - cod. nr. 24725
Il Generale di Divisione Ettore Bastico, primo comandante della divisione
S.A.R. Generale Filiberto di Savoia, Duca di Pistoia, secondo comandante della divisione fino al termine della campagna
Il Generale Domenico Siciliani, terzo comandante della 1°Divisione "XXIII Marzo" in Africa Orientale
Il Console Generale Alberto Galamini, vice-comandante  della divisione e poi ultimo comandante in terra d'Africa, che indossa lo scudetto divisionale sul braccio sinistro
Bellissima e raro cartolina, commemorativa della 1°Divisione "XXIII Marzo", disegnata e firmata da Bruno da Osimo, nome d'arte di Bruno Marsili (Osimo, 1888 - Ancona 1962), un artista dalla vastissima produzione xilografica, di cui questa cartolina è un bellissimo esmpio.
Ma quello che la rende ancora più rara, sotto il profilo collezionistico, sono le firme sul retro e il francobollo "Eritrea" annullato, della serie Colonie Italiane. La cartolina è stata sicuramente spedita da Massaua, dove la divisione era giunta in più riprese dal 28 agosto 1935.
La cartolina è stata spedita al Questore di Roma, Amedeo Palma, che aveva assunto questa carica nel novembre 1935 e che evidentemente era in rapporti di amicizia con i firmatari tra i quali si era aggiunto il Capo di Stato Maggiore della divisione. Chi si firma "O.Onori" era probabilmente Onorio Onori, squadrista della prima ora e combattente in AOI, che diventerà il comandante della B.N. Garibaldi durante la Repubblica Sociale Italiana.

La divisione, il cui motto era "Implacabile", venne costituita il 23 aprile 1935 e posta sotto il comando del Generale di Divisione Ettore Bastico con il Tenente Colonnello Gastone Gambara come Capo di Stato Maggiore. Aveva una forza di tre Legioni: la 135° "Indomita" del Console Enrico Francisci, la 192° "Francesco Ferrucci" del Console Giuseppe Conticelli e la 202° "Cacciatori del Tevere" del Console Alberto Piroli.
L'addestramento della divisione venne effettuato nella zona di Sora dove, in giugno, venne passata in rivista da S.M. il Re lungo il rettilineo che congiunge Sora ad Isola Liri. Dopo questo intenso periodo di addestramento, fra il 18 ed il 24 agosto la Divisione si imbarcava a Napoli e dal 28 agosto i primi reparti della Divisione "23 Marzo" sbarcavano a Massaua; tre giorni dopo arrivava il Comando di divisione e successivamente, fino al 5 settembre si completava l'arrivo del resto della divisione con gli altri scaglioni.

Il 3 ottobre 1935, la I Divisione CC.NN. varcava il fiume Belesa con le sue tre legioni, che andavano ad occupare alcune alture al di là del fiume. Il 20 novembre, il generale Bastico, promosso Comandante di corpo d'Armata, lasciava il comando della "23 Marzo" che venne assunto da S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia Duca di Pistoia. Al momento della presa del comando, il Duca Emanuele Filiberto diramò il seguente ordine del Giorno: "Assumendo oggi il comando dell'Implacabile I Divisione Camicie Nere "23 Marzo" invio ai miei ufficiali, Sottufficiali e Militi il più fervido saluto. Nei nomi fatidici del Re e del Duce noi andremo sempre avanti fino alla sicura vittoria".
Il 19 dicembre iniziavano i primi movimenti verso gli obiettivi, a destra dello schieramento la 192° Legione occupava Debrì, a sinistra la 135° Legione occupava Adi Hotzà e q. 2.257, al centro la 202° Legione si spostava verso la confluenza Gebat-Calaminò. Un bollettino riportava: "All'alba del 20 gennaio, il nemico che ha approfittato della notte per serrare sulle posizioni italiane, lancia un terribile attacco contro la linea della 202a Legione. L'assalto è impressionante e selvaggio: malgrado l'efficace fuoco delle nostre mitragliatrici, favorito dal terreno, il nemico riesce ad arrivare su qualche arma trucidandovi i serventi che lottano fino alla morte. Il combattimento continua per l'intera giornata, ma le CC.NN. reggono valorosamente e alla fine gli abissini sono ricacciati, ma si annidano nelle numerose caverne al riparo del nostro fuoco". A metà pomeriggio del 21 gli obiettivi erano completamente raggiunti e il nemico era stato messo messo in fuga dopo aver riportato perdite considerevoli.
La 202° Legione si spostava nel pomeriggio del 14 febbraio, a sud del guado sul Gabat. Alle prime ore del 15 febbraio, la 202° Legione si spostava sulla dorsale dell'Amba Aradam. A metà mattinata, il CXXXV Battaglione effettuava un primo tentativo di assalto per saggiare le difese nemiche. Infine nel primo pomeriggio, il 188° Battaglione sul fianco sinistro ed il 135° Battaglione sul fianco destro del fronte, con azione avvolgente, attaccavano con decisione gli abissini. Alla fine del pomeriggio, la bandiera italiana insieme al gagliardetto nero della Divisione venivano piantati sulla vetta più alta dell'Amba Aradam (2.755 m.) dal CLXXXVII Battaglione.

Ripresa l'avanzata, la Divisione ricevette l'ordine di avanzare verso sud. Raggiunge così il Ghevat, che oltrepassava risalendo verso nord per Dibuch e la regione Andinò onde sbarrare ogni possibile via di ritirata alle truppe di Ras Cassa e Ras Sejum, a loro volta fronteggiate a nord dal Corpo d'Armata Indigeno, dalla Divisione CC.NN "28 Ottobre" e dal I Gruppo Battaglioni CC.NN. d'Eritrea. Il 18 gennaio 1936 il comandante della Divisione, S.A.R. Emanuele Filiberto Duca di Pistoia diramava il seguente Ordine del Giorno alle Camicie Nere: "La battaglia decisiva sarà sferrata. A noi tutti l'onore di parteciparvi, il dovere di vencerla. Lo comanda il Duce che in noi ripone assoluta fiducia; lo attende l'Italia tutta che è qui in ispirito in A.O. e nella carne dei suoi figli migliori. La battaglia sarà dura, quale si addice a uomini forti degni del nome d'Italia. In questi pochi giorni che ancora ci separano dalla battaglia dobbiamo fortificare il già forte nostro animo ad una sola volontà: quella di vincere per il Re, per il Duce, per l'Italia". Complessivamente nella campagna d'Etiopia, i caduti della Divisione "23 Marzo" furono 108.
Ad operazioni belliche concluse, il Duca di Pistoia inviò al Podestà di Firenze, in data 5 marzo, il seguente telegramma: "All'imbrunire del giorno 28 febbraio, la 192a Legione delle Camicie Nere fiorentine, dopo aver combattuto e vinto, conquistava Amba Tzellerè, impediva al nemico la ritirata, lo batteva nuovamente il giorno successivo, occupava tutto l'Andinò, dominava i valloni di Abbi Addi, cuore del Tembien. Ancora una volta , seguendo tradizioni antiche e recenti, il popolo di Firenze, in armi nella magnifica Legione Francesco Ferrucci, fece vedere chi sia".

( Le informazioni sono state tratte dal volume "Storia delle unità combattenti della MVSN" di E. Lucas-G. De Vecchi, pubblicato nel 1976 da Volpe Editore di Roma ) 
 

30-11-2020