Italia (1919-1939)
MEDAGLIA COMMEMORATIVA DELLA BATTAGLIA DEL FRONTE ALPINO OCCIDENTALE 1940 FIRMATA AFFER
Prezzo: Euro 120,00 - cod. nr. 25206

Questa medaglia è stata realizzata in bronzo dalla Ditta Lorioli di Milano nel 1940, su disegno del loro incisore, Costantino Affer che l'ha firmata sul dritto, lungo il bordo destro. la medaglia è stata realizzata per commemorare la "Battaglia del Fronte Alpino", svoltasi dal 21 al 24 giugno 1940 contro le truppe francesi.


Sul dritto è raffigurato un soldato chino di schiena che spinge una roccia. A sinistra in alto, la parola "VINCERE" e al lato, presso il bordo destro, "AFFER".  
Al rovescio una figura allegorica della Vittoria alata in volo verso sinistra che regge uno scudo.
Nel campo la data "21-22-23-24 GIUGNO -A-XVII". Sotto alcuni rilievi montuosi e in basso, la frase "BATTAGLIA DEL-FRONTE ALPINO-OCCIDENTALE" su tre righe. 


La medaglia è completa del nastro originale a righe bianche e rosse in quanto proveniente dai cimeli di un ufficiale del 2° Reggimento Granatieri di Sardegna che ha partecipato a questa battaglia. Misura 32 mm di diametro. Sarà accompagnata da un Certficato di Originalità, rilasciato da My Militaria, e valido senza limitazioni di tempo anche nei confronti di eventuali terzi futuri acquirenti.


Questa "Battaglia" non fece molto onore alle forze armate italiane, considerando che I francesi avevano sguarnito tutta la frontiera alpina a ridosso dei confini italiani per inviare tutte le truppe disponibili sul fronte della Somme e dell'Aisne. Sulle Alpi avevano lasciato solo cinque divisioni, e  nonostante le 32 italiane che le aggredirono riuscirono a contenere gli attacchi italiani.


Il 15 Giugno 1940 con le sue armate già dentro Parigi, Hitler  comunica a Mussolini, che rifiuta nettamente l'aiuto delle sue truppe nelle operazioni che sta conducendo in Francia. Mussolini è infuriato, e non lo ascolta, incita Badoglio a sferrare un attacco offensivo alla Francia su l'arco alpino, cosa che il generale non solo non vuol fare ma non può fare, perché lui ha predisposto sul confine tutto un piano difensivo (cioè arretrato)  e non offensivo e ci vorrebbero almeno dieci giorni per modificarlo.
Mussolini è ancora più infuriato e a questo punto lui personalmente  ("io ho le responsabilità politiche, io prendo le decisioni militari" - non potrebbe farlo... ma il Re lo lascia fare) dà quindi l'ordine al Maresciallo Graziani, che predispone  un attacco per il giorno 26 giugno, che è il minimo necessario per far muovere tutta la macchina bellica su un terreno non facile come quello alpino.
Il 21 Giugno , mentre Hitler va a godersi la vittoria e la rivincita a Compiègne, Mussolini attacca; va contrordine; scatena con un pretesto, un assurdo attacco alla Francia sulla fascia confinaria alpina, contro il parere di molti generali, muovendo i reparti che erano appostati sulla difensiva, all'offensiva che in precedenza - cambiando i piani- era stata prevista per il 26 giugno.
Mussolini ha fretta, "voglio l'attacco subito". Seguono litigi di generali e un cambio nell'alto Comando. Parte l'offensiva rappezzata, improvvisata, disorganizzata e a complicare tutto, il 23 Giugno si scatena una tempesta di neve sul valico, trenta centimetri  che bloccano non solo tutto l'apparato trasporti,  ma il freddo congela mani e piedi di 2151 soldati nelle trincee di anfratti, che non avevano addosso nè le scarpe adatte né erano stati previsti i guanti perchè era una campagna estiva (da dopolavoro! di un paio di settimane). E' quasi un disastro; quella che doveva chiamarsi pomposamente la "Battaglia delle Alpi", finisce con la "Disfatta delle Alpi".  
 

31-1-2021