Italia (1940-1945)
RARA MEDAGLIA DECENNALE DELLA RESISTENZA 1944-1954 "88 MARTIRI DI COLLEGNO"
Prezzo: Euro 150,00 - cod. nr. 17600
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La medaglia in bronzo misura 30 mm di diametro ed è completa di un nastro tricolore d'epoca. Sul fronte è raffigurato un partigiano che tiene tra le mani l'asta di una bandiera sventolante con sullo sfondo le ciminiere delle fabbriche di Torino. Il retro è decorato con un albero misto di foglie di quercia e di alloro.
Questa medaglia rappresenta un vero "mistero numismatico" poichè i dati e le date che riporta non trovano riscontro nella storiografia ufficiale della città di Collegno.
Coniata, infatti, nel 1954 porta sul retro la scritta circolare "DECENNALE DELLA RESISTENZA" in alto, al centro su sei righe la scritta "88 MARTIRI DI COLLEGNO CON IL VOSTRO SACRIFICIO SALVASTE L'ITALIA 8.3.44 - 8.3.54".

I "Martiri di Collegno e Grugliasco" che vengono ancora oggi ricordati nelle celebrazioni della Resistenza del canavese sono 68 e si riferiscono all'eccidio compiuto dalle truppe tedesche a Grugliasco nella notte tra il 29 e il 30 aprile 1945. Dei Caduti, 20 erano residenti di Grugliasco, 32 erano residenti del confinante comune di Collegno, i restanti 15 erano partigiani provenienti da altri comuni. La colonna tedesca responsabile dell’eccidio era composta dalla 34.Infanterie Division operante principalmente in Liguria e utilizzata in particolare nella lotta antipartigiana.
Questa divisione, composta da 12.000 uomini, era reduce dal fronte russo (Ucraina), dalla Romania e dalla Slesia dove aveva subito ingenti perdite. I suoi soldati si trovavano in pessime condizioni psicofisiche. Proveniente, quindi, dalla Liguria, doveva collegarsi alla 5. Gebirgsjaeger Division nella zona tra Stupinigi e Rivoli. Le truppe erano al comando del General der Gebirgstruppe Hans   Schlemmer, comandante del LXXV.Armeekorps che comprendeva anche la 157.Gebirgsdivision e la Divisione Littorio italiana.
I primi contatti avvennero puntualmente il 28 Aprile presso il Castello di Stupinigi, dove si erano attestati circa 35.000 uomini e 60 carri armati “Tigre”: l’intento era quello di evitare l’attraversamento di Torino, già invasa dai Partigiani scesi dalle montagne per liberarla, per dirigersi così verso Ivrea e poi ancora verso Est, sino a raggiungere Milano e proseguire verso il Passo del Brennero. Al loro passare lasciavano, dietro di sé, una scia di sangue e distruzione, costellata di furti e atti di vandalismo a danno delle popolazioni civili. Sia Grugliasco che Collegno hanno sempre considerato concordemente i caduti di quell’eccidio come i propri Martiri, al di là del fatto che maggiore fu il numero di caduti nel territorio grugliaschese o più numerose furono le vittime collegnesi.
Le date e le cifre indicate nella medaglia non corrispondono quindi a quanto accaduto alla fine di aprile del 1945, sia numericamente che temporalmente.
L'unica spiegazione è che con questa medaglia si sia voluto ricordare tutti i caduti di Collegno a partire dal primo, ucciso probabilmente l'8 marzo 1944 e fino al maggio 1945.
 
 
     

 23-8-2014